Delittisocietà

Lorenzo D’Errico avrebbe ucciso il padre con 40 martellate. Il giallo è risolto?

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Svolta nel giallo del pensionato scomparso nel nulla la notte di prima di Capodanno: gli inquirenti hanno arrestato il figlio Lorenzo D’Errico accusandolo di omicidio. Questi aveva dichiarato di non averlo più visto dalla mattina del 31 dicembre. Ma lo avrebbero tradito tracce di sangue nell’appartamento

 

Lorenzo D’Errico

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CUSANO MILANINO (Milano) – La svolta è arrivata quando il cadavere di Carmine D’Errico, elettricista in pensione di 65 anni, è stato trovato nell’ex Brenta di Cerro Maggiore. I carabinieri lo stavano cercando da una ventina di giorni, da quando cioè il figlio Lorenzo ne aveva denunciato la scomparsa.

Una scomparsa anomala per un racconto che non aveva mai convinto gli investigatori: ma con il ritrovamento del corpo, Lorenzo è finito in manette, mentre usciva da una casa vicina, con l’accusa di aver ucciso il padre e successivamente bruciato il cadavere.

Omicidio volontario aggravato. Lorenzo, 36 anni, avrebbe insomma inscenato una recita, anche andando in tv, a “Chi l’ha visto?” per tentare di sviare le indagini sulla sorte del genitore.

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LA RECITA DI LORENZO D’ERRICO

Tutto comincia la notte prima di Capodanno. Carmine, vedovo da anni, vive in una villetta insieme al figlio. Viene descritto come persona tranquilla e misurata, ma dalla mattina successiva, quando avrebbe dovuto raggiungere gli amici a Sant’Angelo Lodigiano, non ci sono più sue notizie.

Cos’è successo quella notte? Lorenzo dice di averlo visto l’ultima volta verso le 20,30 del 30 dicembre: «Ero in soffitta a giocare a biliardo con due miei amici. Sono sceso quando se ne sono andati e mi ha detto che usciva a prendersi una pizza».

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SCOMPARSO IN PIGIAMA E CIABATTE

Spiega che con il padre non andava d’accordo. Rammenta che al suo ritorno ha trovato la porta della camera di Carmine chiusa e il cartone della pizza fuori dalla stanza, segno «che dormiva. Non l’ho svegliato e sono andato a letto».

La mattina c’era la porta di casa aperta. E racconta in tv: «È scomparso con un pigiama, uno spazzolino e un paio di ciabatte». Possibile? Gli amici di Sant’Angelo Lodigiano non lo vedranno mai arrivare: «Lo abbiamo chiamato ma il telefonino era spento». Pare che Carmine avesse un tumore. Che si sia allontanato per farla finita?

RAPPORTO CONFLITTUALE

La cosa non convince e i sospetti che qualcosa di brutto sia successo si addensano su Lorenzo: «Io stavo chiuso in camera o in soffitta. So che molti parlano del mio rapporto conflittuale con lui. Ma le persone non sanno, non conoscono certi dettagli che può sapere solo chi vive insieme».

E poi: «Da tre anni sto con una ragazza di Parma, qui ci sto poco. Già sapevo dal primo giorno che chiaramente la “pecora nera” è quella che viene guardata. Io ovviamente non c’entro niente, con i carabinieri abbiamo guardato ovunque, anche nei tombini. Massima trasparenza».

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TROPPE COSE NON TORNANO

Ma poi l’auto di Carmine viene rinvenuta a 350 metri da casa il 6 gennaio. Lorenzo paventa in tv una sorta di doppia vita del padre, rivelando di aver trovato in garage una pistola carica e 50 colpi, anche se Carmine non aveva porto d’armi.

Aggiunge di aver scoperto la cassaforte aperta, da cui mancherebbero 2500 euro in contanti e buoni postali. Strano.

VIA TUTTO…

Come pure è curioso che Lorenzo si sia già liberato delle due grandi passioni di papà, un acquario, che ha smontato con l’intenzione di regalarlo, e un pappagallo, che non ama in quanto «sporca». Il pm di Monza Franca Macchia sospetta un omicidio.

I carabinieri cercano tracce di sangue nella villetta con il luminol. Non appena un cadavere carbonizzato viene trovato a Cerro e arrivano gli esiti dell’autopsia, il cerchio si stringe: si tratterebbe proprio di Carmine, ammazzato con 40 martellate.

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Secondo gli inquirenti sarebbe stato ucciso proprio la sera del 30 dicembre dal figlio. In cucina trovano macchie di sangue nonostante Lorenzo, definitosi «maniaco dell’ordine e della pulizia» avesse pulito tutto con la candeggina. Tracce ematiche sono isolate pure sul soffitto e sotto ai gradini della scala.

LE TELECAMERE

Il resto sarebbe stata tutta una recita di quel figlio che si vantava di avere un quoziente intellettivo superiore alla media: le due apparizioni in tv per sviare le indagini, il cellulare cambiato pochi giorni dopo il delitto, l’auto della fidanzata – in quei momenti all’estero – usata per trasportare il cadavere (avvolto nel cellophane) e poi lavata con la varechina.

Tutto ricostruito dagli inquirenti: una telecamera di sicurezza lo immortalava mentre parcheggiava l’auto del padre.

IL TAXI

Telecamere e celle telefoniche ricostruiscono il suo percorso in taxi (130 euro) per andare nel cremonese a prendere la macchina della fidanzata. Chi è allora davvero Lorenzo? Sui social posta immagini sataniche e vessilli filonazisti.

Le cimici lo hanno intercettato mentre spiegava le sue uniche preoccupazioni per la sorte di papà: «Che palle, ho letto su Internet che devono passare due anni dalla data di scomparsa per fare la successione. Se poi c’è di mezzo il Covid auguri proprio».

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