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Israele, sei relatori Onu lo accusano di crimini contro l’umanità. Mondo arabo in subbuglio

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Il bollettino quotidiano sulla guerra tra Israele e Palestina. Ai confini di Gaza i carri armati di Gerusalemme. Manifestazioni in Algeria. Gli Usa abbattono missili dallo Yemen

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Il conflitto tra Israele e Palestina rischia di allargarsi di ora in ora. Dopo lo scontro con il Libano, una portaerei americana abbatte tre missili provenienti dallo Yemen. Sei relatori Onu accusano Gerusalemme di crimini contro l’umanità. Ma i tank si ammassano a nord di Gaza. L’Ue decisa: «Serve un’indagine seria sull’attacco all’ospedale». In Algeria migliaia in piazza per la Palestina. Gli Usa dirottano verso Netanyahu armi che erano destinate a Kiev. – foto | video 1 | video 2  | video 3 | video 4

ABBATTUTI MISSILI DALLO YEMEN

Nella tarda serata di ieri una nave americana nel Mar Rosso, la Uss Carney,  ha abbattuto tre missili provenienti dallo Yemen: «Non possiamo dire con certezza cosa mirassero, ma sono stati lanciati dallo Yemen, diretti a nord lungo il Mar Rosso, potenzialmente verso obiettivi in Israele» ha dichiarato un portavoce del Pentagono. Con essi sono stati distrutti «diversi droni». L’area ribolle. E anche all’Onu la situazione si fa incandescente: sei relatori accusano Israele di aver commesso crimini contro l’umanità a Gaza, con un «rischio di genocidio» nel territorio palestinese.

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In una nota firmata dai relatori delle Nazioni Unite su acqua e igiene (Pedro Arrojo), diritti umani in Palestina (Francesca Albanese), violenza contro le donne (Reem Alsalem), diritti degli sfollati (Paula Gaviria), cibo (Michael Fakhri) e alloggio (Balakrishnan Rajagopal), si legge: «Non ci sono giustificazioni per questi crimini, e siamo inorriditi dalla mancanza di azione da parte della comunità internazionale di fronte a questo guerrafondaio». E dopo che gli Stati Uniti hanno messo il veto su una richiesta di «pause umanitarie» anche Mosca alza la voce. Per il ministro russo degli Esteri Sergej Lavrov «le conseguenze di una tale decisione sono potenzialmente mostruose».

LA TENSIONE INTERNAZIONALE CONTRO ISRAELE

Stando al sito statunitense Axios, che cita fonti governative dello Stato ebraico, gli Usa invieranno a Israele proiettili di artiglieria inizialmente destinati all’Ucraina. Sulla guerra prende posizione anche il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che definisce «atroci» gli attacchi contro i civili a Gaza. Intanto prosegue lo scontro con il Libano, che ha lanciato sei razzi nel nord di Israele, il quale ha risposto attaccando oltre il confine. E migliaia di algerini protestano in piazza manifestando a favore della Palestina. Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel chiede «un’indagine seria sull’attacco all’ospedale di Gaza». E, in generale, l’Ue mantiene una posizione decisamente più sfumata rispetto a quella americana.

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Il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen manifesta infatti tutta la propria solidarietà ad Israele: «Questo è il minimo che possiamo fare per il popolo d’Israele come difensori di un mondo libero dove l’odio, il terrore e l’antisemitismo non hanno posto». Tuttavia, aggiunge «anche il popolo palestinese soffre a causa del terrore di Hamas e non c’è contraddizione nel solidarizzare con Israele e allo stesso tempo rispondere i bisogni umanitari dei palestinesi».

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E la Germania sblocca 50 milioni di euro in aiuti civili per Gaza. La linea americana, decisamente più netta, continua ad avere ripercussioni nell’area: in Iraq c’è stato un nuovo attacco alle basi di Washington, con droni e razzi.

I MISTERI DELL’OSPEDALE

Prosegue il giallo dell’ospedale di Gaza. Se gli 007 americani hanno «probabilmente» escluso che sia stato un missile israeliano a provocare la strage, non hanno però le idee chiare su chi allora abbia colpito, come riporta una nota non classificata, non potendo stabilire con certezza che si sia trattato di un razzo palestinese.

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Ma sul caso anche i numeri differiscono parecchio: Hamas aveva parlato di 500 vittime. Israele di una finestra tra 10 e 50. Per l’intelligence americana i morti sarebbero invece tra i 100 e i 300. L’Oms mobilita intanto 10 milioni di dollari e chiede a Gerusalemme di consentire l’ingresso di carburante a Gaza.

DAL FRONTE

Al fronte, Hamas denuncia che diversi sfollati che si rifugiavano nel giardino di una chiesa a Gaza sarebbero stati uccisi e altri feriti in un raid israeliano. Si tratta della chiesa greco-ortodossa di San Porfirio. E sul New York Times appaiono le foto dei carri armati israeliani ammassati al nord della Striscia. Pare insomma che l’invasione, più volte annunciata, si avvicini.

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Il comandante dell’esercito del sud Yaron Finkelman, dice: «La battaglia si sta spostando sul territorio di Hamas. Questa guerra ci è stata imposta da un nemico spietato che ci ha inferto un colpo significativo. Li abbiamo fermati e bloccati. Li stiamo colpendo con colpi duri e la battaglia si sta spostando nel loro territorio. Siamo determinati a prevalere sul loro stesso territorio». E aggiunge che l’offensiva di terra sarà «difficile, lunga e intensa». Anche oggi, infine, il valico di Rafah resterà chiuso, come riferisce la Cnn.

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