
Nel giorno in cui in Parlamento si è discusso del riarmo, Giorgia Meloni ha tenuto a precisare la sua posizione sulla difesa dell’Europa: «Il sistema di difesa occidentale è basato sulla Nato, e nella Nato non c’è un esercito della Nato, ci sono eserciti nazionali che cooperano tra di loro. Io voglio una colonna europea della Nato, ma penso che sarebbe un errore pensare di costruire una difesa europea parallela a quella del sistema Nato, sarebbe una inutile duplicazione».
Non so se il premier abbia un suggeritore per i discorsi che fa, ma questa sua convinzione riporta pari pari i capisaldi della cosiddetta «dottrina Wolfowitz» nata e diffusa in un ben preciso periodo storico. Il 18 marzo 1992 venne diffusa una circolare a tutti i prefetti d’Italia in cui si lanciava l’allarme su un piano di destabilizzazione europea dopo la fine dell’Urss. Il piano comprendeva anche la destabilizzazione dell’Italia, con la previsione di attentati dal marzo al luglio 1992.
Le autorità non avevano inizialmente preso in considerazione la fonte, poichè trattavasi di Elio Ciolini, condannato per il depistaggio sulla strage di Bologna. Tuttavia il 12 marzo un attentato c’era già stato, dato che era stato ammazzato Salvo Lima. A maggio sarà ucciso Giovanni Falcone e a luglio Paolo Borsellino.
Di fatto Vittorio Sbardella, detto lo Squalo, luogotenente di Giulio Andreotti disse a La Stampa (19 marzo) di credere ad un piano di destabilizzazione del Paese. E quando gli chiesero chi ci fosse dietro, non se lo fece ripetere due volte: «Chi non vuole l’Europa: gli americani insieme ad alcuni gruppi industriali, che non si sentono preparati a questo passo. Ecco a cosa serve la destabilizzazione. Gli americani non nascondono questa loro ostilità verso l’unità europea, specie dopo la fine del comunismo». Poi aggiunse il riferimento ad una notizia di qualche giorno prima: «Del resto quel documento del Pentagono che vuole impedire la nascita di una nuova superpotenza che faccia ombra agli Usa mi pare abbastanza eloquente».
Si trattava di un documento segreto americano di 46 pagine di cui il New York Times era entrato in possesso e ne aveva pubblicato stralci. Il documento sottolineava come gli Stati Uniti intendessero «impedire la creazione di una struttura di sicurezza strettamente europea che indebolirebbe la Nato». Quindi niente eserciti europei. Anzi, Europa e Giappone «non devono aspirare a un ruolo piu grande e nemmeno avere un atteggiamento piu aggressivo per proteggere i loro interessi legittimi» restando sotto il «dominio benevolo» degli Stati Uniti. Il rapporto, redatto sotto la supervisione del sottosegretario alla Difesa Paul Wolfowitz (da cui il nome alla dottrina) dava per scontato che gli Stati Uniti prendessero «posizione per agire in modo indipendente quando non si può orchestrare un’azione collettiva» o in caso di crisi urgenti. Con tanti saluti all’Onu. Infine, si metteva al centro degli interessi americani il pericolo costituito dalla Russia «unica potenza del mondo in grado di distruggere gli Stati Uniti». Ragione per cui gli Usa avrebbero dovuto lasciare in Europa un «sostanzioso» numero di militari, evitando che ce ne fossero solo di europei, cosa che avrebbe minato la Nato.
Il Pentagono non smentì il rapporto, ma il segretario di Stato James Baker giocò a fare il rabbonitore: «Vogliamo mantenere una stretta collaborazione con i nostri amici e alleati nella costruzione di un mondo che potremo essere tutti orgogliosi di lasciare ai nostri figli».
Fu però il segretario generale della Nato, Manfred Worner, a smentire il rapporto, un rapporto interno agli Usa. E questo sì che è strano: «Quel documento non solo non è ufficiale, ma non rispecchia la politica del governo americano».
Accadde che la circolare a tutti i prefetti non fu presa sul serio. Poi però le stragi ci furono. Fu destabilizzata l’Italia e poco dopo i Balcani, così come la stessa fonte della circolare aveva previsto. Da allora gli americani sono intervenuti nei conflitti quando e come hanno voluto, come profetizzato dalla dottrina Wolfowitz, inventando prove per Saddam Hussein così come oggi hanno bombardato l’Iran tre mesi dopo che la loro intelligence aveva affermato che non fosse in grado di costruire la bomba atomica. Delle sanzioni sulla Russia e della barzelletta su Stato aggressore e Stato aggredito sappiamo tutti. Quanto al cardine di quel documento del Pentagono, oggi sappiamo che il premier italiano è ormai persuaso dal fatto che non serva un esercito europeo, perchè sarebbe «un’inutile duplicazione».
Sarà successo tutto per caso e senza rispecchiare per nulla la politica americana, come giurò Worner. Ma Wolfowitz non ne ha sbagliata una. Dovrebbero chiamarlo Il Veggente.
