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Ted Bundy, ecco perché divenne un serial killer (SECONDA PARTE)

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Nel 1974 iniziò la spirale di morte che avrebbe tramutato Ted Bundy, giovane promessa del partito repubblicano, in uno spietato assassino seriale.

Nei primi mesi del ‘74, almeno otto ragazze scomparvero in misteriosamente o furono ritrovate cadavere, ma gli investigatori non pensarono subito a un unico responsabile. 

Fu processato e condannato a morte solo per tre omicidi – Il giorno della sua esecuzione si offrì di far ritrovare i corpi delle vittime in cambio della grazia, ma non gli fu concesso.

Ted Bundy

(Vai alla prima parte della storia)

Burlington (Vermont, Usa) – Ted Bundy era bello, adorato dalle donne, un vincente che emanava un fascino travolgente. Dotato di grande cultura, con la possibilità di una carica sfolgorante, tanto che fu a un passo dalla candidatura a deputato repubblicano e nominato aiuto direttore di una commissione per la prevenzione del crimine a Seattle (Washington).

Ma se lo ricordiamo è perché è stato uno dei criminali più famosi della fine del secolo scorso, noto per aver ucciso almeno 30 donne, ma c’è chi dice 100. Ci sono anche diverse ipotesi su quando Bundy abbia iniziato a uccidere, ma la maggior parte afferma che la sua furia omicida si sviluppa intorno al 1974.

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Ted Bundy

In quel periodo scomparvero molte donne nell’area di Seattle e nel vicino Oregon, e pare che alcune di loro fossero state viste l’ultima volta in compagnia di un giovane uomo dai capelli scuri, come Ted. Di solito, le uccisioni di Bundy seguivano lo stesso schema raccapricciante: attirava le sue vittime fingendo di essere ferito e chiedendo il loro aiuto.

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La loro gentilezza si rivelava un errore fatale, anzi l’inizio di atroce incubo. Bundy violentava le sue vittime prima di picchiarle a morte. Commesso lo scempio, cambiava loro i vestiti e metteva lo smalto alle loro unghie, poi si sbarazzava dei cadaveri. Meticoloso, preciso, organizzato, non usava armi, non lasciava impronte. Nulla. Talvolta, ritornava dove aveva nascosto i cadaveri per dei rapporti sessuali con quei corpi in decomposizione.

Ted Bundy

La lunga scia di sangue di Ted Bundy

Quando Ted si trasferì nello Utah – per frequentare la scuola di legge – le ragazze cominciarono a scomparire anche da quelle parti. L’anno successivo fu fermato per un normale controllo di polizia e la perquisizione del suo veicolo rivelò che trasportava degli strumenti da scasso, un piede di porco, una maschera e varie corde e manette.

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Per questo fu arrestato e poi scarcerato, e la polizia iniziò a collegarlo ai crimini più sinistri. Finché fu arrestato di nuovo, stavolta per il rapimento di Carol DaRonch – una delle poche donne a sfuggire alle sue grinfie – e condannato a una pena detentiva da uno a 15 anni.

Ted Bundy

Nel 1977 scappa due volte di prigione. La prima fuga dura soltanto otto giorni. Mentre la seconda ­– messa in atto grazie a un buco fatto nel soffitto della sua cella, dopo aver perso quasi 15 chili per poter passare attraverso la piccola apertura – verrà scoperta soltanto 15 ore dopo, dando all’evaso un incolmabile vantaggio.

A Tallahassee, in Florida, la notte del 14 gennaio 1978, fa irruzione nell’edificio della confraternita Chi Omega della Florida State University e aggredisce quattro delle studentesse che vi risiedono, uccidendone due. Il 9 febbraio rapisce e uccide una 12enne di nome Kimberly Leach.

Ted Bundy

Nello stesso mese viene fermato dalla polizia. La prova più schiacciante che lo collega Bundy ai due omicidi della Chi Omega sono i segni di morsi su uno dei due corpi, che corrispondono inequivocabilmente a lui.

Fu processato e condannato solo per tre delle dozzine di barbari omicidi accertati.

Pentimento tardivo

«Abbi cura di te, giovanotto», disse il giudice Edward Cowert, mentre pronunciava la condanna a morte mediante sedia elettrica. «Sei un ragazzo brillante. Saresti stato un buon avvocato, un eccellente politico, ma ti sei schierato dalla parte sbagliata».

Durante il dibattimento, Ted sposa una giovane donna di nome Carole Anne Boone, dalla quale ebbe una figlia, Rose. Dopo la condanna, Carole e la bambina smisero di andare a trovarlo molto presto e lei si trasferì lontano, rifiutando di parlare con chiunque del marito, che un tempo aveva creduto innocente.

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Solo Louise, la madre di Ted, continua a sostenerlo fino alla fine: «Sei sempre il mio prezioso figlio», gli disse un attimo prima che fosse giustiziato.

La mattina del 24 gennaio 1989, giorno dell’esecuzione, dopo essere rimasto nel braccio della morte per quasi dieci anni – ed essersi sempre protestato innocente –, Ted Bundy iniziò ad ammettere tutti gli omicidi e si offrì di far ritrovare i cadaveri delle ragazze in cambio di un accordo, ma l’interruttore fu premuto lo stesso.

«Dite alla mia famiglia e ai miei amici che li ho tanto amati», furono le sue ultime parole. Intanto, in strada, centinaia di persone brindarono alla sua fine.

(Vai alla prima parte della storia)

Cesare Guccione per Cronaca Vera

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