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Parla il romanziere di Diabolik: “Vi racconto chi è davvero il più famoso ladro dei fumetti”

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Dopo aver appassionato tantissime generazioni nei fumetti, ora Diabolik arriva al cinema e in un nuovo libro di Andrea Carlo Cappi. Lo scrittore, romanziere delle sue avventure, aveva anche scritto un volume con le curiosità sul personaggio

 

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Il servizio che Cronaca Vera dedica ad Andrea Carlo Cappi e Diabolik

 

 

MILANO – Diabolik, il personaggio delle sorelle Angela e Luciana Giussani, sta vivendo il suo sessantesimo anno di pubblicazioni a fumetti, che compirà a inizio novembre 2022. Nel frattempo torna sul grande schermo nell’attesissimo film dei Manetti Bros. con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea, uscito il 16 dicembre, mentre sono già in corso le riprese dei sequel. E in libreria, da Oscar Absolute Mondadori, c’è un nuovo romanzo basato proprio sulla sceneggiatura del film. Chiediamo al prolifico romanziere Andrea Carlo Cappi, autore di questo e altri libri dedicati a Diabolik e alla sua compagna Eva Kant, di svelare qualche retroscena.

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Cosa racconta Diabolik – Il film?

Una delle storie fondamentali della saga, che le sorelle Giussani pubblicarono nel terzo albo della serie, nel 1963: l’incontro tra Diabolik – criminale senza nome e senza radici – ed Eva Kant, che da potenziale vittima di un colpo si trasforma in complice e compagna. Non posso svelare altro, ma chi conosce la storia originale scoprirà che gli sceneggiatori del film sono riusciti non solo a rispettarla, ma anche ad aggiungervi nuove emozionanti sorprese. Tant’è che, oltre al romanzo, ne esce persino una versione graphic novel.

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Andrea Carlo Cappi… a Clerville!

 

Negli ultimi anni molti personaggi sono passati dai fumetti al cinema. Cosa distingue Diabolik dagli altri?

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Ciò che lo ha sempre reso diverso anche a fumetti. Non è un supereroe, bensì un ladro per nulla gentiluomo, anche se provvisto di un codice etico molto personale. La sua apparizione negli anni ‘60 fu rivoluzionaria: le autrici anticipavano la dissoluzione di vecchi schemi sociali e, attraverso Eva Kant, l’emancipazione della donna. Sono temi ancora validi oggi. Inoltre la serie rientra in un tipo particolare di giallo, uno dei più sofisticati e più difficili da scrivere: le storie imperniate sui “colpi” richiedono capacità e inventiva, e gli autori di Diabolik ne hanno già realizzate ben novecento.

Hai scritto un libro intitolato Fenomenologia di Diabolik. Quanti media ha toccato il fenomeno Diabolik, dal 1962 a oggi?

È arrivato al cinema negli anni ‘60 in un film pop di Mario Bava, non molto fedele ai fumetti, ma di culto negli USA. Negli anni ‘90 ebbe una serie tv a cartoni animati, benché adattata a un pubblico diverso: in molti paesi del mondo una coppia di eroi-criminali non poteva andare in onda nella fascia protetta. Due anni fa il regista Giancarlo Soldi girò il docufilm “Diabolik sono io”, giocando tra realtà e fantasia. Ma un aspetto interessante è che già a fine anni ‘60 ci furono due serie di romanzi, una in Italia e una in Francia, tradizione che ho ripreso dagli anni Duemila scrivendo quattro storie mai lette a fumetti.

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Perché i romanzi?

Perché Diabolik è figlio della grande letteratura popolare tra Ottocento e Novecento. Ha un po’ del conte di Montecristo di Dumas e molto del Fantômas di Allain & Souvestre, trasposti nell’era della tecnologia. Se da un lato ha precorso molto di quanto si è visto poi al cinema in tv, compresa “Mission: Impossible”, le sue origini sono letterarie e le sue avventure funzionano altrettanto bene nella narrativa non disegnata.

E il romanzo del film?

Non è una semplice “versione in prosa” della sceneggiatura, bensì il suo sviluppo con un linguaggio diverso tanto dal cinema quanto dal fumetto. Il romanzo è un’esperienza complementare, che permette persino di scoprire dettagli che non si vedono nel film. È una tecnica molto diffusa in America, dove esistono veri esperti della trasposizione di personaggi in diversi media; molti di loro sono riuniti nell’associazione IAMTW, di cui faccio parte anch’io.

Oltre ai romanzi di Diabolik, hai scritto decine di thriller, e non solo, vincendo nel 2018 il Premio Italia per il miglior fantasy con un romanzo su un altro eroe dei fumetti, Martin Mystère. Cos’altro hai in preparazione?

È appena uscita un’antologia di autori vari curata da me per Borderfiction Edizioni, Menegang-Milano noir dagli anni ‘50 a oggi, contenente anche un mio racconto inedito. È disponibile su Amazon in volume e ebook, così come le nuove uscite della collezione di miei thriller da Oakmond Publishing. Ho già pronto un nuovo romanzo con Martin Mystère, oltre a quello che sta uscendo a puntate sugli albi a fumetti in edicola da Bonelli Editore, e sto lavorando ai prossimi episodi delle mie serie di spionaggio firmate François Torrent, in edicola nel 2022 da Segretissimo Mondadori. Non riesco a stare troppo a lungo senza scrivere.

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