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Cristiano Giuntoli anzichè spiegare, per un anno, la sua juventinità, poteva fare qualcosa di juventino, no?

Che errore liberarsi in fretta e furia di Max Allegri e non prendere i considerazione l'opzione Antonio Conte

Nel corso del programma Netweek Calcio Show Speciale mercato, programma in cui TMW è ospite fisso, Massimo Brambati calciofilo e opinionista, ha ricostruito quanto capitato nelle ultime settimane tra Conte e il Napoli, svelando anche un importante retroscena in merito al suo mancato ritorno alla Juventus:

 

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Giorgio Chiellini sapeva già che sarebbe stato difficilissimo portare Conte alla Juventus, perché Conte aveva un contratto di tre anni con il Napoli e in questa condizione se la società ha la forza di tenerti lì in un angolino e di pagarti, tu resti lì. Che è quello che stava succedendo a Spalletti quando è andato via da Napoli, visto che aveva ancora un anno di contratto.
Quello che si è visto all’esterno, cioè un Aurelio De Laurentiis che dice ‘Chi non vuole restare io non lo trattengo’ è tutto falso, perché quello che si dice tra quattro muri è diverso da ciò che si dice all’esterno.
Antonio non voleva fare la parte di quello che picchia i pugni sul tavolo, di quello che vince e va via, aveva sicuramente la voglia di tornare alla Juve, ma non c’erano le condizioni perché c’era un presidente che aveva appena vinto uno scudetto e nessun accordo, se non verbale. Tanto è vero che quando Conte gli ha ricordato ‘Mi avevi detto che alla fine dell’anno sarei potuto andare via’, De Laurentiis ha risposto ‘Sì, è vero, ma non in una squadra italiana’. Quindi in quel momento De Laurentiis, giustamente dopo aver vinto il campionato, ha iniziato a pretendere e gli ha detto ‘Tutto quello che vuoi è a disposizione, ti lascio 200 milioni per il mercato, il bonus scudetto per il prossimo anno lo metto sul contratto, probabilmente Anguissa e Raspadori andranno via e quello che verrà ricavato sarà spendibile sul mercato, oltre ai 200 milioni’.
Poi per quel mancato abbraccio tra Conte e De Laurentiis dopo lo scudetto a livello mediatico si dava per scontato che Conte andasse alla Juve, ma Chiellini sa benissimo che Conte gli aveva sì detto di voler tornare e di voler chiudere il cerchio alla Juventus, ma è anche vero che Conte gli ha detto ‘Io l’anno scorso sono stato per un anno a elemosinare un incontro con il signor Giuntoli che non mi ha mai dato’, perché nell’ottobre 2023 il signor Giuntoli, mentre viene mandato via Garcia, chiama Conte e gli dice ‘Non andare a Napoli che poi a te ci penso io’, cosa che poi non è successa, anzi è sparito e non si è fatto più sentire.

 

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Quindi la Juventus deve ringraziare Giuntoli, e non sparare su Conte. Ringraziate Giuntoli se Conte l’anno prima non è andato alla Juventus”.
Così parlò Massimo Brambati, quindi il bravissimo calciofilo Cristiano Giuntoli, anziché spiegare la sua juventinità per un anno, avrebbe fatto meglio a  fare qualcosa di juventino, per la Juventus, trattenendo mister Max Allegri, oppure, prendendo, nell’estate 2024, per la panchina bianconera, Antonio Conte, anziché Thiago Motta, no?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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