Che fine hanno fatto?Delitti

BOB CRANE, UN DELITTO IRRISOLTO DA “GLI EROI DI HOGAN”

Una delle storie del libro Telefilm Maledetti, sulle serie tv più amate

Un’altra morte è ammantata di mistero. Quella di Bob Crane. Nella serie Gli eroi di Hogan, interpretava il colonnello Robert Hogan. Noi la vedemmo tardi, nei primi anni ‘80, perché la CBS terminò di produrla nel 1971, dopo sei anni ininterrotti. Trattava le vicende di un gruppo di prigionieri di guerra nei campi tedeschi dello Stalag 13 durante la Seconda guerra mondiale. Un successo planetario che non si ripetè. Crane virò sul teatro. Ma soprattutto, scoperti i primi videoregistratori che proprio un amico aveva importato in America, coltivò la propria passione riprendendo donne nude e i suoi rapporti sessuali, passione che diventò presto ossessione da vera e propria sessodipendenza, almeno così l’ha raccontata il regista Paul Schrader nel film Auto Focus del 2002.

Il figlio di primo letto, Robert, di professione scrittore, ha pubblicato ad aprile 2015, con la collaborazione di Christopher Fryer il libro Crane: Sex, Celebrity, and My Father’s Unsolved Murder(Crane: Sesso, Celebrity, e mio Padre, un omicidio irrisolto), nel quale ha squarciato il velo sulla doppia vita del padre. «Non ci sono state le droghe – racconta al Daily Mail – non c’era alcol. Non c’erano abusi fisici né pazzia, non ci fu schizofrenia né tentativi di suicidio». C’era solo – fuori di casa – un adultero impenitente ossessionato dal sesso, che sedusse decine di donne, impegnandole in rapporti a tre e in orge, tutto rigorosamente filmato in videocassetta e ripreso in Polaroid. Di queste stravaganze sessuali Robert venne a conoscenza per caso, quando vide di persona il padre impegnato in un rapporto con una donna. «Per quanto avesse rifiutato di farlo nei film, quella donna fece davanti ai miei occhi impassibili di adolescente quasi tutto. Si penserà che sia imbarazzante che un padre parli di queste cose con un figlio quasi maggiorenne, ma ciò che mi colpisce, se torno indietro con la memoria, è ciò che accadeva nel suo camerino».

Crane trascorreva infatti il tempo libero a sviluppare centinaia di foto di attrici e ragazze di Playboy che passavano sul set. Si diceva addirittura che il set di Hogan fosse il luogo per mettersi sul mercato, specie se una era giovane, formosa e con grandi capacità seduttive. L’attore aveva pure allestito una camera oscura portatile in una camera da letto nel suo appartamento in modo da sviluppare in fretta e in maniera discreta le foto. Quando si separò, nel 1970, da Anne Terzian, madre di Robert e di altri tre figli, il suo stile di vita vizioso era già alle stelle.
Per Robert fu la fine di un sogno. Crane sposò Patti Olson, nome d’arte Sigrid Valdis, che ne Gli eroi di Hogan interpretava Fraulein Hilda. Ma non cambiò abitudini, che nemmeno cessarono, anzi si moltiplicarono fino ad assorbirlo completamente, mentre il declino artistico proseguiva. Un declino probabilmente accentuato dal fatto che le voci sulle sue passioni erotiche avevano fatto il giro di tv e produttori. Il 29 giugno 1978 Victoria Berry, che con lui prendeva parte al programma Beginner’s Luck uscì urlando dall’alloggio di Crane, al 132A dei Winfield Apartments a Scottsdale, Arizona. Il cadavere della star era disteso sul fianco destro su un letto a baldacchino, con indosso solo un paio di boxer e un orologio da polso. Aveva un cavo elettrico stretto intorno al collo e un cuscino dietro la testa, che presentava due ferite parallele. Sul soffitto, sulla parete e sulla lampada del comodino c’erano schizzi di sangue. Sulla coscia sinistra c’erano macchie che il medico legale intepretò come sperma o lubrificante sessuale. Non appena Robert fu avvertito del delitto, pensò subito all’assassino come ad un fidanzato o ad un marito geloso.

Invece il sospettato numero uno fu John Henry Carpenter, il venditore di impianti di videoregistrazione che aveva fatto scoprire a Crane un nuovo mondo, diventandone grande amico. Forse troppo. Ricorda Robert che il padre voleva troncare i loro rapporti, perché Carpenter, bisessuale, si era forse innamorato di lui. Secondo la polizia si sarebbe così potuto comportare come un amante geloso. Dalla scena del crimine mancavano un album di Polaroid di donne nude e un treppiede, che fu ipotizzato fosse l’arma del delitto. Carpenter venne assolto. Ma la sua vicenda personale ebbe ancora eco. Patti Olson, rammenta Robert, ottenne da Crane di cambiare le proprie volontà testamentarie, in modo che i figli della donna ne diventassero gli unici eredi. Solo che Crane non poteva esserne il padre: «Certo, lei era rimasta incinta. Solo che papà – dice ancora al Daily Mail – aveva subito una vasectomia nel 1968, quando ancora era sposato con mamma. Questo perché non voleva più avere bambini per potersi dedicare a tutte le sue donne» senza avere problemi. Robert rammenta poi come Patti, per far soldi, decise di mettere in vendita le foto della scena del crimine, copia della relazione dell’autopsia e cinquanta tra foto e video porno in cui Crane era il protagonista insieme a svariate donne. Avrebbe pure commercializzato t-shirt con l’immagine dell’attore impegnato in un rapporto sessuale con una ragazza. Quando anche Patti morì, Robert mise all’asta la giacca mitica che il padre indossava ne Gli eroi di Hogan. Fu venduta a 32mila euro. L’omicidio di Crane è tuttora irrisolto.

(Tratto dal libro Telefilm Maledetti, di Manuel Montero, edito da Il Giornale e in ebook su tutti gli store da Algama)

 

 

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Appassionato di cinema e tv anni 80, ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale è invece uscito il volume Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta.

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