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Filippo Turetta, giallo sul mancato intervento dopo la chiamata al 112

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Filippo Turetta confessa e dice di aver meditato il suicidio. Spunta un audio della vittima. E il giallo del mancato intervento dei carabinieri dopo la prima aggressione

filippo turetta

Filippo Turetta rientrerà in Italia sabato, dopo aver confessato il delitto alle autorità tedesche e aver ammesso di aver pensato di suicidarsi. Spunta intanto un audio della vittima, che diceva: «Sono arrivata a un punto in cui vorrei che sparisse, vorrei non avere più contatti con lui». Scoppia un giallo sul mancato intervento dei carabinieri dopo la prima aggressione. – video 1 | video 2 | video 3 | video 4 video 5

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LA CONFESSIONE DI FILIPPO TURETTA

La Germania ha dato il via libera all’estradizione, che avverrà sabato con un veicolo militare per non turbare l’ordine pubblico a bordo di un velivolo civile. Intanto emergono le parole dette dal giovane alla polizia tedesca: «Ho ammazzato la mia fidanzata, ho vagato questi giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono buttato un coltello alla gola, ma non ho avuto il coraggio di farla finita».

Nella sua borsa è stato trovato un coltello con una lama di dodici centimetri. Aveva sangue sulle scarpe, sui vestiti e ce n’era sui sedili dell’auto. Il primo dicembre inizierà l’autopsia sulla vittima alla clinica universitaria di Padova.

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UNA DOPPIA AGGRESSIONE

Giulia Cecchettin morì dissanguata dopo 22 minuti di agonia, in seguito a due diverse aggressioni. È quanto sostiene il gip Benedetta Vitolo nell’ordinanza di custodia cautelare in cui viene ricostruito il delitto. Stando al giudice, la ragazza sarebbe stata infatti colpita in due momenti diversi: alle 23.18 a Vigonovo e alle 23.40 a Fossò, dove le telecamere dell’azienda Dior riprese l’aggressione. Nel parcheggio di Vigonovo, non distante dalla casa della vittima, sono rimaste due macchie di sangue e impronte di scarpe che saranno analizzate.

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Un testimone diede l’allarme vedendo un uomo picchiare una donna che chiedeva aiuto. Filippo l’avrebbe presa a calci e a coltellate, spingendola a terra e facendola sbattere con la testa sul marciapiede. Quindi l’avrebbe caricata sul sedile posteriore, immobilizzandola con del nastro adesivo. Ventidue minuti più tardi la giovane ricompare nel video del sistema di videosorveglianza dello stabilimento nella zona industriale di Fossò, che la vedono fuggire e inseguita «prima di essere raggiunta, scaraventata a terra e nuovamente aggredita» fino a quando «non dà segno di muoversi». Viene così caricata nuovamente in macchina e poi abbandonata e celata da sacchi vicino al lago di Barcis. Almeno 22 i minuti di agonia.

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IL GIALLO DEL MANCATO INTERVENTO

Ma è nato un giallo. Dopo l’allarme del testimone in seguito alla prima aggressione a Vigonovo, come riporta il Corriere della Sera, nessuno intervenne nonostante la telefonata al 112. L’uomo avrebbe riferito di aver sentito aver sentito una ragazza urlare: «Mi fai male». E disse di aver visto un uomo calciare una figura terra ma non era riuscito a prendere la targa dell’auto. La chiamata tuttavia non convinse i carabinieri a inviare una pattuglia e le ricerche scattarono soltanto la domenica mattina, dopo la denuncia di scomparsa dei genitori.

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L’AMICA DI GIULIA

Giulia Zecchin, 22 anni, amica di Giulia Cecchettin e sua ex compagna di classe al liceo, dice al Corriere della Sera: «Giulia usciva ancora con Filippo perché era piena di sensi di colpa. Lui la teneva avvinghiata così. Le diceva che senza di lei la sua vita non aveva più senso. E Giulia, che era molto buona, si sentiva in colpa. Già la prima volta si erano lasciati a causa della gelosia ossessiva di Filippo ma lui nei mesi successivi le aveva promesso che sarebbe cambiato. “Torniamo insieme sarò diverso”, le aveva detto». Non sopportava che uscisse sola con le amiche.

giulia cecchettin filippo turetta
Giulia Cecchettin e Filippo Turetta

Ma della gelosia ossessiva non aveva parlato molto a casa: «Non credo infatti che Giulia abbia mai parlato con sua mamma di questo finché era viva. Poi quando la mamma è morta Giulia ha deciso di gestire questo problema da sola per non dare altre preoccupazioni alla sua famiglia già distrutta dal dolore». Quanto a lei «le dicevamo di non uscirci più. Noi però non eravamo soggiogate dalle sue parole o dai sensi di colpa. Le persone così sanno quali tasti toccare. Filippo puntava sulla bontà di Giulia. Ci marciava. Lui per lei era stato il primo ragazzo e viceversa. Forse Giulia non si era resa conto che quella non è la normalità. Che quello non era amore».

L’AUDIO DI GIULIA: NON LO SOPPORTO

E spunta ora un audio di Giulia, recuperato da Chi l’ha visto? e trasmesso dal Tg1. La giovane diceva: «Sono arrivata a un punto in cui vorrei che sparisse, vorrei non avere più contatti con lui. Questa cosa, con il fatto che io vorrei non vederlo più, perché comincio a non sopportarlo più, mi pesa».

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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