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CORONAVIRUS, STATO DI PAURA: il libro choc che sta scalando le classifiche

A giugno usciva quest’intervista a Leonardo Facco, il giornalista leader del Movimento Libertario, che sostiene tesi piuttosto controcorrente e che a Fronte del Blog dice: “A tre mesi dall’uscita del libro, non posso che constatare la bontà delle tesi presentate. Abbiamo smascherato la falsità dei numeri utilizzati per incrementare il numero dei morti attribuiti al Covid”

 

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Facciamo una premessa. Mentre a febbraio gli esperti ritenevano inutili le mascherine e molti di loro parlavano del Covid come una semplice influenza, su questo sito veniva denunciato come gli studi cinesi sostenessero esattamente l’opposto (GUARDA) e come gli ospedali lombardi fossero sguarniti di dispositivi di protezione (GUARDA). Per primi invitavamo a non ascoltare i politici e gli scienziati italiani e a dar retta al virologo americano Robert Gallo, l’unico che dicesse che di questo virus non ne sapevamo nulla e che la mortalità in Italia fosse più alta (GUARDA). Abbiamo pubblicato i documenti choc sulla medicina delle catastrofi (GUARDA) e raccontato nel dettaglio la tragedia vissuta in Lombardia (GUARDA).

Sicché a nessuno venga in mente di appellarci come negazionisti. Detto questo, non possiamo non evidenziare le troppe cose che non tornano. A partire dalla leggenda sul mercato di animali vivi di Wuhan, da cui è impossibile sia sorto il virus (GUARDA), nonostante continuino a raccontarcela in questa maniera.

di Manuel Montero

Di seguito vi proponiamo l’intervista che tre mesi fa Leonardo Facco fece dopo l’uscita del suo libro CORONAVIRUS, STATO DI PAURA. Più sotto, ecco quanto Facco ci dice oggi, dopo che il volume ha iniziato a scalare le classifiche.

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TREVIGLIO (Bergamo)- Il libro si chiama “Coronavirus, Stato di paura”, è edito da Tramedoro. Coordinatore dell’iniziativa, che mette insieme numerosi interventi (oltre 30, con competenze di vario genere, dalla medicina all’ingegneria) è Leonardo Facco, che il nostro settimanale conosce molto bene. Autore del primo romanzo sulla criptovaluta, “Il Conte di Montecrypto”, fondatore del Movimento Libertario e del quotidiano online Il Miglio Verde, già musicista, poi editore e giornalista, ha scritto diversi libri controcorrente e choc, da “Umberto Magno”, biografia non autorizzata di Bossi e della Lega Nord, a tre particolari odi politicamente scorrette: “Elogio dell’evasore fiscale” (Aliberti), “Elogio dell’antipolitica” (Rubbettino Editore) ed “Elogio del contante” (MiglioVerde Edizioni). Stavolta, nel mirino, c’è la gestione dell’emergenza Covid-19. Il volume è firmato Lao Tse, in omaggio al fondatore del taoismo e a due medici cinesi: Ai Fen e Li Wenliang, che per primi avevano dato inascoltati l’allarme a Wuhan sulle nuove polmoniti. Lo abbiamo incontrato.

Questo libro si presenta come una controinchiesta sull’emergenza coronavirus. Proviamo a capirci di più. Tu non avresti chiuso la Lombardia?

Se in Lombardia andava chiuso qualcosa, magari per i classici 15 giorni di quarantena, possibilmente concordata coi cittadini come accaduto in Corea del Sud, bisognava farlo a gennaio. Ma il problema non è il lockdown, il problema della strage lombarda è stata causato da scelte epidemiologiche folli e completamente sbagliate, ovvero la chiusura negli ospedali, nelle case di cura e nelle abitazioni di infetti e sani insieme.

Il caso di Bergamo è unico al mondo per decessi, seguito da Bruxelles e Madrid. Cosa credi sia successo?

Ribadisco: hanno scelto di fare il contrario di quello che da centinaia di anni si fa in caso di epidemia (nel libro citiamo uno studio importante a tal proposito) ovvero isolare i malati e nella fattispecie gli anziani. Inoltre, han scelto di non curare i pazienti ai primi sintomi da Covid ed, anzi, averli portati tutti negli ospedali per le terapie intensive, intubandoli e portandone una miriade a morte certa. Il problema non erano le polmoniti interstiziali, ma la coagulazione intravascolare disseminata (CID), che causava la formazioni di coaguli di sangue in tutto il corpo, bloccando i piccoli vasi sanguigni e bloccando la respirazione.

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Un capitolo si chiama “farsa in mascherina”. Non servono?

Quella delle mascherine, in Italia, è una storia che grida vendetta, al netto del dibattito “servono sì, servono no”, che ha comunque confuso le idee di chiunque sin dall’inizio dell’epidemia. Dai primi di gennaio fino alla fine di marzo, non solo gli italiani hanno assistito ad una sequela di dichiarazioni controverse da parte di politici e “addetti ai lavori”, ma hanno praticamente convissuto con la mancanza endemica di mascherine, che è stata secondo alcune fonti una delle cause della strage da coronavirus, soprattutto nelle regioni più colpite e tra i medici. La prima imputata di questa confusione è stata proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dopodiché, la farsa è continuata con il prezzo imposto da Arcuri, che ne ha causato la scarsità immediata, e con le varie truffe all’italiana. Oltre a tutto ciò, rimane un grande dubbio, sollevato da diversi specialisti e ribadito dal dottor Alberto Zangrillo, primario di Terapia intensiva generale e cardiovascolare del San Raffaele di Milano, che a metà maggio ha dichiarato: “Coronavirus? Non c’è alcuna evidenza scientifica per cui dobbiamo stare distanti, tanto più se questa misura è basata sulla logica del centimetro”.

Un altro capitolo è dedicato alle mancate autopsie. Che spiegazioni dai?

Questa è un’altra vicenda scandalosa. Una delle domande che ci siamo continuati a fare, sin dalla fine di febbraio, ovvero quando cominciarono ad elencare la prima lista dei morti, è stata questa: ma quali sono i risultati delle autopsie? Qual è la causa che ha portato alla morte tanti individui? Poi, abbiamo scoperto che erano state vietate dal Ministero della Salute! Facendo da subito le autopsie (in Cina in primis, che invece inceneriva i morti, proprio come han fatto a Bergamo), non si sarebbe forse scoperto, con grande anticipo, che la causa di morte erano i trombi e non le insufficienze respiratorie da polmonite, così da intervenire da subito con quei farmaci che si sono dimostrati veri e propri salvavita, anziché stipare le terapie intensive? Qualcuno ha provato a dirlo, ma non ha mai trovato i media interessati a questo argomento. Una vergogna.

Parli di cure possibili. Quali?

Non ne parliamo noi, ne han parlato diversi medici, da Roult alla dottoressa Barrientos all’estero, dal dottor Bacco al dottor Cavanna sino al dottor Montanari. Di più, diversi medici di base contattati da noi, tra i quali il dottor Szumski (sindaco di Santa Lucia di Piave) ce lo hanno confermato e i numeri delle persone salvate sono impressionanti. Anzi, i morti (sempre e comunque molto anziani e con comorbilità) si sono contati sulle dita di una mano. A Santa Lucia di Piave, ad esempio, cittadina di 9.300 abitanti, gli infettati sono stati 400 e i morti due, uno di 84 anni ed uno di 92. Le cure? Semplici e poco costose, prescritte dai medici di base che seguivano quotidianamente i pazienti, come da prassi si dovrebbe fare. Insomma, antivirali e anticoagulanti, Plaquenil, eparina, cortisone e, nei casi più gravi, una bombola di ossigeno, tutto a casa, senza vedere l’ospedale.

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Pare di capire che voi vediate, dietro alla chiusura, qualcosa di politico. E citate l’esperimento di Milgram. Parliamone.

Il 28 Febbraio scorso, a solo pochi giorni dall’inizio di una campagna mediatica scriteriata al sottoscritto sorse il dubbio che dietro al Covid19 (o Coronavirus) ci fosse l’inizio di un vero e proprio esperimento economico-sociale-politico. Riccardo Cascioli, direttore de “la Bussola Quotidiana”, qualche giorno dopo, ha scritto: “Che sia un grave errore o una strategia voluta, questo panico generato intorno al coronavirus sarà un disastro per la salute fisica e psichica delle persone e facilita anche una eventuale svolta totalitaria. Così lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Marchesini commenta le allarmanti notizie di cronaca degli ultimi giorni”.  Riflettendo, e con l’andar del tempo, ci siamo resi conto che ci stavano trattando come topi da laboratorio, non solo pensando a Milgram, ma anche a Laborit e Thomson. Insomma, la politica ha colto al volo un’occasione per sperimentare una forma di potere assoluto, capace di condizionare psicologicamente le persone (cosa che è accaduta), puntando da un lato sulla paura di un virus che ha una bassissima letalità e dall’altra puntando sulla concessione di qualche spazio di libertà, tipo poter comprare il cibo o le sigarette, ma facendo code lunghissime. Il capitolo su questo esperimento farà riflettere parecchio il lettore.

Si va per molti verso la più spaventosa crisi economica dal ’29. Cosa vedi all’orizzonte?

Ebbene sì! Tutti hanno anteposto la cosiddetta “salute pubblica” all’economia, ma lo tsunami economico che comincerà a palesarsi con la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno sarà devastante. Le stime fatte dai nostri economisti viaggiano intorno ad un -20% di Pil per quest’anno in Italia. Peraltro, i conti italiani erano già scombussolati ben prima del lockdown imposto con la scusa del Covid. Cosa vedo all’orizzonte? Mala tempora currunt. Se penseranno di risolvere la depressione economica in arrivo con più Stato, sussidi e clientelismo, per l’Italia finirà malissimo, nonostante gli aiuti che l’Unione europea continua a concedere ad un paese che è tecnicamente fallito.

Gli autori del volume: Antonio Ardimento, Aleksander Autina, Giuliana Barbano, Gabriele Barello, Matteo Casadei, Alessandro D’Uffizi, Leonardo Facco, Alessandro Fusillo, Michele Gandolfi, Stefano Magni, Aurelio Mustacciuoli, Paolo Musumeci, Elisabetta Scarpelli, Flavio Tibaldi. Hanno inoltre contribuito alle ricerche per il libro molti tra gli ascoltatori di AnCap Radio, libera emittente radiofonica sulla piattaforma Discord.

 

Dal settimanale Cronaca Vera

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Abbiamo raggiunto Facco, che spiega ora a Fronte del Blog: «A tre mesi dall’uscita del libro, non posso che constatare la bontà delle tesi presentate. Abbiamo smascherato la falsità dei numeri utilizzati per incrementare il numero dei morti attribuiti al Covid; abbiamo anticipato tutti gli errori commessi dal governo e dal suo Comitato scientifico, relativamente alle diagnosi e ai protocolli adottati; abbiamo raccontato di migliaia di pazienti curati con farmaci a basso costo da medici di base coscienziosi e preparati. Inoltre, abbiamo anticipato che la narrazione del tutto fallace, corroborata dalla complicità di un giornalismo buffone, sarebbe continuata a lungo, proprio perché il Covid-19 non è un virus letale, ma è lo strumento perfetto per limitare le libertà individuali e distruggere il sistema economico occidentale. Il terrorismo mediatico è del tutto funzionale alla strategia della “demoralizzazione”, una delle tecniche di penetrazione comunista nelle democrazie occidentali. Il virus è solo la scusa per fiaccare la volontà delle persone, i DPCM sono lo strumento, coloro che anziché resistono a questo infame esperimento socio-economico-politico sono gli utili idioti di leniniana memoria».

Manuel Montero

Coronavirus, la città di Wuhan e il grande mistero del mercato di animali vivi in un libro

 

Due parole su questo sito blank

Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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