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L’irresistibile ascesa di Joe Biden “l’idiota” e i video della presunta frode elettorale

Come ha fatto il re delle gaffes Joe Biden a passare dallo 0,93% del 2008 ad essere il presidente più votato di sempre? E come ha fatto Donald Trump a guadagnare 8 milioni di consensi dopo aver portato gli Stati Uniti al primo posto per contagi nel mondo?

 

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di Manuel Montero

 

Quando in tv hanno annunciato la vittoria di Joe Biden, urla di gioia, immortalate in un video, si sono alzate dai grattacieli di Manhattan, il quartiere più esclusivo di New York e il cuore dell’economia americana. Perché, diciamo la verità, la sconfitta della politica dei dazi di Donald Trump risolleva il morale soprattutto delle multinazionali, americane come europee, e ridà respiro a quelle della Cina, che Biden apprezza. Certo, gli afroamericani e gli immigrati saranno contenti, perché il tycoon ne ha fatte di ogni per inimicarseli. Ma il resto del mondo, soprattutto alle latitudini dell’Equatore, dovrebbe essere meno tranquillo: Trump è stato l’unico presidente che ha fatto casini all’interno del proprio Paese, senza (in linea di massima) tentare di “esportare la democrazia” americana, sterminando popolazioni a caccia di Nobel per la pace. Ha perfino tentato di smobilitare la Nato, lo scrigno dei segreti del nostro Paese e di mezza Europa, cui invece Biden ha già rinnovato grande fiducia. E forse non a caso, i primi repubblicani a chiedere al tycoon di ammettere la sconfitta sono i stati Bush, campioni assoluti in politica estera armata. Però non vi è chi, dotato di raziocinio, non veda come le elezioni americane puzzino di brogli lontano chilometri, come qualsiasi votazione che avvenga per posta.

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LA PRESUNTA FRODE NEI VIDEO

Da 120 anni non si verificava un’affluenza del genere. Biden, noto come il re delle gaffes, ha ottenuto oltre 75 milioni di preferenze, davvero uno sproposito se si pensa che Barack Obama fu eletto con 69 milioni e Donald Trump con poco più di 62 milioni. Non solo: Trump è anche clamorosamente cresciuto in questa tornata elettorale, raggiungendo i 70 milioni di preferenze. Anche lui ha surclassato Obama, e questo nonostante il disastro negli Usa avvenuto con la pandemia. Sicchè il tycoon grida alla frode. Naturalmente solo a quella dell’avversario. Il motivo è semplice: dei 160 milioni di voti, 102 sono arrivati per posta. E sono proprio questi ultimi ad aver ribaltato il risultato a suo sfavore, dato che Trump aveva chiesto ai suoi elettori di presentarsi direttamente in cabina elettorale. Ora, contro Trump ci sono, oltre alle solite star di Hollywood,  proprio tutti i media americani, che titolano ogni sua accusa come “senza prove”. E così fa Twitter, che bolla ormai ogni suo cinguettio come “controverso”. L’unica autorità che parla esplicitamente di “colossale truffa elettorale” è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti, che in una lettera aperta, scrive tra le altre cose:  «Le accuse di irresponsabilità per gli assembramenti dei sostenitori di Trump svaniscono se a riunirsi nelle piazze sono i sostenitori di Biden, come già avvenne per le manifestazioni dei BLM in America e per le celebrazioni partigiane del 25 Aprile in Italia. Quello che è criminale per alcuni, è consentito ad altri: senza spiegazioni, senza logica, senza razionalità».

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Ma se la sua animosità può essere dovuta anche a fervore religioso per le posizioni opposte dei due contendenti, su Youtube hanno iniziato a circolare, a proposito di frodi, centinaia di video. Che si possa agevolmente frodare le elezioni con la posta lo avevano documentato le Iene nel 2018, a proposito del voto degli italiani all’estero. E ovviamente furono accusate, a caso, di produrre fake news. Ma come sarebbe stata truffata stavolta la volontà popolare? I sospetti si addensano un po’ ovunque. È diventato virale, tra i tanti, un video, ricaricato infinite volte, che documenterebbe una “compilazione di massa delle schede”:

Altri, molto simili, appaiono in diversi presunti seggi. Interessante anche questo video, che mostra un uomo bruciare una serie di presunte schede pro Trump:

Virali pure il video che parla di un arresto per frode elettorale:

Ma si sa, sono solo video. Che possono equivocare. Il più attuale ci sembra però questo. Fu postato in risposta ad un tweet di Trump nella notte elettorale e documentava come al seggio elettorale di Detroit fossero ancora registrati 14mila morti, gente dai 104 anni in su (!!!):

Un conto, naturalmente, è la registrazione. Un conto è capire se abbiano votato. Ma lo scandalo di 14mila morti certamente registrati per ricevere la tessera elettorale sono abbastanza perché Trump ci punti l’attenzione: quante sono le città come Detroit? In quanti luoghi i deceduti sono ancora registrati e qualcuno in loro vece ha avuto quantomeno la possibilità di prenderne la tessera elettorale e votare via posta? Scovare i morti che hanno votato per corrispondenza è ora il compito affidato agli investigatori, cui si chiede di verificare anche se abbiano votato, non si sa però come, i minorenni. Perché poi, ci sono fatti oggettivamente inspiegabili, davvero misteriosi per spiegare 75 milioni di preferenze, un record senza precedenti. E riguardano proprio il candidato democratico.

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BIDEN “L’IDIOTA”

La storia famigliare di Joe Biden, funestata di tragedie, l’hanno ormai raccontata un po’ tutti. Anche se taluni dettagli della sua biografia vengono oggi trascurati. Ora infatti lo definiscono lo “zio buono d’America”. Però poco si ricorda che è la terza volta che prova la scalata alla Casa Bianca.

Nel 1988 gli andò malissimo, quando si scoprì che aveva nientemeno che copiato il discorso da un leader inglese. Non il massimo. Nel 2008 ottenne lo 0,93% prima che Obama lo prendesse per mano per la sua vicepresidenza. Non è noto alcun suo clamoroso exploit durante quel periodo, tantomeno nessuno ha mai pensato che fosse lui la mente dietro la Casa Bianca. Note sono invece le sue gaffes: dalle condoglianze porte per persone vive agli inviti ad un senatore in carrozzina ad alzarsi in piedi. Perfino nell’ultima campagna elettorale aveva chiamato Trump George. Come se fosse Bush. Succede, anche se a lui succede di più. Tanto che, secondo un sondaggio del “Pew Research Center”, fino al 2012 per descriverlo buona parte degli americani usavano espressioni come “idiota”.

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Joe Biden giovane

Restano così i dubbi: i più grandi ricorderanno come la vittoria di Obama fu percepita nell’aria nei mesi precedenti, come un vento che spirava fortissimo. Eppure prese 69 milioni di voti. Trump, con la pandemia che ha devastato l’America, ne ha presi molti di più, crescendo addirittura di otto milioni di preferenze. E già questo è molto strano. Ma entrambi sono stati surclassati da un uomo di quasi 78 anni, che fino a dodici anni prima aveva un gradimento di meno dell’1%, che fino a otto anni prima era apostrofato da buona parte della popolazione come “l’idiota”, ma portato fin da allora in palmo di mano dall’ex presidente democratico. E questo è stranissimo. Anche se mai quanto il sistema elettorale americano, dove le Poste possono decidere il destino di un Paese. E dato il Paese, il destino del mondo intero. Di certo, se da qui al giorno del previsto insediamento di Biden – ovvero il 20 gennaio – Trump non ammetterà la sconfitta, molte cose possono ancora succedere. E nessuna di queste è positiva.

Manuel Montero

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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