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Alessia Pifferi, parla il suo avvocato Luca D’Auria: “Non è una donna cinica. Ecco cosa sappiamo di lei”

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Chi è davvero Alessia Pifferi, la mamma che ha abbandonato per sei giorni la figlia Diana di appena 18 mesi in un lettino, trovandola morta al suo ritorno?

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In un’intervista esclusiva all’avvocato di Alessia Pifferi, Luca D’Auria, il giallista Rino Casazza prova a ricostruire per Fronte del Blog, i fatti e la personalità della donna accusata di omicidio.

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Da Cronaca Vera

 

Alessia Pifferi, alcuni punti salienti dell’intervista al suo avvocato:

È vero che sono state trovate tracce di sostanze psicogene nel corpicino della vittima?

«Ufficialmente non ne sappiamo niente perché la relazione autoptica non è stata depositata, e comunque bisogna capire dove sono state trovate, in quali parti corporee, sempre che siano state trovate, e specialmente in quale quantità, perché le tracce biologiche, di tracce biologiche infatti si tratta, eventualmente di “benzodiazepine”,è un po’ come parlare delle tracce di DNA, può esserci, dipende dove, in quale quantità, se degradato o non degradato, e se contaminato, per cui è tutto da vedere».

Alessia Pifferi
Da Cronaca Vera

Dicono che dopo il divorzio Alessia fosse molto cambiata, avrebbe quasi cambiato personalità, diventando più seduttiva.

«Ho qualche racconto da lei, e mi sembra piuttosto che dopo il fallimento matrimoniale sia entrata in una crisi  personale. Non so se questo l’abbia portata a diventare più seduttiva nelle modalità, tutto è possibile, forse è anche istintivo, no?»

alessia pifferi
Da Cronaca Vera

Si è letto che dalle analisi sulle chat di Alessia emergerebbe un atteggiamento negativo da parte sua nei confronti della figlia, che viveva come un peso.

«Non in questa maniera assoluta. Può essere che abbia avuto dei momenti di sfogo, questo è possibile, come tutti hanno coi figli, e per fortuna non succedono tragedie di questo tipo, ma io non ho contezza di chat in cui effettivamente ci fosse un problema con questa figlia da ritenerlo una preparazione del movente omicidiario, questo sicuramente no».

Alessia Pifferi
Da Cronaca Vera

Si ha notizia che Alessia in un precedente caso, partita per una vacanza col compagno lasciando la figlia alla nonna, sarebbe tornata subito a casa avendo saputo che la figlia aveva la febbre, prodigandosi nell’accudirla. Questo comportamento contrasta con quello di madre assente e cinica che le si attribuisce in relazione alla morte della bambina.

«Alessia non è cinica, assolutamente. In carcere ci parla continuamente della bambina, ovviamente come tragedia e a malincuore, senza alcun tratto di cinismo. Poi naturalmente emerge un quadro di disagio per la condizione in cui è e per quella pregressa, il disagio è indubbio, ma da cui a dire che è una cinica e spietata assassina ce ne corre».

diana pifferi
Diana Pifferi

È vera la notizia che avevate incaricato dei consulenti che dovevano incontrarsi in carcere con Alessia Pifferi, ma questo non è stato possibile per il rifiuto del giudice?

«Verissimo, per quanto riguarda il neuroscienziato Giuseppe Sartori dell’Università di Padova, e lo psichiatra forense Pietrini, che non sono stati autorizzati. Questi esperti dovevano aiutare a capire l’atteggiamento e le capacità cognitive di Alessia in relazione all’ipotesi di accettazione del rischio della morte della figlia. Il dolo, anche nel caso di dolo eventuale, presuppone la rappresentazione dell’evento morte. Io ho i miei dubbi che questa donna si rappresentasse l’evento morte della bambina, il che può essere anche paradossale, a chiunque appare paradossale, però nel paradosso ci sta la capacità cognitiva dell’accusata. Si tratta in effetti di un caso incredibile, non ci sono casi nella nostra storia giudiziaria di infanticidio per omissione in questa form».

Alessia ha riconosciuto la propria colpa nella morte della figlia? Si è resa conto di averla messa in una situazione di grave rischio che poi si è tradotta nella morte della piccola?

«Alessia è dispiaciuta totalmente, e consapevole di aver messo a repentaglio una vita umana con esiti tragici, in virtù di un suo progetto che però non prevedeva la morte della figlia».

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