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Israele, furia all’Onu: “La bozza di risoluzione è ridicola”

Monta l’ira di Israele contro le Nazioni Unite: “Bozza di risoluzione ridicola”. I 27 Paesi dell’Ue chiedono pause umanitarie e Josep Borrell difende il segretario generale dell’Onu: “Parole distorte”. Sale ancora la tensione: nove Stati arabi condannano gli attacchi di Gerusalemme. Nella notte pioggia di razzi sul Tel Aviv. Ma continuano le incursioni a Gaza: «L’operazione di terra al momento opportuno». – foto | video 1 | video 2 | video 3  | video 4 | video 5

Tremila bambini e 1700 donne morte a Gaza su 7000 vittime

Nella serata di ieri sono scattate le sirene d’allarme nel centro di Israele e a Tel Aviv per un fitto lancio di razzi da Gaza, intercettati ed esplosi per aria dalle forze di difesa. L’Idf continua le incursioni di terra nella Striscia. E il ministro israeliano e membro del gabinetto di guerra Benny Gantz annuncia: «La battaglia entrerà presto in una nuova fase di maggiore intensità». Alla Difesa, Yoav Gallant aggiunge: «La manovra militare sul terreno avverrà non appena si saranno create le condizioni opportune». E spiega che il suo Paese sta conducendo a Gaza «una guerra precisa, micidiale e possente. Abbiamo un solo obiettivo: vincere».

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Secondo Hamas i morti sono nella Striscia oltre 7 mila, dei quali quasi 3 mila bimbi e 1709 donne. Abu Ubaida, portavoce delle brigate al-Qassam, sostiene che anche 50 ostaggi siano stati uccisi in un bombardamento sulla Striscia di Gaza. E centinaia di familiari di ostaggi e persone scomparse nel blitz del 7 ottobre si sono radunate a Tel Aviv per protestare contro Benyamin Netanyahu: «La nostra pazienza è finita: riportate indietro gli ostaggi, adesso! Chiediamo che il governo ci parli stasera e ci dica come intendono riportarli indietro. Stiamo intensificando la lotta, non aspettiamo più di essere guidati».

L’UE CHIEDE PAUSE UMANITARIE

I 27 Paesi dell’Ue hanno raggiunto un accordo per chiedere nel conflitto «corridoi umanitari e pause per esigenze umanitarie» per consentire l’accesso di aiuti per Gaza. E su Twitter, l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell, scrive: «Le parole del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres sono state distorte».

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A suo giudizio Guterres, del quale Israele ha chiesto le dimissioni, ha condannato «inequivocabilmente gli orribili e senza precedenti atti di terrore del 7 ottobre da parte di Hamas in Israele. È stato anche chiaro sul fatto che tutte le vite civili hanno lo stesso valore e che il diritto internazionale umanitario si applica a tutti, prima e dopo il 7 ottobre. Sosteniamo pienamente il lavoro di Guterres e del personale delle Nazioni Unite a favore della pace e del soccorso umano in Medio Oriente e in tutto il mondo».

ISRAELE: LA NOSTRA GUERRA SOLO CONTRO HAMAS

E anche all’Onu presidente dell’Assemblea Generale Onu, Dennis Francis, prova a calmare le acque: «Condanno l’attacco di Hamas contro Israele, la cui brutalità è inaccettabile e non ha spazio in questo mondo. Allo stesso modo, respingo l’attacco di civili indifesi a Gaza da parte di Israele. Il diritto di difendersi non deve e non può permettere un attacco di queste proporzioni, le regole di guerra impongono che i civili devono essere protetti a tutti i costi».

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Ma l’ambasciatore israeliano al Palazzo di Vetro, Gilad Erdan, dice che la sessione speciale di emergenza delle Nazioni Unite «non ha nulla a che fare con la pace. Questa guerra non ha nulla a che fare con i palestinesi, è una guerra contro i terroristi di Hamas. Hamas non si preoccupa dei palestinesi, ma ha il solo obiettivo di eliminare ogni ebreo dalla faccia della terra».

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La replica dell’ambasciatore palestinese Ryad Mansour arriva con la voce rotta: «Fermate le bombe e salvate vite. Le vite dei 2,3 milioni di civili a Gaza, le vite dei bambini, 3 mila bambini innocenti sono stati uccisi da Israele nelle ultime tre settimane. È questa la guerra che alcuni di voi stanno difendendo? Questa guerra può essere difesa? Questi sono crimini, sono barbarie. Fermatela per le vite che ancora possono essere salvate».

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Ma Erdan è una furia e si scaglia contro la bozza di risoluzione presentata dalla Giordania che dovrebbe essere votata oggi defininendola «ridicola» e aggiungendo: «Gli ospedali e i civili vanno protetti solo se non sono israeliani? Quando si legge questa bozza Hamas sembra perso per strada, è una vergogna per la vostra intelligenza, è una follia che un testo che neppure menziona Hamas venga anche solo preso in considerazione per essere votato».

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ISRAELE CONTRO IL CREMLINO

Su Twitter, invece, il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Lior Haiat se la prende con Mosca, dove c’è stata la visita di Abu Marzuk, definito «membro dell’ufficio politico del movimento di resistenza islamico Hamas». Scrive Haiat: «Hamas è un’organizzazione terroristica peggiore dell’Isis. Israele condanna l’invito di rappresentanti di Hamas a Mosca» ritenendolo «un atto di sostegno al terrorismo che legittima le atrocità dei terroristi di Hamas. Chiediamo al governo russo di espellere immediatamente i terroristi di Hamas».

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Il Cremlino fa sapere che l’oggetto della discussione è stata la liberazione degli ostaggi. Ma la tensione continua a salire.

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In una nota congiunta di Emirati Arabi Uniti, Giordania, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar, Kuwait, Egitto e Marocco vengono condannati gli attacchi contro i civili e le violazioni del diritto internazionale a Gaza.

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