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Veronica De Nitto, l’appello del padre: “Il governo ci aiuti a fare giustizia”

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L’appello del padre di Veronica De Nitto, uccisa quasi due anni fa con una coltellata alla gola in California. L’assassino continua ad essere a piede libero.

Sul presunto omicida Renato Yedra Briseno penderebbe una taglia da dieci milioni di dollari. Ma è verosimilmente nascosto in Messico.

L’intera vicenda nell’approfondimento di Cronaca Vera

veronica de nitto

Aveva 35 anni Veronica De Nitto da Latina, quando fu uccisa in California con una coltellata alla gola il 15 gennaio 2021. L’assassino la uccise nel suo appartamento di San Francisco, dove la giovane si era stabilita da quattro anni. E poi diede fuoco all’abitazione, per cancellare le tracce.

Il tempo di scoprire che si era trattato di un delitto e di lui si era già persa ogni traccia. O almeno è ciò che credono gli inquirenti americani, che fin dall’inizio danno la caccia al suo ex, il macellaio Renato Yedra Briseno. All’inizio di novembre è giunta la notizia che le indagini sono state chiuse. Ma sembra che Renato sia ormai oltreconfine, in Messico.

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Per questo il padre di Veronica fa un appello al ministro degli esteri Antonio Tajani, in modo da fare pressioni su Washington perché il fascicolo non resti a prendere polvere negli scaffali e si attivino le ricerche.

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LA MORTE DI VERONICA DE NITTO E LA FUGA DI RENATO

All’inizio si disse che su Renato, origini messicane, la polizia di Dale City avesse messo una taglia da 10 milioni di dollari. Di certo, chiunque avesse ucciso la giovane italiana, occupata nel ramo della ristorazione, ebbe certamente del vantaggio sugli inquirenti, per poter fare fagotto e dileguarsi nel nulla.

Il padre Luigi, a quasi due mesi dall’omicidio, si sfogò con Repubblica: «Mia figlia è stata uccisa oltre due mesi fa in America e da allora nessuno delle istituzioni, nessuno soprattutto dal ministero degli Esteri, si è fatto vivo con me. Non so nulla di quello che sta accadendo, non so se c’è collaborazione con la polizia americana e messicana. Non ho ricevuto dallo Stato italiano neppure un sms». Disse di aver mandato moltissime mail alla Farnesina, che però avrebbe risposto inviando semplicemente «le istruzioni per chiedere il visto».

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Addirittura, raccontò alla fine di marzo 2021 «ho fatto un estratto di nascita al Comune di Latina e mia figlia risulta ancora viva. Non è arrivata alcuna comunicazione dagli Usa. All’altra mia figlia la polizia dice che sta seguendo l’iter, che sanno dove si trova il ricercato, ma in cosa consista tale iter nessuno ce lo dice».

Il deputato pontino Raffaele Trano presentò un’interrogazione parlamentare per capire come si stesse muovendo il governo per dare una risposta alla famiglia. A LatinaToday spiegò: «Al papà, che ho incontrato e con cui mi sono confrontato, è stato persino impedito di recarsi negli Usa per assistere al funerale della figlia e non è giunta alcuna informazione ufficiale dopo la tragedia, né dalle autorità statunitensi né da quelle italiane. Ho parlato direttamente della vicenda con il console generale d’Italia a San Francisco Lorenzo Ortona, che ringrazio per la disponibilità. Dal console ho avuto rassicurazioni sull’impegno della polizia americana nelle indagini, mi ha riferito di aver subito comunicato l’accaduto alla Procura della Repubblica di Roma, mi ha assicurato di essere in costante contatto con la sorella della vittima, che vive in California, e specificato quanto il delitto abbia sconvolto la stessa comunità italiana a San Francisco, dove Veronica era conosciuta e molto amata».

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INDAGINI CHIUSE

Agli inizi di novembre 2022 la notizia che le indagini si sono finalmente chiuse: il nome del sospetto è sempre lui, l’ex fidanzato messicano. Luigi ha parlato con la Rai: «Non conosciamo le ragioni di tale brutale violenza. Solo lui lo sa. Peccato che da quel giorno, era il 15 gennaio del 2021, Renato Yedra Briseno, 38 anni, sia irrintracciabile».

Una nota del neoministro degli Esteri Antonio Tajani, assicurava l’interesse della Farnesina a seguire la vicenda per ottenere presto giustizia. Di certo, sul sito americano dei maggiori ricercati della California e su quello della polizia di San Francisco, campeggia oggi la foto dell’uomo, con questa didascalia: “Renato Yedra-Briseno è ricercato per un omicidio commesso a Daly City nel gennaio 2021. Subito dopo l’omicidio, Yedra-Briseno è fuggito ed è forse in Messico”.

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E se ne fa una descrizione: 38 anni, ispanico, capelli neri, occhi marroni. Se ne descrive peso e altezza. Ma, come spiega Valerio Masci, l’avvocato della famiglia, a Fanpage: «La comunicazione è poca tra le autorità italiane e quelle americane, l’ultimo contatto risale a gennaio 2021».

Di qui l’appello, nei giorni scorsi, al Tg Mediaset, di Luigi: «Chiedo un grande aiuto al ministro Tajani di fare pressione sugli Stati Uniti per far sì che venga catturato questo personaggio così ignobile. Mi sento impotente in tutto questo perché il dolore è tanto e ancor più impotente perché non c’è nessun aiuto da parte del governo che potrebbe fare la differenza».

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L’avvocato aggiunge: «Il fascicolo in questo momento è fermo a Washington e c’è bisogno che arrivi in Messico». E precisa: «O il processo può avvenire all’estero e quindi in Messico. E possiamo acciuffare il soggetto all’estero oppure potremmo anche spostare il processo in Italia».

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