Delittisocietà

Strage di Erba, l’imbarazzante articolo di Gianluigi Nuzzi

Gianluigi Nuzzi, conduttore di Quarto Grado, nella sua trasmissione ha rifilato una lunga serie di bufale colpevoliste sulla strage di Erba. Nel suo ultimo articolo apparso oggi su La Stampa, che allego qui sotto, dimostra ancora una volta di non sapere di cosa scrive in merito alla vicenda, anche quando si limita ai copia-incolla degli interventi di Procura Generale di Brescia e avvocati difensori di Olindo e Rosa.

Dopo aver citato ciò che videro il dirimpettaio di casa Castagna, Fabrizio Manzeni, e Ben Brahim Chencoum, e dopo aver riportato ciò che afferma l’ex spacciatore Abdi Kais – condannato con Azouz Marzouk -, Nuzzi infatti precisa:

«Le loro deposizioni sono inammissibili perché si tratta di testi già sentiti nel processo di primo grado all’udienza del 30 gennaio 2008, senza che gli stessi possano essere considerati in alcun modo “prova nuova”».

strage di erba

Chi è che fu sentito il 30 gennaio 2008? Un’idiozia del genere la si può pubblicare solo se non si ha nemmeno una vaga idea dei processi.

Infatti non è che Nuzzi sbagli data: sbaglia proprio ad argomentare.

Per intendersi: nè Manzeni, nè Chencoum furono mai sentiti a processo. Nè il 30 gennaio, nè mai. E figuriamoci Abdi Kais, che non era nemmeno citato all’epoca, dato che il suo racconto, fatto guardacaso a chi scrive, è degli ultimi anni. Si tratta di pura fantasia del giornalista.

Per la cronaca, il 30 gennaio 2008, data evidentemente sparata a caso dal conduttore di Quarto Grado, la Corte d’Assise di Como sentì nell’ordine Mengacci, Ballabio, Canali, Bartesaghi e Miotto:

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D’altra parte, è sufficiente leggere la frase successiva dell’articolo per rendersi conto del livello di preparazione di Nuzzi sul caso:

«È centrale anche il luogo dove venne uccisa la signora Lorenza Cherubini».

Sono anni che dedica puntate alla strage di Erba e non sa manco che la vittima si chiamava Valeria Cherubini. Manco le basi.

Ogni commento appare superfluo.

Qui sotto i link alle bufale sulla strage di Erba, comprese quelle di Quarto Grado:

Strage di Erba: il generale Garofano e la bufala sul guanto di lattice

Strage di Erba, le nuove bufale di Quarto Grado

Quarto Grado e la strage di Erba: le verità non raccontate in tv

Strage di Erba, la ricostruzione grossolana del Corriere della Sera

A dieci anni dalla strage di Erba, la ricostruzione “imperfetta” del Corriere della Sera

Strage di Erba, gli audio mai entrati a processo a Le Iene e l’imbarazzante impreparazione dei giornalisti

La strage di Erba e l’imbarazzante articolo di Selvaggia Lucarelli: quando le fantasie diventano notizie

Strage di Erba, l’ultima bufala del Corriere della Sera: le impronte di Olindo sul contatore

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PER APPROFONDIRE

  1. Il libro IL GRANDE ABBAGLIO – CONTROINCHIESTA SULLA STRAGE DI ERBA, di Felice Manti e Edoardo Montolli – GUARDA
  2. Il podcast di Fronte del Blog, con documenti e audio esclusivi – YOUTUBE | AUDIBLE | SPOTIFY | APPLE PODCASTS
  3. Lo speciale di Fronte del Blog sulla strage di Erba – GUARDA
  4. Lo speciale de Le Iene sulla strage di Erba – GUARDA
  5. Lo speciale del settimanale Oggi sulla strage di Erba – GUARDA
blankOlindo e Rosa: Il più atroce errore giudiziario nella storia della Repubblica (I tachioni)blank

 

 

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Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Il suo ultimo libro è I diari di Falcone (Chiarelettere, 2018)

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