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Jonathan “Mamba” Kogasso sabato, sul ring di Voghera lancia la sua scalata al mondo

Il pugile vogherese d'adozione, allievo di Vincenzo Gigliotti, guarda sempre avanti

Jonathan “Mamba” Kogasso

 sabato 13 settembre quindi salirà sul ring al Palaoltrepò di Voghera in un incontro sulla distanza delle otto riprese.

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Il suo avversario sarà il bielorusso Viktar Chvarkou. Kogasso, 30 anni appena compiuti, nato a Kinshasa, in Congo è la grande speranza del pugilato italiano. Alterna, l’attività pugilistica, al lavoro nella biblioteca dell’Università di Pavia, recentemente, in un’intervista al Corriere della Sera, il boxeur che punta all’Europa ha spiegato che, gli manca ancora la cittadinanza italiana, ma per problemi burocratici, più che sostanziali: “Nella prima richiesta dimenticai di allegare il certificato per la conoscenza della lingua, ora tardano ad arrivare dei documenti dal Congo”. Solo vittorie da professionista, ma anche difficoltà: “Ho avuto momenti in cui mi sono chiesto se non stessi buttando il mio tempo”. Nel suo percorso pugilistico, fondamentale l’incontro con Vincenzo Gigliotti, gloria della boxe vogherese, che si era allontanato dal mondo del pugilato e ci è tornato proprio grazie a lui: “Lo ho visto e mi ha entusiasmato. Mi ha fatto tornare la voglia della palestra. Sta facendo un percorso bellissimo”. Nella primavera scorsa, sul palco di San Siro, alla festa del Foglio, Jonathan Kogasso ha portato l’immagine positiva del pugilato. E sabato, nel Vogherese, la sua terra d’adozione continuerà il suo percorso per conquistare, sul ring, il mondo.

 

Stefano Mauri

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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