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Raffaele Rullo, definitivo l’ergastolo per l’assassino che cercava la pillola per diventare intelligenti

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Raffaele Rullo e Antonietta Biancaniello: la Cassazione ha confermato l’ergastolo per la più singolare delle coppie diaboliche: madre e figlio. Tra le carte processuali emergono i dettagli della personalità di Raffaele Rullo

Si trattava della Nzt, un farmaco capace di potenziare al massimo le capacità umane. Peccato che esistesse solo in un film…

La ricostruzione del caso nell’approfondimento di Cronaca Vera

raffaele rullo

Raffaele Rullo e Antonietta Biancaniello prima tentarono di uccidere la moglie di lui, per intascare una polizza sulla vita da 150 mila euro. Poi ammazzarono Andrea La Rosa, 35 anni, ex calciatore e direttore sportivo del Brugherio, stordendolo e infilandolo in un bidone pieno d’acido quando era ancora vivo. A fine aprile la Cassazione ha confermato definitivamente l’ergastolo per la più singolare delle coppie assassine: madre e figlio.

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Ovvero Antonietta, 64 anni che su Facebook si fa chiamare amorevolmente Nonna Tetta dai nipotini. E suo figlio Raffaele, 40, impiegato in un’azienda creditizia, senza una gamba per via di un incidente stradale, che mirava a far soldi con ogni espediente. E magari ci sarebbe riuscito pure, se solo fosse stato più intelligente.

raffaele rullo

RAFFAELE RULLO E LA PILLOLA DELL’INTELLIGENZA

Per questo, pochi mesi prima di mettere in atto i suoi piani ai danni della consorte e dell’amico, Raffaele si era messo alla ricerca di una pillola ad hoc. La notte tra l’8 e il 9 luglio 2017 digitò su Google: “Nzt, pillola dell’intelligenza”.

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L’aveva vista nel film Limitless, con Bradley Cooper e Robert De Niro. E, a dimostrazione di quanto ne avesse bisogno, pensava che esistesse davvero. Annoteranno i giudici: “Raffaele cerca di trovare il modo per poter diventare come il personaggio del film, sempre alla ricerca di soldi. Questo suo aspetto, sottolineato anche dalla stessa moglie (“una macchina da soldi”), sarà quello che lo porterà alla rovina”.

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Si protesterà sempre innocente, a differenza della madre che confessò da subito di aver ucciso e fatto tutto da sola. Ma proprio nelle sue ricerche su Google Raffaele ha lasciato tracce di ricerche cruciali, una manciata di giorni prima di tentare di ammazzare Valentina, la moglie: “sonnifero senza sapore”, “sonnifero senza alcol” e “sonnifero inodore insapore”.

E ancora il 7 novembre, la settimana prima di uccidere Andrea, cercava sul motore di ricerca “acido”, “bidone”, “teli protettivi”, “seghe elettriche”. E ancora “calcolare il volume di una persona” e il principio di Archimede, dettagli necessari per trovare il bidone adatto in cui far sparire in cadavere. E certo, la Nzt sarebbe stata utile.

raffaele rullo andrea la rosa

IL DELITTO

Tutto inizia con la scomparsa nell’inverno 2017 di Andrea. Si viene a sapere che aveva appuntamento a Quarto Oggiaro per prestare soldi a Raffaele Rullo, amico presentatogli dalla fidanzata, l’ex hostess rumena Estella Serena: 8mila, da aggiungere ai 30mila già consegnati. Le sue ultime tracce portano proprio lì, a Quarto Oggiaro. Telefono spento, la sua Audi A3 sparita.

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Gli inquirenti capiscono che qualcosa non va. Ma la sua vita non presenta ombre: studi alla prestigiosa università Bocconi, buona famiglia, nessun prelievo di denaro tale da far pensare ad un allontanamento volontario, né biglietti aerei o ferroviari prentotati, nessuna notizia dagli ospedali. Raffaele Rullo sostiene che Andrea avesse rotto il cellulare dopo aver litigato con la fidanzata, tornata a suo dire con il suo ex.

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Eppure proprio da quel telefono, di notte, sono giunti degli sms a Estella: «Azz», «Ho sonno», «Dopo chiamami»: espressioni che Andrea non usa, come confermerà Estella a chi indaga. È proprio lei a non credergli. Chiama Raffaele e quando questi gli dice di aver lasciato Andrea in strada a fumare, si dispera: «Ma se non fuma lui… Non mi dire cazzate, cosa gli è successo!».

Raffaele vive con mamma Antonietta Biancaniello. Anche lei viene sentita. Anche lei mente. Andrea, lo si accerta di lì a poco, è stato infatti attirato in una trappola da Raffaele, scattata al McDonald’s di viale Certosa a Milano: «Vieni a casa, ti faccio conoscere mamma». Lui non si era fidato e aveva inviato un messaggio ad un amico: “Sono in viale Certosa, se mi rapiscono sai dove sono, per quell’operazione che ti ho detto, poi ti spiego… ma dove c…o mi stanno portando”.

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Nonna Tetta si presenta come donna premurosa, ma nel caffè che gli offre scioglie dei narcotizzanti. I due lo infilano poi in un fusto e prima di sigillarlo, quando Andrea è ancora vivo, versano dentro dell’acido. La verità emerge un mese più tardi, quando Antonietta viene fermata sulla Milano-Meda: nel bagagliaio c’è un bidone pesante: «Gasolio» dice lei. Invece, dentro, c’è il cadavere, con una profonda ferita alla gola.

Nel garage di Seveso dove è stata tenuta l’auto con il bidone, i carabinieri troveranno 24 flaconi di acido muriatico. Dalle indagini emerge che madre e figlio avevano provato ad uccidere anche la moglie di Raffaele per intascare il premio dell’assicurazione sulla vita da 150mila euro: somministratole un sedativo, ne avevano inciso i polsi per simularne il suicidio. Ma Antonietta aveva chiamato il 112 segnalando troppo presto il decesso: la donna si era salvata. D’altra parte, ora Raffele lo sa bene: la Nzt non esiste.

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