“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.

Così via social si è sfogato Andrea Pirlo. Il suo futuro intanto, come ha sottolineato La Gazzetta dello Sport, oggi è più lontano dalla Nazionale e il motivo è il caso esploso sabato sull’opportunità che un global ambassador di una società russa (di scommesse) vada a rappresentare il nostro Paese con un ruolo ad alta visibilità in giro per il mondo. Da febbraio 2022, quando Mosca ha attaccato l’Ucraina, i rapporti tra Italia e Russia sono compromessi e la bufera di dichiarazioni politiche che ha fatto seguito alla scelta di Pirlo come ct è la prova di quanto la questione sia sentita. Pure l’ucraino Andriy Shevchenko, ex compagno di Pirlo, a quanto pare non ha gradito la partnership commerciale del tecnico. Ma Pirlo commissario tecnico dell’Italia, in realtà, pure dal punto di vista tecnico non ha suscitato entusiasmi. Il presidente federale Giovanni Malagò, per esempio, gradirebbe Roberto Mancini o Antonio Conte nelle vesti di Ct. Claudio Ranieri o Giorgio Chiellini, nel caso il direttore tecnico Paolo Maldini si dimettesse potrebbero sostituirlo. Detto ciò, perchè non richiamare il bravo Baldini?
Stefano Mauri