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Quanto guadagnano i virologi in tv? Arriva un esposto del Codacons alla Corte dei Conti

Sono apparsi spesso in tv virologi che dicevano uno l’opposto dell’altro. Ma non parlavano gratis. Al dubbio che si è sempre posto lo pneumologo mantovano Giuseppe De Donno (che in nome della scienza ha pure rinunciato alla libera professione) arriva ora la risposta da un’inchiesta: molte volte le dichiarazioni dei virologi sono ricompensate

 

di Manuel Montero

Quanto pagato la Rai per le opinioni del professor Roberto Burioni? Vengono pagati i virologi per raccontarci la loro posizione sul morbo che ha terrorizzato il mondo? Secondo un’inchiesta di Panorama, sì, spesso la loro presenza in tv è remunerata. Niente di illecito, sia chiaro. Ma ora il Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti perché vuol capirne di più su quanti soldi pubblici siano stati spesi.

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I DUBBI DI GIUSEPPE DE DONNO

Anche lo pneumologo mantovano Giuseppe De Donno se l’era sempre chiesto, ritenendo da parte sua gravissimo che uno scienziato chiedesse dei soldi per parlare in tv. In Senato, ieri mattina, lo ha ribadito: «Ho dovuto prostituirmi alle televisioni io che sono una persona molto schiva per far sì che il plasma venisse sdoganato. Perchè c’è stata una resistenza. E venivamo relegati a mezzanotte a parlare per pochi secondi… In prima serata andava invece il solito virologo. Mi piacerebbe sapere se questi scienziati siano pagati dalle tv, perché io, che sono andato gratis, da parte mia ho rinunciato pure alla libera professione. Perché la scienza deve essere libera e gratuita».

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IL PROFESSOR ROBERTO BURIONI

Non è un mistero che De Donno non abbia digerito alcune esternazioni del virologo del San Raffaele Roberto Burioni sui presunti rischi e sui presunti pericoli del plasma iperimmune. Anche perché a Mantova, tutti coloro sottoposti a plasmaterapia sono guariti. Lo pneumologo ce l’aveva anche con chi parlava di costi rilevanti, dettagli che De Donno, in maniera colorita, ha definito «baggianate». Perché «il plasma è gratuito, arriva dai donatori». Di fatto, al cruccio del medico è arrivata una risposta da un’inchiesta di Panorama. Con una premessa, fatta dal settimanale: «Secondo Francesco di Lieto, vicepresidente del Coordinamento per la tutela dei diritti dei consumatori, l’ormai settimanale ospitata di Burioni al programma di Fabio Fazio Che tempo che fa su Rai 2 lederebbe il diritto del cittadino a un’informazione plurale, trasparente e scevra da ogni tipo di condizionamento, come ci si aspetterebbe dal Servizio pubblico». – TUTTO SUL PLASMA IPERIMMUNE

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E ancora: «A destare preoccupazione non vi sarebbe solo l’unicità del contributo in assenza di contraddittorio, ma la presenza di un possibile conflitto d’interessi, dato che Burioni ha rapporti di lavoro con multinazionali di farmaci e vaccini. Il professore infatti è ideatore della Pomona ricerca Srl che si occupa della ricerca nel campo degli anticorpi monoclonali e dello sviluppo di vaccini innovativi «epitopo-based» e che ha collaborato a lungo con l’Istituto superiore di Sanità, l’Anrs (ente di ricerca francese) e alcune case farmaceutiche produttrici di vaccini come GlaxoSmithKline e Sanofi Pasteur. A nome di Burioni sono stati depositati almeno 30 brevetti internazionali, cosa di cui il professore non fa alcun mistero e che anzi cita con comprensibile orgoglio sul suo sito Medical Facts. La cosa del resto è del tutto lecita e legittima ma secondo il Codacons può inficiare la genuinità delle affermazioni e tramutare l’assidua esposizione mediatica in vera e propria pubblicità a vantaggio dei molteplici brevetti depositati. Sul tema, Codacons ha sollecitato da tempo anche Anac e Ordine dei medici senza avere mai risposta».

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IL GETTONE

Secondo Panorama  Codacons si è rivolta ad Agcom chiedendo «chiedendo trasparenza su compensi e rimborsi di cui a oggi hanno contezza solo Rai e Officina Srl, la società di cui Fazio è socio al 50 per cento, insieme a Magnolia e che a ogni puntata corrisponderebbe a Burioni un gettone di presenza ormai strutturato. Niente di troppo strano, con gli ospiti fissi funziona così un po’ ovunque e per i virologi più stellati, la fee, come si chiama nell’ambiente, è prassi consolidata così come l’abitudine di affidare agende e trattative a un agente».

La giornalista del settimanale, Francesca Ronchin ha finto di chiamare per conto di una produzione privata la società di comunicazione Elastica, che fa da agente al virologo. E si è sentita rispondere che per un’ospitata le richieste del professore variano da «caso a caso». Quando Ronchin spiega che il suo budget è limitato, l’agente risponde che Burioni «farà le sue valutazioni. Potrebbe decidere di partecipare gratuitamente oppure di chiedere qualcosa in più perché è talmente impegnato che il compenso economico può essere una ragione per fare le cose».

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ILARIA CAPUA

Il settimanale scova anche i compensi per la virologa Ilaria Capua, che oggi vive negli Usa:

«Per un contributo di 10 minuti su Skype o dallo studio televisivo dell’università» ci spiega l’agente «siamo attorno ai 2 mila euro più Iva. Non andiamo a minutaggio ma se si chiede una presenza di 10 minuti non può essere di un’ora, altrimenti la fee sale». Tutto chiaro. Un po’ meno quando ci sono in ballo soldi pubblici. Sul tema ha chiesto chiarimenti alla Rai anche il consigliere Riccardo Laganà.

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LA CORTE DEI CONTI

Ma ora, riporta l’Adnkronos, il Codacons alza il tiro e si rivolge alla Corte dei Conti e fa sapere: «Dopo l’inchiesta condotta da Panorama che svela il business del virologo e di altri suoi colleghi onnipresenti in tv. Già da tempo Burioni è oggetto di numerose critiche e viene da più parti accusato di eccessivo protagonismo mediatico. Vogliamo tuttavia capire quanto costa il virologo ai cittadini italiani, considerata la sua presenza fissa a Che tempo che fa, costosissimo programma Rai già oggetto di indagini da parte della magistratura contabile».

Aggiunge l’agenzia che per il Codacons l’inchiesta di Panorama «svela infatti un vero e proprio business che vedrebbe coinvolto il virologo e altri suoi colleghi, i quali chiederebbero cachet in denaro per le partecipazioni, anche di pochissimi minuti, alle varie trasmissioni televisive». E aggiunge che il programma di Fabio Fazio «è finanziato dai cittadini attraverso il canone Rai, e gli utenti hanno tutto il diritto di sapere quanto la rete versa a Roberto Burioni per la sua presenza in trasmissione. Per tale motivo presentiamo un esposto alla Corte dei Conti, affinché avvii una indagine sulla vicenda e verifichi la congruità dei compensi riconosciuti da Fazio a Burioni, nell’ottica di una totale trasparenza ai fini di possibili danni sul fronte erariale».

Manuel Montero

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Appassionato di cinema e tv anni 80, ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale è invece uscito il volume Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta.

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