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ESCLUSIVO/ “Così Giuseppe De Donno ci ha salvato”

Parlano due pazienti del professor Giuseppe De Donno, curati grazie al plasma iperimmune nonostante tutti fossero scettici: Luigi Neri era dato per spacciato a Bergamo e il professore lo salvò con il suo metodo dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Pamela era incinta e la sua vita era davvero a rischio. Entrambi hanno raccontato la loro storia nel libro “Giuseppe De Donno – Il medico che guariva dal Covid-19 con il plasma iperimmune” scritto da Antonino D’Annablank

Clicca sulla foto e vai al libro

 

Luigi Neri e Pamela Vincenzi non hanno nulla in comune: lui è un operaio che lavora nel Bergamasco, lei in una piscina a Mantova. In realtà c’è qualcosa che li unisce: il Covid. Ed entrambi sono guariti grazie a Giuseppe De Donno e il plasma iperimmune. La loro storia è stata raccontata da Antonino D’Anna nel libro “Giuseppe De Donno – Il medico che guariva dal Covid con il plasma iperimmune” edito da Algama, in collaborazione con Teaserlab e in vendita, in formato cartaceo ed elettronico, su tutte le principali piattaforme online.

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Luigi Neri torna a casa da Mantova

“Giuseppe De Donno mi ha salvato”

Luigi Neri è stato salvato grazie all’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sollecitato da una lettera della moglie Barbara Carniti. A Bergamo Luigi era stato dato per spacciato, ma a Mantova le cose sono cambiate. Racconta Barbara: “Sono andata in crisi e ho smesso di parlare, mangiare, tutto… è entrata in gioco una mia amica di Lissone. Le ho dato la procura perché provvedesse lei a Luigi, mentre a casa ho cominciato a fare alcune ricerche via internet su questa malattia. E ho letto del plasma iperimmune: la mia amica, nel frattempo, mi ha procurato le mail del presidente Mattarella, del professor De Donno, del dottor Bianciardi che aveva in cura mio marito, della procura di Bergamo e dell’ASST di Mantova… insomma lei mi ha detto: “Mettiti giù e scrivi delle lettere che ti arrivino dal cuore”.

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Il servizio di Cronaca Vera in edicola e il libro di Antonino D’Anna

 

All’ospedale mantovano Carlo Poma il dottor De Donno non avrebbe voluto applicare la cura: Luigi era troppo fuori dai parametri. Ma il dottore è riuscito ad ottenere che il nostro protagonista ricevesse la prima infusione a scopo compassionevole. Ancora Barbara: “Gli hanno fatto la prima infusione la vigilia di Pasqua, il pomeriggio di Sabato Santo: lui si è svegliato dal coma il 14 aprile, il giorno dopo Pasquetta”. Dopo 69 giorni d’ospedale Luigi è tornato a vivere e oggi sta bene.

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Pamela Vincenzi

 

Doppio miracolo

Pamela Vincenzi è la seconda storia: lei è la “Mamma Covid”. Racconta: “A febbraio, quando ha cominciato a girare la notizia della pandemia, mi sono chiusa in casa. Avevano chiuso la piscina in cui lavoravo ed ero incinta al sesto mese di gravidanza, con una bambina di 20 mesi: avevo paura e stavo dentro con la mia bambina, per cui a lavorare andava solo mio marito. Agli inizi di aprile mio marito una sera accusa un po’ di mal di testa e qualche dolore muscolare, con 37 °C di febbre. Ero già in allerta e abbiamo chiamato il medico di base, che ci ha detto che si sarebbe potuto trattare di un’influenza normale. Di tenere mio marito sotto controllo e, nel caso, avremmo dovuto richiamare il dottore e valutare la situazione”.

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giuseppe de donno
Giuseppe De Donno

 

Poi si ammala lei e la ricoverano al Poma: “Una mattina è arrivato il dottor De Donno – ricorda – che mi ha spiegato come il plasma avrebbe potuto – probabilmente, perché dati certi al momento non ce n’erano – essere l’unica arma in grado di sconfiggere il Covid e lasciare sana la mia bambina. Non ci ho pensato proprio: l’istinto mi ha fatto dire “Fatemi quel che mi dovete fare, perché a casa ho una bambina e comunque devo tornare a casa””. La prima sacca fa migliorare lentamente la situazione, ma con la seconda infusione: “Da quel momento non ho avuto più problemi: niente più febbre, la tosse è andata via in parte perché non era più soffocante, era una tosse “normale” diciamo così. Riuscivo a muovermi: prima non potevo neanche alzarmi dal letto e andare in bagno, per me era una tortura quando venivano le OSS a farmi il letto e muovermi da sinistra a destra era impossibile. Non ci riuscivo”. Il risultato è una bella bambina che è stata chiamata Beatrice Vittoria. E il padrino di Battesimo è stato proprio De Donno: l’aveva promesso a Mamma Covid.

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