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Sopravvivere ad un’esistenza a rate

Nell’Italia con 6 milioni di persone in povertà assoluta, gli altri giocano a sopravvivere: se 40 milioni sono rimasti a casa in agosto, dei 36 che si sono potuti permettere qualche giorno di svago negli altri mesi estivi, tanti, troppi, lo hanno fatto indebitandosi ulteriormente. Lo certifica uno studio di Facile.it che ha verificato come 225 milioni di finanziamenti siano stati concessi per soggiorni in hotel, mezzi di trasporto e viaggi. Il tutto per difetto, trattandosi di una fotografia del solo primo semestre. E i numeri mostrano come la tendenza della vacanza a rate sia aumentata del 32% rispetto al 2019. Insomma vacanze a rate, bollette a rate, spesa a rate: è un indebitamento senza fine.

Prestiti in famiglia

E guai a farsi prestare qualche soldo in famiglia. Recentemente il Corriere della Sera ha pubblicato la risposta di un esperto ad una mamma che chiedeva se dovesse giustificare un suo bonifico al figlio precario e se la dicitura “rimborso spese” alla voce “causale” potesse bastare. Macchè: la frase più opportuna dovrebbe essere “Donazione di modico valore ex art. 783 c.c. a favore di… per sostegno spese ordinarie” seguite da nome e codice fiscale del figlio. Altrimenti il fisco potrebbe creare dei problemi. Non so se ci rendiamo conto del livello di follia cui siamo giunti e fin dove l’erario sia capace di mettere le mani nei nostri pantaloni.

Il Paese dell’azzardo

Di certo un dato fa riflettere: nel 2025 il gioco d’azzardo ha raggiunto il record storico di 165,34 miliardi di euro, il 7,3% del Pil nazionale. E costituisce il primo mercato d’Europa e uno dei primi al mondo, come sottolinea il “Libro nero sull’azzardo” realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon. Questo significa dunque che gli italiani hanno ancora soldi da spendere? Tutt’altro. Il gioco d’azzardo è sempre stato dominante nella popolazione disperata, come nella Cuba di Fulgencio Batista, che cerca nella sorte il colpo della vita per uscire dalla miseria. E, ancora una volta, perde: 21,88 miliardi in totale, l’equivalente di una finanziaria, dove a intascare è sempre lo Stato. Non è un caso che a guidare le classifica del gioco siano infatti le città meno abbienti: al primo posto c’è Patti, Messina, con 7715 euro pro capite spesi nel solo canale online. E tra i capoluoghi svetta Isernia,con 6307 euro pro capite.

I costi dell’energia

Nel frattempo, i costi energetici continuano a salire: il Codacons denuncia che negli ultimi 30 anni il prezzo del carburante è quasi duplicato e quello del gasolio è triplicato. Naturalmente non va così nel resto d’Europa. In Spagna, ad esempio, la benzina è ad 1,50 euro e quello degli alimentari quasi la metà che da noi, dove ormai, come nel Basso Impero, le tasse soffocano ogni impresa, ogni possibilità di sopravvivere. E aumenta esponenzialmente la spesa pubblica: sulla Gazzetta Ufficiale si è dato il via libera ad altre 3500 assunzioni al Ministero dell’Interno e a 1022 all’Agenzia delle Entrate. Seguono altri 482 alla Cultura e 449 alle Dogane. Andando avanti di questo passo, per pagare tutti costoro, finirà che anche i politici saranno costretti a lavorare.

(Dall’editoriale del nuovo numero di Crimen Cronaca Vera, oggi in edicola. All’interno, tutti gli scenari su ciò che può succedere a Garlasco)

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Crimen Cronaca Vera

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