
“È stata una scelta usare queste due parole per sollevare un tema… Se avessi detto ‘casta’ e ‘provocante’ l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire. Non c’è nulla di offensivo nel dire suora o pornodiva, sono due estremi — di eleganza uno e di spudoratezza l’altro — citati con grande rispetto. Ho usato il termine pornodiva e non quello meno edulcorato che si sentono dire molte”.
Ricordate?

Così Annalisa, in una bella intervista rilasciata al Corriere della Sera, aveva commentato le polemiche che hanno accompagnato l’uscita del suo pezzone, scritto come sempre con Davide Simonetta da Bagnolo Cremasco e Paolo Antonacci, “Canzone Estiva”. E così, grazie ad Annalisa, tutti, pure a Pasqua, cantiamo “Mi vuoi più suora o pornodiva?”. E non è peccato. A proposito, la pop star italiana ha una grande voce e sa cantare. E’ un patrimonio italiano nel mondo ed è la “Solo una sana e consapevole libidine. Salva il giovane dallo stress e dall’azione cattolica”… (così cantava, canta e canterà Zucchero) di questi tempi moderni.
Stefano Mauri