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Luciano Moggi: “Questa Inter costruisce squadre vincenti, Moratti ha bruciato Lippi e Gasperini, ma costruiva passaporti”

L'ex direttore sportivo della Juve, calciofilo e opinionista, elogia Marotta e Ausilio, boccia l'ex patron

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Luciano Moggi, opinionista informato e calciofilo appassionato, su Liberoquotidiano.it, ecco alla fine del girone d’andata di campionato, è tornato a scrivere di cose calcistiche nerazzurre…

“Conte e Inzaghi sono due allenatori troppo diversi e le squadre a loro affidate, ciascuna in maniera diversa, sono state azzeccate perché sono state concepite a seconda del loro modo di allenare e mettere in campo la squadra. Quella di Antonio, costruita sulla difesa bassa e ripartenze, si era assicurata due giocatori adatti alla circostanza, Hakimi per lo scatto da fermo e la sua progressione a volte incontenibile, e Lukaku (ancorché rozzo tecnicamente) per la sua stazza atletica e la facilità nel fare trenta metri palla al piede ed entrare nell’area avversaria, dove a turno Brozovic e Martinez gli facevano trovare gli spazi per andare in gol. Era uno spartito recitato alla perfezione, se vogliamo anche monotono, che ha fatto però risorgere l’Inter da un periodo buio. Diversa quella di Simone che è stata invece costruita per fare la partita attaccando l’avversario senza aspettarlo nella propria area, perché questo è il credo calcistico dell’attuale allenatore. E in funzione di ciò sono stati acquistati Dzeko e Correa, tecnicamente dotati e capaci di costruirsi l’azione e anche rifinirla, dando a Brozovic la possibilità di sfogare il suo estro tanto da diventare insostituibile.
La prima è diventata Campione d’Italia, la seconda potrebbe diventarlo e secondo noi sono stati determinanti, oltre alla bravura degli allenatori, l’intuito e la sapienza di Marotta e Ausilio che hanno saputo adeguare le squadre alle caratteristiche dei singoli allenatori. Il resto sono chiacchiere. Sarebbe allora meglio fare il raffronto tra la dirigenza di un tempo e quella attuale per capire il perché di questa rinascita dell’Inter. E per questo basterebbe ricordare che l’Inter dei tempi Morattiani ha bruciato un allenatore come Lippi, diventato poi campione del mondo; Gian Piero Gasperini che da tempo sta dimostrando di essere uno dei migliori allenatori d’Italia; e per finire cambiava dal 1994 al 2006 ben 25 allenatori senza mai adeguarsi alle loro caratteristiche.
Brava però a costruirsi un passaporto falso per utilizzare un giocatore, Recoba, da extracomunitario a comunitario. Ritornando al campionato, abbiamo già detto della marcia dell’Inter che, con il minimo scarto, prevale 1-0 sul Toro, mentre il Milan va a vincere ad Empoli contro una squadra di giovani senza paura, che danno tutto senza curarsi della qualità dell’avversario. Per questo hanno perso in casa 4-2, ma per lo stesso motivo hanno anche saputo battere a casa loro prima la Juventus e poi il Napoli. Perde il Napoli al Maradona contro lo Spezia (0-1), rallenta l’Atalanta ed entrambe danno ossigeno alle speranze di qualificazione Champions delle inseguitrici, capeggiate dalla Juventus. Buone feste a tutti e appuntamento alla ripresa del campionato”.
Così parlò, o meglio, scrisse Luciano Moggi, calciofilo appassionato ed ex dirigente di una bella Juventus che fu…
Stefano Mauri
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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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