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Carol Maltesi, non fu un gioco erotico finito male: “Ecco perché Davide Fontana la uccise”

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Carol Maltesi, il giudice Angela Corvi che ha convalidato il fermo definisce Davide Fontana privo di “ogni senso di umana compassione” e di “qualsiasi scrupolo morale”

L’uomo ha confessato di averla uccisa a martellate durante un gioco erotico e “quando ho sollevato il cappuccio, ho notato uno scatto della gamba, quindi per evitare di farla soffrire le ho tagliato la gola con un coltello da cucina”

Ma le cose sarebbero molto diverse. Ecco la storia di un brutale femminicidio

carol maltesi
Carol Maltesi, prima di darsi all’hard, faceva la commessa allo scalo di Malpensa e poi in un centro commerciale di Rescaldina, adiacente a Legnano, nel milanese

Carol Maltesi, nel mondo dell’hard nota come Charlotte Angie, non fu uccisa lo scorso gennaio durante un gioco erotico finito male. Tutt’altro. Si trattò di un brutale femminicidio, commesso da un uomo privo di “ogni senso di umana compassione” e di “qualsiasi scrupolo morale”. Lo scrive il gip Angela Corvi nel confermare la custodia cautelare per Davide Fontana.

carol maltesi charlotte angie
Carol Maltesi nei panni di Crharlotte Angie

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Il delitto di Carol Maltesi

Carol venne ammazzata lo scorso gennaio. La sua vita era cambiata durante il lockdown. Ventisei anni, madre di un bimbo di cinque che vive a Verona con il padre e che lei rivedeva ogni 15 giorni, si era trasferita a Rescaldina, vicino alla madre con problemi di salute. Qui, in una casa di corte, aveva fatto conoscenza con il vicino Davide Fontana, insospettabile bancario e food blogger, con una pagina Instagram seguita da 13 mila follower.

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Con lui aveva scoperto Onlyfans, la piattaforma online dove si possono vendere contenuti privati anche per adulti. Si era licenziata dalla profumeria Parfois in cui lavorava per dedicarsi all’hard con il nome di Charlotte Angie.

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Davide l’ha uccisa a gennaio. Poi l’ha fatta a pezzi e l’ha messa in un congelatore comprato apposta prima di gettarne i resti in una scarpata a Borno, nel bresciano.

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Carol Maltesi
Carol Maltesi con il figlio di cinque anni

La messinscena con il padre di Carol Maltesi

Per due mesi il bancario ha fatto finta di nulla. Ha continuato a scrivere recensioni di ristoranti e ricette di cucina sulle sue pagine internet. Ha risposto dal telefono di Carol ad amici e famigliari di lei. Anche al padre Fabio, che dopo la separazione dalla moglie vive ad Amsterdam con l’altro figlio e che ha raccontato: «L’ha uccisa come una bestia, nessuno merita di soffrire così, mia figlia ha fatto una fine terribile, ho sentito delle cose tremende su come l’ha ammazzata, è stato diabolico. Non riesco a crederci, mia figlia era bellissima, lei era la mia dolcissima Carol».

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carlo maltesi padre
Carol Maltesi con il padre Fabio, oggi sconvolto dal delitto

L’uomo sta tornando in Italia: «Non potrei mai lasciare sola la mia ex moglie, sta vivendo come me un dolore insopportabile, non sta bene e devo starle accanto. E poi devo vedere il mio nipotino, il figlioletto di Carol è tutto ciò che mi rimane di lei».

Quanto ai due mesi in cui riceveva solo sms dalla figlia: «C’era qualcosa di strano. Nelle ultime settimane lei non mi rispondeva mai subito, ma mi scriveva solo dopo uno-due giorni. E poi, mi ero accorto che spesso mi mandava dei messaggi copia-incolla con i precedenti e questo non era da lei. Allora le ho chiesto il perché e lei, anzi il suo assassino, mi ha risposto di essere a Dubai. Invece era già in cielo. Carol era una creatura splendida, una figlia affettuosa, una mamma che adorava suo figlio. Non era una pornostar come sto leggendo, lei era un angelo. È un mostro, quell’uomo è un mostro… In queste settimane io scrivevo a mia figlia e lui mi rispondeva facendo finta di essere la mia Carol. Credevo che lei stesse bene invece l’aveva già ammazzata, ci siamo mandati messaggi anche per il mio compleanno, ma ora ho scoperto che era lui a farmi gli auguri, non mia figlia… Sono sconvolto, ditemi solo che non è vero».

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davide fontana
Di Davide Fontana ha parlato a Brescia Today l’attrice hard Yasmine Carrera, che con Carol aveva girato alcune scene: «Questo ragazzo la accompagnava sempre. Nell’ambiente lo conoscevamo tutti: sembrava una persona per bene, credevamo che le volesse bene sul serio e che ci tenesse molto a Charlotte. Era il suo fotografo di fiducia, tutte le foto di lei che ci sono sui social le aveva fatte lui. La seguiva ovunque per proteggerla, ma il pericolo era lui. Charlotte era un’ottima. Poco tempo fa aveva portato il suo piccolo a Disneyland con i soldi guadagnati con i film. Era una ragazza solare ed era impossibile non volerle bene: ha avuto una vita difficile, ma ultimamente era felice perché stava raggiungendo tutti i suoi obiettivi e realizzando i suoi sogni»

Il gioco erotico

Soltanto i tatuaggi sul corpo della vittima hanno consentito di riconoscerla, dopo che un sessantenne aveva rinvenuto i sacchi della pattumiera nella scarpata, da cui usciva una mano. La descrizione dei tatuaggi ha fatto arrivare infatti una segnalazione al sito bsnews, che si è rivelata fondata. Davide è andato allora dai carabinieri spontaneamente, provando a depistare ancora.

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Il sito Bsnews ha giocato un ruolo decisivo nell’inchiesta, scoprendo che i tatuaggi descritti dagli inquirenti erano quelli di Charlotte Angie, al secolo Carol Maltesi

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Ma, messo sotto torchio, ha confessato. Solo che ha provato a farlo passare per un gioco erotico finito male durante un video in cui l’aveva presa a martellate erotico e «quando ho sollevato il cappuccio, ho notato uno scatto della gamba, quindi per evitare di farla soffrire le ho tagliato la gola con un coltello da cucina». Facile capire perché abbia provato questa mossa: un gioco erotico finito male sarebbe ben diverso da un omicidio volontario nel computo della pena.

carol maltesi
Con il sito Bsnews Davide Fontana si spacciava al telefono per Carol, scrivendo via sms: «Ah ho capito mi hanno già detto diverse persone di quella ragazza. Io sto bene fortunatamente». E «Non ho tempo adesso per i giornalisti e per spiegare perché ho lasciato il porno»

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Perché Davide uccise Carol Maltesi

Ma il gip Angela Corvi non gli ha creduto minimamente, definendolo, nell’ordinanza che conferma l’arresto privo di “ogni senso di umana compassione” e di “qualsiasi scrupolo morale”. Lui, che si è “si è rappresentato follemente innamorato” di Carol, tanto da acconsentire “a che la Maltesi intrattenesse relazioni anche con uomini diversi”, l’avrebbe in realtà uccisa “poiché non poteva accettare di vivere senza la ragazza che gli aveva comunicato l’intenzione di lasciare Rescaldina e di trasferirsi fra il Veronese, dove risiedeva il figlioletto, e Praga”.

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Il giudice prende spunto da alcune frasi della confessione, come questa: «Quando verso Capodanno mi disse che intendeva lasciare Rescaldina per trasferirsi dove risiedeva il figlioletto, per me fu un vero e proprio choc». Ed è così che il gip può sostenere che non esistesse alcuna “amicizia disinteressata”. Anzi. Così “mentre stavano girando il video hard, nel momento in cui si era ritrovato il martello in mano, aveva pensato che l’avrebbe persa. Allora la colpiva al capo, due o tre volte” mentre “lei muoveva la testa, non sapeva per via dei colpi o per un’altra ragione…””.

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Ma la pazzia nulla c’entra: “Quando il Fontana le tagliava la gola “per porre fine alle sue pene” – e dunque nella consapevolezza che la giovane, per quanto agonizzante fosse ancora in vita –, non può dubitarsi della piena consapevolezza e volontà dei propri atti da parte dell’indagato”. Colpì con “con indomita ferocia” la vittima “che si fidava ciecamente del suo ex compagno e intimo amico”.

E la uccise “barbaramente, colpendola più volte con bestiale violenza per poi tagliarle la gola; così privando della vita – con modalità che poco o nulla hanno di compassionevole – una giovanissima donna, madre di un bimbo ancora in tenera età, colpevole soltanto di voler seguire i propri progetti ed aspirazioni lontano dall’indagato”.

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Carol Maltesi amava viaggiare e postava sui social molte foto dei Paesi raggiunti

Il depistaggio

Sul depistaggio tentato con famigliari e amici di lei, Davide Fontana dimostra la “ferma, pervicace inamovibile volontà di evitare le conseguenze delle sue gravissime azioni”. Fatti che denotano, sotto il profilo giuridico della conferma della custodia cautelare, un “evidentissimo pericolo di fuga” e il “concreto pericolo” di inquinamento probatorio.

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Per capire che tipo fosse il bancario, si pensi che, mentre si trovava a Vararo, nel varesotto, dove era inizialmente intenzionato a bruciare i resti di Carol, decise di scrivere sul suo blog un post in cui annotava che quello era “un luogo magico, immerso nella natura per trascorrere tempo in totale relax…”.

Manuel Montero

L’ultimo libro di Manuel Montero è “Wuhan – virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri”, uscito in allegato a Il Giornale e disponibile in ebook per Algama, QUI

I nostri ebook blank
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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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