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Trentamila innocenti dietro le sbarre: “La giustizia in Italia è un incubo”

In edicola in questi giorni “Gli speciali di Crimen – INNOCENTI” numero da collezione interamente dedicato agli errori giudiziari e alle ingiuste detenzioni. Il numero è a cura del giornalista Edoardo Montolli, che da 18 anni si batte per dimostrare l’innocenza di Olindo Romano e Rosa BazziDal 1992 ci sono 30 mila innocenti finiti dietro le sbarre, al ritmo attuale di 100 al giorno. Chi paga per questi errori? Nessuno, come documentano alcune allarmanti statistiche ufficiali

 

MILANO- Nei prossimi giorni troverete in edicola un numero da collezione del nostro giornale, “Gli speciali di Crimen – INNOCENTI ”, 144 pagine dedicate interamente a ingiuste detenzioni, errori giudiziari e grandi casi mediatici su cui sono aperti ancora enormi dubbi: la strage di Erba, il delitto di Garlasco, il mostro di Firenze, l’omicidio di Cogne, il delitto di Avetrana, il caso di Massimo Bossetti, il delitto di Marta Russo. E decine di altri casi, dalle ingiuste detenzioni agli errori giudiziari clamorosi ed acclarati: da Melchiorre Contena a Giuseppe Gulotta, da Beniamino Zuncheddu a Domenico Morrone e Angelo Massaro.

Tra le firme d’eccezione del volume ci sono l’ex vicepresidente della Corte Penale Internazionale Cuno Tarfusser, il criminologo Carmelo Lavorino, il penalista Fabio Schembri, il giallista Rino Casazza, la criminologa Martina Piazza. E il giornalista Edoardo Montolli, che ha amichevolmente curato l’edizione. Montolli si è occupato a fondo di giustizia in alcuni libri, da “Il caso Genchi” (oggetto di uno speciale di Ossigeno Informazione e di una richiesta di convocazione del Copasir) a “Il grande abbaglio- controinchiesta sulla strage di Erba”, scritto con Felice Manti e che fu attaccato in aula dal pm Massimo Astori al processo d primo grado del 2008.

Tema di quest’ultimo volume l’innocenza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, che i due hanno continuato a sostenere nel podcast omonimo sul canale Youtube di Fronte del Blog e in una serie di interviste a Le Iene. E che, in un lungo approfondimento, Montolli rivendica anche in questo speciale: «Nel processo di revisione di Brescia – dice – per eliminare le nuove prove che ne acclaravano l’innocenza, i giudici di Brescia hanno addirittura inventato fatti che non sono mai avvenuti nel corso dei processi. Ma anche in Cassazione sono successe cose sorprendenti, come si accorgerà chi vorrà leggere lo speciale e vedere con i propri occhi i documenti che pubblichiamo».

La giustizia non funziona?

«I casi mediatici, tutti finiti con una condanna nonostante enormi perplessità per moltissimi di essi, sono lì a dimostrarlo. A Strasburgo non solo siamo il Paese più condannato per lentezza processuale, ma siamo anche ai vertici delle violazioni di diritti della difesa, intrusione illecita nella vita famigliare e nella proprietà privata. Nel 2024 l’Italia ancora vantava, se così si può dire, 2150 ricorsi pendenti, dietro soltanto a Turchia, Russia, Ucraina, Romania e Grecia. Di recente sono emersi i dati sulle ingiuste detenzioni, quelle cioè che si acclarano come tali prima della sentenza definitiva, laddove invece si parla di errori giudiziari. Ebbene sono oltre 30 mila dal 1992 a oggi. Stando allo stesso ministro della Giustizia Carlo Nordio attualmente si registrano 100 arresti ingiusti al mese. E quando questi errori vengono accertati, è spesso difficile addirittura essere risarciti. Come se fosse colpa dei malcapitati finiti nelle mani della giustizia».

Chi paga per questi errori?

«Il deputato Enrico Costa ha fornito dei numeri. Dei 5.933 casi di ingiusta detenzione risarciti negli ultimi sette anni, solo una manciata hanno comportato sanzioni disciplinari per i magistrati coinvolti. Per essere chiari: su quei 5933 casi sono state svolte solo 89 azioni disciplinari nei confronti dei magistrati, con 9 condanne. Lo 0,15%. Sembrano un po’ poche».

La separazione delle carriere è auspicabile?

«Non in questa maniera. Non è tanto importante che giudici e pm seguano strade diverse, ma che a decidere del loro lavoro, dalle revisioni alle denunce fatte o subite, non siano loro stessi. Ma un organo super partes questo sì diviso nettamente da giudici e pm. Così come andrebbe nettamente separata la carriera dei magistrati che oggi finiscono nei Gabinetti ministeriali e che poi tornano a giudicare i politici con cui hanno lavorato. Quel che è inconcepibile è che ci sia ancora oggi una categoria di lavoratori sostanzialmente immune, dove chi sbaglia è giudicato da un suo stesso collega che magari conosce benissimo. E infine non paga. Se medici, ingegneri o avvocati hanno tutti assicurazioni che intervengono in caso di errori, non vedo perchè non si possa applicare lo stesso criterio ai magistrati».

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I LIBRI INCHIESTA DEGLI AUTORI DI FRONTE DEL BLOG:

I libri di Edoardo Montolli e Felice Manti sulla strage di Erba:Olindo e Rosa

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IL GRANDE ABBAGLIO – CONTROINCHIESTA SULLA STRAGE DI ERBA – GUARDA

I GRANDI GIALLI ITALIANI:

Liliana Resinovich, l’enigma di Trieste – di Rino Casazza – guardaIl delitto di Avetrana – Perchè Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono innocenti – di Rino Casazza – guarda

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Crimen Cronaca Vera

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