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Nicola Gratteri e la prefazione al libro “complottista”: tutti lo criticano, nessuno lo ha letto. Ecco la verità

Il libro con la prefazione di Nicola Gratteri non parla di vaccini come “acqua di fogna”. Nemmeno ipotizza un complotto giudaico. Non nega l’esistenza del virus. Tantomeno nega i morti di Bergamo, dei quali si dice, sono stati “il 702% in più rispetto all’anno prima”. Ma va letto assolutamente: ecco perché

 

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Si è molto parlato del libro “Strage di Stato – le verità nascoste della covid-19”, scritto dal magistrato Angelo Giorgianni e dal medico Pasquale Bacco. Soprattutto perché la prefazione è firmata da Nicola Gratteri, che aspira a diventare Procuratore di Milano. E il libro viene definito complottista, negazionista. In cui i vaccini sarebbero definiti “acqua di fogna”, verrebbero negati i morti di Bergamo e perfino la pericolosità del virus.

Incuriositi, lo abbiamo letto.
Ebbene, giusto per chiarire fin dall’inizio: la parola “fogna” nel libro nemmeno c’è. Non viene affatto negata l’esistenza del virus, tantomeno si parla di un complotto giudaico. Niente di tutto questo. Ma si afferma: «dalla disinformazione sistematica dell’Oms è dipesa la gestione di una pandemia e costata la vita a 1.843.293 persone, secondo i dati ufficiali». (pagina 146).

E quanto ai morti di Bergamo, le frasi sono esplicite: «Nelle rsa di Bergamo, tra gennaio e giugno, sono decedute 2.255 persone (di cui 1.229 ultra 88enni), più 127% rispetto al 2019. Se nel mese di marzo 2019 gli anziani deceduti erano 163, nello stesso mese del 2020 salgono a 1.308, una media di 42 al giorno. In percentuale il 702% in piu rispetto all’anno precedente» (pagina 161).
Quindi, opinioni a parte degli autori espresse forse altrove, finora ciò che avete letto in merito al libro sono quasi tutte balle.

Il volume è invece assolutamente da leggere in particolare per le note e i link cui rimanda, molti dei quali istituzionali, internazionali, del ministero della Salute e del Cts.
Ad esempio i famosi verbali desecretati (anche se mai del tutto) e la raccomandazione ministeriale ai medici a non fare autopsie nella prima fase dell’epidemia, nonostante né l’Istituto Superiore di Sanità, né l’Oms dessero indicazioni in tal senso. Un consiglio scellerato che impedì per un pezzo di scoprire che una buona parte dei decessi avveniva a causa dei trombi. Una storia troppo in fretta dimenticata.

E ancora, tutti i documenti istituzionali del nostro ministero che, ad un certo punto dell’epidemia, stabilirono come conteggiare i morti di Covid.
E di nuovo l’assenza di un piano pandemico italiano, fermo al 2006, ma tutto rigorosamente raccontato da verbali e documenti ufficiali.
Uno spaccato fondamentale per capire come l’Italia sia finita tra i Paesi con l’indice di mortalità più alti del mondo.

LE ACCUSE ALL’OMS

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Il libro certo non fa un ritratto idilliaco dell’Oms, tantomeno del suo capo, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Ma gli autori si limitano a riportare le inchieste documentate dei media americani sul presunto asservimento di Ghebreyesus alla Cina, e i servizi giornalistici di Milena Gabanelli sull’Oms. O le accuse del 2017 (quindi molto prima della pandemia) dell’organizzazione statunitense Amhara Professionals Union (APU) a Ghebreyesus «per il ruolo che ha svolto nella sistematica violenza genocida e nelle gravi violazioni dei diritti umani, incluse ma non limitate a detenzioni arbitrarie ed esecuzioni extragiudiziali» (pag. 123).

IL CASO TAIWAN CHE NON DIEDE RETTA ALL’OMS E CONTA SOLO 10 MORTI

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D’altra parte che l’Oms si sia mossa in maniera imbarazzante all’inizio della pandemia è cosa nota. E qui se ne ripercorrono tutti i macroscopici ritardi ed errori richiamando, ancora una volta, link istituzionali o ai media italiani e americani. Una cronistoria ben precisa in cui s’inserisce l’isola di Taiwan, a due bracciate dalla Wuhan infetta, che conta quasi 24 milioni di abitanti ma che dall’inizio della pandemia ad oggi ha contato 1050 casi e 10 morti, come tutti potete controllare QUI.

Come ha fatto? Semplice: non ha dato retta alle raccomandazioni dell’Oms. Riportiamo il passaggio saliente, anche se non esaustivo, del libro “complottista”:

La strategia, adottata dalla fine del 2019 dal Governo di Taiwan nei confronti di quello che all’epoca era un virus sconosciuto, ha messo in profondo imbarazzo l’oms e il Governo di Pechino, che considera l’isola una ‘piccola provincia ribelle’.
Forse e per questo non ne sentiamo parlare. O forse, questo silenzio e dovuto al fatto che Taiwan, a causa delle pressioni del Governo cinese, non e piu un osservatore dell’oms dal 2016, quando e stata eletta a presidente dell’isola Tsai Ing-Wen, poco favorevole alla politica del ‘un Paese, due sistemi’ gia messo in atto a Hong Kong.
Riassumendo l’affaire Formosa: come riportato da un’agenzia stampa, Lou Yi-Chun, vicedirettore del cdc di Taiwan, nella tarda notte del capodanno incrocia una chat di gruppo di personale medico cinese, nella quale si parla di casi di polmonite simili alla sars. Dichiara il vicedirettore: «Il post e uscito su ptt tra le 2 e le 3 del mattino, e stato condiviso in una chat di gruppo da un altro medico insonne del cdc».
Nonostante l’ora impropria, il sistema si mette subito in moto: il cdc di Taipei invia una email al Focal Point Nazionale per il Regolamento Sanitario Internazionale e comunicazioni di allerta (IHR), dell’Organizzazione Mondiale della Sanita, nella quale esprime preoccupazione per i casi di ‘polmonite atipica’ registrati a Wuhan, di cui sono venuti a conoscenza online. Taipei chiede inoltre all’oms maggiori informazioni e chiarimenti.
A questa questa prima email, l’ihr dell’oms risponde con un breve messaggio in cui si afferma che le informazioni di Taiwan sono state inoltrate a colleghi esperti. Poi, il silenzio.
A Taiwan non ci si arrende e vengono chieste delucidazioni anche al cdc della Repubblica popolare cinese ma, dal continente, giunge solo un comunicato stampa.
Il Governo dell’Isola, che ha fatto tesoro dell’esperienza con la sars del 2003, lo stesso giorno in cui invia l’email all’oms decide di imporre un rigido protocollo di quarantena per coloro che rientrano dal Wuhan e rafforza le misure di controllo alle frontiere: «Partendo dal presupposto che il contagio da uomo a uomo avvenga e sia effettivamente in corso». Un presupposto tradotto immediatamente sul piano pratico che, come abbiamo visto, ha permesso a Taiwan di avere un conteggio di pochissimi contagi e di soli 7 morti. Le procedure messe in atto includevano anche lo screening dei passeggeri sui voli provenienti da Wuhan prima dello sbarco, direttamente sugli aerei.
L’oms, quando il successo delle azioni del Governo di Taipei sono ormai evidenti, prova a difendersi per la mancata risposta e, soprattutto, per non aver allertato immediatamente il mondo del pericolo. L’Organizzazione che dovrebbe vigilare e favorire la salute nel mondo fa sapere che, nell’unica comunicazione ricevuta di Taiwan si menzionavano: «Casi di polmonite atipica a Wuhan che le autorita locali non ritenevano essere sars. In questa mail non c’era nessun accenno alla trasmissione da uomo a uomo». Tramite un tweet, l’oms dichiara inoltre che le indagini preliminari condotte dalle autorita cinesi: «Non hanno evidenziato prove certe della trasmissione da uomo a uomo del nuovo Coronavirus (2019-ncov) identificato a Wuhan, in Cina».
Forse nel tentativo di spostare il discorso su un altro argomento, il direttore dell’Organizzazione, Tedros Adhanom Ghebreyesus, accusa il Governo di Taiwan di non essersi dissociato dagli attacchi personali di stampo razzista che negli ultimi mesi gli arrivavano dall’Isola. La portavoce del Ministero degli esteri di Taiwan, Joanne Ou, definisce «immaginarie » e «irresponsabili» le sue accuse, sottolineando che Taiwan non ha formulato alcun commento razzista, né ha incoraggiato altri a farlo. Ha poi chiesto al Direttore di fornire  un chiarimento in merito e preteso scuse ufficiali.
La presidentessa Tsai rincara la dose: «Per anni siamo stati esclusi dalle organizzazioni internazionali e sappiamo meglio di chiunque altro come ci si senta a essere discriminati e isolati ». Il riferimento all’esclusione di Taiwan dall’oms non e nemmeno troppo velato.
Ma torniamo all’affaire: l’oms nega di aver ricevuto un allarme in merito alla possibilita di contagio da uomo a uomo da parte di Taiwan. In risposta a questa affermazione il Central Epidemic Command Center dell’isola, sabato 11 aprile, rilascia una dichiarazione per far chiarezza sull’accaduto.
Avendo notato che i sette casi di Wuhan erano stati messi in isolamento, gli esperti dell’isola deducono che si tratti di una malattia contagiosa. Questa conclusione e dettata, come detto, anche dall’esperienza maturata con la sars del 2003:

Per essere prudenti, nell’email ci siamo preoccupati di fare riferimento alla polmonite atipica e, in particolare, abbiamo notato che i pazienti erano stati messi in isolamento per il trattamento.

I professionisti della sanita pubblica potevano concludere da questa formulazione che esisteva una reale possibilità di trasmissione da uomo a uomo della malattia. Tuttavia, poiché all’epoca non c’erano ancora casi di malattia a Taiwan, non potevamo affermare direttamente e in modo definitivo che ci fosse trasmissione da uomo a uomo.

 

LA QUESTIONE VACCINI

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E veniamo alla questione vaccini, sui quali gli autori mettono in luce come ad un certo punto tutti sembrano aver puntato su di essi, trascurando la soluzione dei farmaci. Un’ipotesi, certo, ma basata su uno dei più inquietanti episodi di questa pandemia: la pubblicazione su The Lancet e sul New England Journal of Medicine di uno studio farsa sugli effetti nefasti della clorichina e dell’idrossiclorichina, che portò al blocco della sperimentazione. Un lavoro immane basato su 96mila cartelle cliniche provenienti da 671 ospedali di tutto il mondo e messo in piedi dalla Surgisphere di Sapan Desai. Peccato fosse tutto finto: gli ospedali non ne sapevano nulla e un’inchiesta del Guardian ha rivelato la natura truffaldina dell’operazione:

Il banco salta: si indaga su Desai, fondatore della Surgisphere e cofirmatario degli articoli. Viene messa in dubbio la veridicita delle sue qualifiche post-laurea, ivi compreso il secondo dottorato di ricerca e la presunta laurea in Giurisprudenza.
Si indaga sulla validita degli studi che ha precedentemente pubblicato e sulla sua tesi di dottorato. 884 Viene alla luce che Desai sarebbe stato citato in tre cause per negligenza medica negli Stati Uniti, due delle quali presentate nel novembre 2019. Un suo paziente, Joseph Vitagliano, avrebbe accusato Desai di essere «sbadato e negligente» e di aver riportato danni permanenti a seguito di un intervento chirurgico eseguito dal medico. Questa, tuttavia, non e la prima volta che il dottor Desai si trova al centro di uno studio controverso, con pretese ambiziose. Nel 2008, aveva infatti lanciato una campagna di crowdfunding per promuovere Neurodynamics Flow, un: «Dispositivo di potenziamento umano di nuova generazione». Nella brochure si legge: «Con la sua programmazione sofisticata, punti di induzione neurale ottimali e risultati comprovati e veri, Neurodynamics Flow ti consente di raggiungere l’apice dell’evoluzione umana». Un dispositivo in grado di: «Aiutarti a ottenere cio che non avresti mai pensato fosse possibile». Il crowdfunding ha raccolto poche centinaia di dollari e non e mai stato realizzato.
La pagina Wikipedia personale di Desai viene cancellata a seguito delle domande sulla Surgisphere e sulla sua carriera.
Anche la Surgisphere entra nell’occhio del ciclone: risulta essere stata liquidata in maniera coatta nel 2015 per mancata produzione di contabilita. In seguito sarebbe stata ricreata, pare, piu volte. Sempre il “The Guardian” scopre che tra gli undici dipendenti dell’azienda nessuno sembra possedere un background scientifico o statistico, quanto competenze in strategia, copywriting, leadership. Il caporedattore sarebbe uno scrittore di romanzi di fantascienza, mentre la dirigente del marketing una modella di riviste per adulti e hostess in fiere e congressi. Nei giorni successivi allo scoppio dello scandalo, i dipendenti da undici scendono a sei, poi a tre.

 

Ora, è evidente la questione inquietante: com’è possibile che due dei più importanti giornali scientifici del mondo, se non i più importanti, abbiano pubblicato una pagliacciata di tale gravità? È il libro che riporta l’inchiesta del Guardian ad essere complottista o deve lasciare interdetti il fatto che su tali pubblicazioni scientifiche sia stata ospitata una ricerca del genere?

Davvero Lancet e il New England non controllano i curriculum degli scienziati che pubblicano?
Davvero è così facile truffare le più importanti pubblicazioni scientifiche mondiali?
Davvero domani chiunque può pubblicare lì sopra qualsiasi fesseria che gli venga in mente anche dopo aver sostenuto di aver ideato una cosa, quella sì fantascientifica, come un “dispositivo di potenziamento umano di nuova generazione”?
Davvero, vista l’incredibile vicenda, non è lecito dubitare del fatto che qualcosa non vada nella narrazione ufficiale?
Di fatto, le ricerche sulla clorichina da allora hanno comunque subito uno stop, a partire dall’Italia.

Ed eccoci al punto.
Non è che gli autori mettano in dubbio l’efficacia di tutti i vaccini, ma di questi vaccini, approvati sulla scia dell’emergenza.
E chiunque, in proposito, se la rida, farebbe bene a leggersi il consenso informato che tutti coloro che si sono vaccinati con AstraZeneca prima della sua temporanea sospensione, hanno firmato in Italia.
Al punto 10 recitava: «Non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza».

Nel nuovo consenso informato questo punto non si trova più, ma lo potete scaricare QUI.
Di certo è stato consigliato prima per persone fino ai 55 anni (al punto 3) e ora viene consigliato solo a persone over 60. Il segnale che la sperimentazione è stata troppo corta per avere dati sulla sicurezza.

AstraZeneca, per l’Ema è tutto ok. Ma avete letto il consenso informato? Ecco come fermare il panico da vaccinazione…

Perché la verità è che è la scienza a disorientarci.
Il 12 gennaio la microbiologa del Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo, diceva all’Adnkronos:

«“La priorità è vaccinare più persone possibili nel minor tempo possibile”, esorta la scienziata. Anche perché “allungando i tempi di vaccinazione, visto che i vaccini potrebbero coprirci per 8-10 mesi, finiremmo magari per ‘perdere’ i vaccinati precedenti che saranno già scoperti”»

Ma nove giorni più tardi, a Radio Radio, esprimeva i suoi dubbi sui vaccini a Rna, già manifestati in passato:

 

Ancora a dicembre annunciava a Il Giornale: «Mi vaccinerò sicuramente ma quando ci sarà un vaccino che riterrò sicuro. Assolutamente non a gennaio, a meno che in venti giorni venga fuori il mondo in termini di dati scientifici. Ma dubito fortemente che ciò possa accadere, visto che si parla di sperimentazioni e valutazioni fatte in tre settimane. Gennaio è davvero prematuro».

E ad ottobre metteva in luce buona parte dei dubbi espressi in questo libro dagli autori:

E allora, noi, come ci muoviamo?

LE CONCLUSIONI DEL LIBRO

Nel volume si parla anche dell’origine del virus, delle parole del Nobel Luc Montaigner, fatto passare sui media per complottista quando ancora oggi nessuno ne sa dire con certezza l’origine naturale o artificiale, come ha spiegato bene il massimo virologo italiano, Giorgio Palù, ora a capo dell’Agenzia Italiana del Farmaco.
Tantomeno si sa da dove sia uscito il virus: di sicuro non dal mercato di Wuhan, una farsa che la Cina continua a sostenere, ma su cui mi sono già dilungato a lungo in un pamphlet del 2020 in allegato a Il Giornale e in ebook.

Coronavirus, la città di Wuhan e il grande mistero del mercato di animali vivi in un libro

 

E sì, nelle conclusioni del libro di Giorgianni e Bacco si fa cenno ad un presunto Ordine Mondiale, ma riportando le parole di chi lo sostiene (compresa una sentenza di tribunale). E si chiude tuttavia con parole difficilmente contestabili:

Nessuno, tra coloro che hanno sollevato interrogativi sulla narrazione ufficiale della covid-19, ha fornito una «soluzione semplice a un problema complicato». Né, in ultima analisi, ha fornito ‘soluzioni’. Ci si e permessi, al massimo, di avere dei dubbi, come preteso dalla scienza.
Ma più di tutto questo c’e un assunto sul quale sarebbe bene chiarirsi: di quale ‘scienza’ stiamo parlando? Di quella professata dall’oms, in grado per la sua pericolosa incoerenza di dare un nuovo significato alla frase shakespeariana «C’e pur metodo in questa follia»?
Quella delle grandi riviste scientifiche, in grado di interrompere una cura promettente, per poi ritrattare scusandosi di avere pubblicato studi basati su dati inventati di sana pianta?
Quella delle dichiarazioni dei politici, fondate sui consigli di comitati scientifici, che rimangono valide fino a quando non si possono leggere i Verbali delle stesse?
Quelle delle case farmaceutiche che producono vaccini mettendo nero su bianco che non possono garantirne l’efficacia né la mancanza di pericolosita?
Perché questa ‘scienza’ assomiglia pericolosamente al dogma. Per questo non sconcerta il fatto che un Papa gli faccia da testimonial.
Chi la contesta e un eretico.
Non abbiamo scritto queste pagine con l’intento di convincere.
Non siamo portatori di nessuna verita. Solo di dubbi.
Queste pagine devono ricordare a noi stessi l’esito del processo di Norimberga, consapevoli che coloro che si sono difesi sostenendo di aver ‘solo adempiuto a un ordine’ sono stati condannati.
Oggi come allora, ognuno di noi e partecipe della Storia.
Nessuno escluso.

 

IL CASO NICOLA GRATTERI

Quello che mi pare dunque abbastanza evidente è che Strage di Stato – le verità nascoste della covid-19” sarebbe passato sotto silenzio, come già accaduto ad altri libri che documentavano la parte meno nota della pandemia – tipo Coronavirus – Stato di Paura”, del collettivo riunito da Leonardo Facco – se non ci fosse stata una prefazione di Nicola Gratteri.
Ma se le tesi proposte sono tanto documentate, perché allora l’attacco al magistrato?
Beh, dato che ci inseriamo in un dibattito sul complottismo, azzardiamo: sarà per fermare la sua candidatura a Procuratore di Milano?

Manuel Montero

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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