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Antonio Conte in campo, Beppe Marotta in ufficio: Lautaro e Inter da scudetto

 

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E’ subito da scudetto l’Inter edizione 2019 – 2020 costruita dal tandem Beppe Marotta (calciofilo coi fiocchi che alla Juve manca assai) &Ausilio (sa il fatto suo e conosce la materia), allenata da Antonio Conte (spreme i calciatori, difficilmente resta a lungo nello stesso team, ma è tra i migliori allenatori al mondo) e … valorizzata, al massimo, dalle reti di Lautaro (ah che attaccante moderno e incisivo) e dalle ispirazioni del gigante buono Lukaku (che coppia avrebbe formato con Cristiano Ronaldo e Dybala)?

Sì anche se … globalmente, mah la rosa larga (l’esubero Mandzukic partirà a gennaio?) della Juventus probabilmente è superiore a quella dei diretti rivali nerazzurri.

Ma la Vecchia Signora non ha la fame dell’Internazionale Milano, compagine appunto affamata, tostissima, costruita e plasmata a immagine e somiglianza del suo allenatore (ecco spiegati i tagli pesanti di Icardi, Nainggolan e Peresic), ergo prontissima a contendere, il tricolore, sino alla fine proprio a quella Juve resa grande, fino a poco tempio fa dagli illustri, avvelenati, capacissimi Marotta e Conte oggi all’Inter.

Particolare non indifferente: tanto il Marotta, quanto l’Antonio (Conte), a Torino, dalle sponde bianconere del fiume Po se ne sono andati anche per presunti e non confermati, ma nemmeno smentiti, dissapori (fisiologici?) col presidentissimo juventino Andrea Agnelli.

E proprio l’Andrea, qualora l’Inter trionfasse in Italia, beh qualche grattacapo in più potrebbe avere sul suo futuro percorso alla guida del Pianeta Juventus, no?

Stefano Mauri

 

 

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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