Delittisocietà

Liliana Resinovich, dai codici bancari spariti ai veleni: i tasselli di un enigma

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Ormai è scontro aperto tra il marito di Liliana Resinovich e i famigliari di lei. Ad oggi però, non solo non ci sono indagati, ma nemmeno si è certo che si tratti di omicidio. Ecco tutto ciò che non torna nel giallo di Trieste

 

Liliana Resinovich
Liliana Resinovich, 63 anni, era da qualche tempo in pensione e conduceva una vita normale, fatta di semplici abitudini. Sparita da casa il 14 dicembre 2021, è stato il fratello a denunciarne la scomparsa.

 

TRIESTE – Com’è morta Liliana Resinovich? L’enigma è già orientato sui possibili moventi di un delitto, prima immaginati come passionali e ora economici. Eppure ancora oggi non sappiamo se ci troviamo davanti ad un omicidio. Di certo si è giunti ad una rottura dei rapporti tra il vedovo Sebastiano Visintin, ex fotoreporter di nera, e i parenti di Liliana. Ma anche con i vicini, che hanno raccontato a Chi l’ha visto? la loro versione dei fatti. Ma cerchiamo di ricostruire la vicenda.

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LA SCOMPARSA E LA MORTE DI LILIANA RESINOVICH

Liliana sparisce il 14 dicembre. Cos’è successo quella mattina? Il marito dirà di essere uscito di casa alle 7,45 per andare a consegnare dei coltelli che affila per arrotondare da quando è in pensione per poi andare a farce un giro in bici sull’Altopiano. Liliana viene vista passare per strada dalla fruttivendola tra le 8,15 e le 8,30. Alle 8,22 chiama un amico di lunga data, Claudio Sterpin, ex maratoneta di 82 anni, della cui frequentazione il marito dirà di non aver mai saputo nulla. L’amico affermerà: «Avevamo deciso di trascorrere un weekend insieme».

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Claudio Sterpin

 

Comunque sia, a Claudio, Liliana dice che sarà da lui alle 10, dopo essere passata in un negozio della Wind, dove però non arriverà mai. Cosa le è dunque successo tra le 8,30 e le 10 di quella mattina? Non si sa, perchè ha lasciato i due cellulari a casa e non ha risposto ad un messaggio del fratello Sergio delle 9,20. Il suo cadavere viene rinvenuto il 5 gennaio in una zona boschiva nei pressi dell’ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni, con due sacchetti di plastica trasparente in testa, chiuso in due sacchi di quelli di uso condominiale.

A tracolla una borsa vuota. La morte è avvenuta per «scompenso cardiaco acuto». Non presenta alcun trauma, alcun segno di violenza. In attesa dei test tossicologici la Procura non può escludere la morte naturale, né il suicidio.

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Il fratello di Liliana Resinovich

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LA LETTERA

Sergio presenta una memoria in Procura. Il suo legale, Luigi Fadalti, dice a “Storie Italiane”: «Il signor Sergio Resinovich ha inoltrato alla Procura della Repubblica di Trieste una nota in cui riassume le sue osservazioni e chiede accertamenti, esponendo dati obiettivi di fatto e chiedendo che vengano eseguite verifiche. Lui è convinto che non si sia trattato di suicidio. Non vengono lanciate accuse a nessuno, si espongono circostanze relative ai rapporti del marito con il figlio di fronte a richieste di danaro e così via». Di queste richieste di denaro nessuno sa però nulla.

Ma sul quotidiano di Trieste, Il Piccolo, viene riportata una frase di Sergio: «Il marito Sebastiano e suo figlio Piergiorgio avevano di sicuro interessi economici nei confronti di Lilly. Ma lei non voleva aiutare Piergiorgio».

Di fatto, poco dopo, Sergio revoca il mandato a Fadalti e si affida all’avvocato Nicodemo Gentile, che, a Chi l’ha visto? terrà a precisare: «Sergio ha avuto bisogno di parlare con la Procura. Ha raccolto delle confidenze dalla sorella e le ha consegnate in modo sincero. Sono elementi di fatto, non c’è nessun movente, sono elementi grezzi che la Procura poi andrà ad elaborare. Non ci sono indagati».

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Sebastiano difende il figlio Piergiorgio (con lui nella foto sopra): «Lui ha fatto una deposizione spontanea su quella che è la sua risposta a questo… non vedeva Lilly da ben tre anni, a noi non ha mai chiesto soldi, da noi non ha mai avuto soldi…».

 

I CODICI DELLA BANCA

Ma c’è un altro dettaglio che Sergio fa notare in tv. Dice che dopo il funerale Sebastiano aveva invitato i parenti di Liliana a portarsi via le cose di lei, altrimenti le avrebbe date alla Caritas. Lui è andato a prendersi i quadri con le fotografie e i diplomi. E rivela che Liliana «la scorsa estate mi ha voluto mostrare una cosa. Mi ha portato in camera e mi ha fatto vedere un nascondiglio che aveva ricavato dietro un quadro. Da lì ha preso un foglietto, c’erano dei codici d’accesso alla banca». Ma quando ha recuperato i quadri quel foglietto non c’era più.

I vicini di casa, Gabriella e Salvatore (ex poliziotta ed ex carabiniere) rammentano di essere stati avvertiti da Sterpin, dopo la scomparsa di Liliana, di un fatto che ignoravano: «Avevamo saputo che nel fine settimana del 19 dicembre era previsto che lei avrebbe dovuto lasciare il tetto coniugale per andare da lui, era stufa del marito e aveva deciso dopo lunga frequentazione di andare a vivere con lui».

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I vicini di casa, Gabriella e Sal vatore, hanno confermato il racconto di Claudio Sterpin, ovvero che «nel fine settimana del 19 dicembre era previsto che lei avrebbe lasciato il tetto coniugale per andare da lui, perché era stufa del marito…»

 

Secondo Chi l’ha visto? Sebastiano avrebbe ora interrotto i rapporti anche con loro. Ma dopo che l’attenzione si è spostata anche sul figlio dell’ex fotoreporter, Piergiorgio, questi ha deciso di rispondere prima al Piccolo, dicendosi «allibito» dalle parole di Sergio e sostenendo di non averle mai chiesto soldi. Poi parla ai cronisti di Federica Sciarelli: «Con Liliana avevamo un rapporto neutro: saluti e rispetto, non la vedo da tre anni. Ovviamente sono sconvolto, è un mese che non dormo». Una cosa ribadita anche dal padre.

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Liliana Resinovich e il marito

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Al Piccolo Sebastiano ha anzi rimbalzato le accuse a proposito delle affermazioni del cognato: «Sergio? Che si vergogni. Mio figlio non domandava soldi né a me, né a Lilly. Era lui che prendeva soldi da lei. Era una cosa pesante: la macchina, regali, i soldi per l’università della figlia…».

E poi, a Mattino Cinque: «Mio figlio non vedeva Lilly da almeno tre anni, non ha mai chiesto né avuto soldi da noi». Infine, a Chi l’ha visto?: «Un giorno mi dovranno chiedere scusa». La tensione è insomma palpabile. Un tutti contro tutti. E ancora non si sa se Liliana Resinovich sia stata uccisa.

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