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Buon viaggio Mister Sinisa: hai vissuto densamente, ma te ne sei andato troppo presto

Una maledetta forma di leucemia si è portata via Mihajlovic

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Una maledetta forma di leucemia si è portata via Sinisa Mihajlovic. Ecco come lo ricordano moglie e figli

 

“La moglie Arianna, con i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen, nel dolore comunicano la morte ingiusta e prematura del marito, padre, figlio e fratello esemplare, Sinisa Mihajlovic”.

sinisa mio padre

La morte fa schifo, ma quella di Sinisa è ancora più schifosa. È una maledetta forma di leucemia l’ha portato via troppo presto.

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Già. Come scrive la versione in Line della Gazzetta dello Sport, in fondo, ecco sono state due le vite di Sinisa Mihajlovic. Una “prima” e una “dopo”. Non in contrasto, però: non un’esistenza da Dottor Jekyll e una da Mister Hyde. Tutt’altro.

Un filo le ha unite, solido e sempre ben teso: la tenacia e la coerenza. “Prima” Sinisa è stato un grande calciatore e un ottimo allenatore. “Dopo” è stato un uomo che, con il medesimo carattere battagliero che esibiva in campo o in panchina, ha combattuto contro il peggior nemico che possa presentarsi: il dolore. Non si può capire Mihajlovic senza osservare il personaggio da questi due punti di vista.

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Anno fa, nella primavera 2014, fu a un passo dal diventare l’allenatore della Juventus e, beh, quel Guerriero di Sinisa, in una squadra di lotta come è paradossalmente la Juve, mah, forse male non avrebbe fatto, soprattutto in Europa.

Buon viaggio Mihajlovic, hai vissuto densamente, ora insegnaci a vivere appieno pure noi.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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