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Marilyn Monroe, il libro choc: abortì un figlio di John o Bob Kennedy pochi giorni prima di morire

Un nuovo mistero si addensa sulla fine di Marilyn Monroe. E ancora una volta allunga le sue ombre sulla Casa Bianca e sulla famiglia Kennedy. La tesi non è nuova, ma riporta luoghi e date ben precise, proprio a ridosso del presunto suicidio…

 

Il giallo sulla fine di Marilyn Monroe si riapre ancora una volta. E stavolta, a farlo, è un libro in cui si sostiene una tesi choc: l’attrice avrebbe abortito un figlio di John o Robert Kennedy pochi giorni prima di essere ritrovata morta.

LA MORTE DELLA DIVA – Marilyn fu trovata morta il 5 agosto 1962 per overdose da barbiturici nella sua camera da letto a Los Angeles all’età di 36 anni. Ma alla tesi di un probabile suicidio si sono susseguite nei decenni ipotesi cospirazioniste, compresa una che arrivava direttamente alla Casa Bianca e alla famiglia Kennedy. Verrà infatti fuori che la diva era stata l’amante dei fratelli John e Robert, detto Bob.

LA TESI CHOC – Ora un libro ne ricostruisce gli ultimi giorni. In “Norma Jean – The life of Marilyn Monroe” Fred Laurence Guiles racconta un dettaglio di estremo interesse: Marilyn avrebbe abortito un figlio di John o di Bob. Non si tratta di un’ipotesi nuova: nel 1990 il giornalista Selwyn Ford scrisse in “The casting couch” che l’attrice era stata rapita e costretta ad abortire un figlio di Bob il primo giugno 1962 in Messico. Ma stavolta la tesi è più circostanziata e molto più vicina al giorno della sua morte: l’aborto sarebbe avvenuto il 20 luglio al Cedars of Lebanon Hospital, sotto falso nome.

Marilyn Monroe, le foto inedite

 

GLI ULTIMI GIORNI – Lo scrittore racconta poi cosa sarebbe accaduto dieci giorni più tardi: “Il 30 luglio Marilyn  chiama Bob Kennedy. Non sappiamo cosa gli dice, ma sappiamo che è piombata in una profonda depressione e che vede lo psichiatra  Ralph Greenson quotidianamente”. Secondo Guiles sperava che Bob lasciasse la moglie Ethel, ma lui non voleva saperne. Il 3 agosto, il giorno prima di morire, Marilyn si sarebbe trovata al ristorante La Scala di Beverly Hills con l’agente Pat Newcomb, l’attore Peter Lawford e proprio Bob Kennedy. Ed era in grande stato di agitazione “evidentemente perchè sentiva che Bobby le stava dando il benservito. Aveva sempre avuto una visione irrealistica della situazione, che Bobby fosse in qualche modo alla sua portata. E ora il clan Kennedy la stava rimettendo al suo posto”.

IL MESSAGGIO DI BOB – Dopo la sua morte per overdose, Bob mandò un memo al Dipartimento di Giustizia in cui rammentava come il 4 agosto si trovasse con la famiglia a Gilroy e a San Francisco per il weekend. Nessuno glielo aveva chiesto.

LA COSPIRAZIONE – Fu l’ex marito dell’attrice, il campione di baseball Joe Di Maggio, il primo a pensare ad una cospirazione dei Kennedy per la morte dell’ex moglie, una donna che non aveva mai smesso di amare. Li chiamava “killer” nella sua biografia e pensava che una Marilyn viva avrebbe costituito un segreto e un fardello pesante per la carriera di entrambi. Concludeva amaramente: “Ne uscirono puliti. Se la caveranno sempre, ne usciranno sempre puliti, almeno per un centinaio di anni”. Entrambi, invece, sarebbero stati uccisi a colpi di pistola di lì a pochissimo tempo.

Da Oggi.it

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