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Marenzana: “Ecco la mia Alessandria, tra case di ringhiera”

 

Un’intervista a tutto tondo per Angelo Marenzana, autore dei due recenti ebook La scelta del Caporale e Hotel Moresco  per Algama. L’autore rivelazione di Rizzoli racconta la sua Alessandria. Vi proponiamo l’intervista integrale apparsa su Stop di questa settimana, insieme ad un suo racconto (non perdetelo!)

 

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Alessandria ad alcuni porta nostalgia. Agli amanti del pallone ricorda i tempi di un calcio che non c’è più. Fu lì che fece i primi magici guizzi il Golden Boy, Gianni Rivera. Il fenomeno aveva 15 anni: Juan Alberto Schiaffino, stella dell’Uruguay in forza al Milan lo vide un attimo e capì che sarebbe stato il suo erede. Ma Alessandria è anche terra di nostalgia nel noir. Così nasce, ad esempio, uno dei romanzi più riusciti di Angelo Marenzana.

«Da scrittore racconto Alessandria, anche se non ho ben chiaro il tipo di legame che ho con la mia città. Ci sono nato e cresciuto. L’ho lasciata per lavoro e ci sono tornato. Come succede a tanti. Nel caso de L’Uomo dei Temporali (pubblicato con Rizzoli nel 2013), romanzo ambientato nel settembre del 1940, ho voluto raccontarla in termini emotivi e di atmosfera. E per farlo ho aperto uno scrigno di ricordi. Una collezione di chiacchiere. Nulla di letto sui libri. Ho avuto una famiglia che ha vissuto con intensità e drammaticità quegli anni e ha saputo fare da ponte tra me e la città. E poi vanno aggiunti amici, conoscenti, vicini di casa, abitanti del quartiere, tutti con la capacità di trasferirmi oralmente piccoli e grandi eventi. Gli anni della mia infanzia sono ancora di quelli vissuti in una casa di ringhiera con la gente nei cortili che parlava, raccontava, ricordava, faceva riemergere aneddoti, esperienze dure marcate con l’ironia tipica della zona, dolori, gioie, rancori di un epoca segnata da profonde ferite molte della quali non ancora rimarginate oggigiorno. E mille profili di personaggi. Un vero patrimonio che meritava una veste letteraria».

Ti senti in un certo modo anche uno storico?

«No. Non sono uno storico di casa mia, nemmeno un saggista. Conservo in me i tratti di un’appartenenza e so riconoscerli negli altri. Punto. Questo mi basta per chiedere alla mia città se gentilmente si presta a trasformarsi nel palcoscenico su cui far muovere i miei personaggi».

Due tuoi nuovi romanzi sono appena usciti, questa volta in ebook.

«Sì. Con La scelta del Caporale (Algama Edizioni 2016) ho voluto rievocare attraverso una storia criminale impersonata da un killer della mala, gli anni della Genova segnata dal terrorismo negli anni ’70, gli anni in cui la frequentavo da studente universitario. Cosi come invece sono molto più attuali le storie dei singoli personaggi che si intrecciano in una notte trascorsa nell’Hotel Moresco (l’omonimo romanzo sempre pubblicato da Algama lo scorso mese di luglio). Anche in Piedra Colorada (pubblicato da Nero Press nel trittico di tre romanzi in compagnia di un altro alessandrino doc Danilo Arona e Luigi Milani dal titolo Solo il mare intorno) parto (per ricostruire questa volta in chiave horror) da un fatto grave che ha segnato la vita cittadina alessandrina nel maggio del 1974, ovvero la rivolta nel carcere in cui hanno perso la vita ben sette persone e che, per certi aspetti, rimane tuttora una mistero aperto. Pure il racconto Vodka, tabasco e succo di pomodoro nasce da una storia in in gran parte autentica».

Gli ultimi noir di Angelo Marenzana – GUARDA

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