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Il mistero della creatura di Kystym: che cos’era davvero?

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Una sera d’agosto del 1996 un’anziana donna russa trova una strana creatura nei pressi del cimitero

Questo essere alto 25 centimetri, con la testa a forma di cipolla, grandi occhi a mandorla, la pelle grigiastra sopravvive solo alcuni giorni – Sulla sua reale natura la comunità scientifica si è divisa

Su questo corpicino, mummificatosi rapidamente e altrettanto velocemente sparito nel nulla, si sono scontrati medici e ufologi – Secondo la versione ufficiale era un feto nato prematuramente

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Kyštym (Russia) – In una calda sera d’agosto del 1996, l’anziana Tamara Prosvirina – una donna sofferente di lievi disturbi mentali – esce di casa per fare una passeggiata nel bosco vicino al cimitero. Arrivata tra gli alberi, sente degli strani versi e poi vede una strana creatura, alta circa 25 centimetri, con la testa formata da quattro ossa che si chiudono in maniera ogivale, con una forma che ricorda quella di una cipolla, gli occhi grandi e a mandorla, la carnagione grigiastra con macchie marroni sulla testa e un piccolo foro che gli serve per respirare.

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La creatura non ha capelli e ha dei piccoli buchi invece delle orecchie. Le lunghe dita terminano con piccoli artigli ed è priva di ombelico.

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Inizialmente l’anziana pensa si tratti di un neonato, ma la creatura di umano non ha proprio nulla, anzi è veramente inquietante, ma la donna decide di portarla a casa e di chiamarla Alëšenka.

Qualche giorno dopo, la nuora (anche lei di nome Tamara) su richiesta dell’anziana donna si reca a casa della suocera dopo aver ricevuto varie telefonate a proposito un bambino trovato nel bosco. Appena lo vede, la giovane capisce che non è una creatura umana e la descriverà come «un qualcosa non di questo pianeta».

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Alcuni giorni dopo la scoperta, Tamara Prosvirina viene ricoverata con la forza in un ospedale psichiatrico, per motivi rimasti sconosciuti. La donna tenta di spiegare che ha lasciato un bambino in casa, ma i dottori non la prendono sul serio.

Una morte violenta

Quando viene a sapere del ricovero, la nuora si reca a casa della suocera per vedere come sta la creatura, ma la trova già senza vita. Probabilmente è morta di stenti, e tutto ciò che rimane è il suo corpo mummificato. Un fatto ancor più inquietante e senza spiegazione avviene nella notte del 5 agosto 1999. Tamara Prosvirina viene vista camminare nuda per strada, dopo essere fuggita dall’ospedale psichiatrico.

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Testimoni dicono di averla vista camminare e ballare come se fosse in una sorta di trance, poi si dirige verso l’autostrada, dove un camion la investe a tutta velocità, uccidendola all’istante. Il camion non si ferma a soccorrerla e l’identità dell’autista è rimasta ignota.

Intanto, la comunità scientifica si interessa alla creatura. Igor Uskov, è il primo medico che esamina il corpo di Alëšenka e afferma che potrebbe essere un feto umano di circa 20 settimane.

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Uskov chiede un parere alla collega Irina Ermolaeva (ostetrica), la quale conviene che il corpo sembra un feto sottosviluppato, vittima di un aborto spontaneo. Al contrario, Stanislav Samoškin – capo del dipartimento di anatomia patologica dell’ospedale di Kyštym – dopo un esame autoptico sulla creatura, conclude che non si tratta di un essere umano, affermazione che viene confermata anche dalla scienziata Ljubov Romanova.

Gli ufologi – in particolare Galina Semenkova, capo dell’organizzazione “Star Academy UFO-Contact in Zolotov Method – sembrano invece non avere dubbi sulla sua provenienza non terrestre.

Il caso della creatura viene insabbiato

Per zittire la comunità scientifica, nettamente divisa sulla natura della creatura, le autorità russe cercano in tutti i modi di nascondere questa scoperta, dicendo in più occasioni che le notizie che la riguardano sono false e infondate. L’agente Vladimir Bendlin decide però di continuare le indagini sul caso, al fine di scoprire la verità e viene contattato da una donna sconosciuta, che asserisce di possedere un panno che avvolgeva la creatura e lo consegna all’agente.

Il panno viene consegnato agli esperti genetici del Vavilov Institute of General Genetics di Mosca, che su di esso rilevano ben due diverse tracce genetiche: una femminile (presumibilmente dell’anziana Tamara) e un’altra completamente sconosciuta alla scienza, dopodiché il caso viene insabbiato definitivamente dalle autorità russe.

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Almeno fino al 15 aprile 2004, quando viene diffuso un comunicato ufficiale: «la prova de Dna ha dimostrato che il corpo ritrovato non era altro che un feto di una bambina nata prematuramente».

Tuttavia, ben tre testimoni smentiscono questa versione ufficiale, in quanto videro Tamara tenere in braccio questa creatura che era viva, si muoveva e si lamentava. A tutt’oggi la verità sembra essere ancora lontana e il mistero è sempre più fitto.

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