
Jonathan “Mamba” Kogasso
sabato 13 settembre quindi salirà sul ring al Palaoltrepò di Voghera in un incontro sulla distanza delle otto riprese.

Il suo avversario sarà il bielorusso Viktar Chvarkou. Kogasso, 30 anni appena compiuti, nato a Kinshasa, in Congo è la grande speranza del pugilato italiano. Alterna, l’attività pugilistica, al lavoro nella biblioteca dell’Università di Pavia, recentemente, in un’intervista al Corriere della Sera, il boxeur che punta all’Europa ha spiegato che, gli manca ancora la cittadinanza italiana, ma per problemi burocratici, più che sostanziali: “Nella prima richiesta dimenticai di allegare il certificato per la conoscenza della lingua, ora tardano ad arrivare dei documenti dal Congo”. Solo vittorie da professionista, ma anche difficoltà: “Ho avuto momenti in cui mi sono chiesto se non stessi buttando il mio tempo”. Nel suo percorso pugilistico, fondamentale l’incontro con Vincenzo Gigliotti, gloria della boxe vogherese, che si era allontanato dal mondo del pugilato e ci è tornato proprio grazie a lui: “Lo ho visto e mi ha entusiasmato. Mi ha fatto tornare la voglia della palestra. Sta facendo un percorso bellissimo”. Nella primavera scorsa, sul palco di San Siro, alla festa del Foglio, Jonathan Kogasso ha portato l’immagine positiva del pugilato. E sabato, nel Vogherese, la sua terra d’adozione continuerà il suo percorso per conquistare, sul ring, il mondo.
Stefano Mauri