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Sherlock Holmes, l’incredibile collezione di Gabriele Mazzoni sul più famoso dei detective

L’empolese Gabriele Mazzoni, laureato in medicina, ex dirigente sanitario in pensione, è il più grande collezionista di Sherlock Holmes italiano, e uno tra i più grandi al mondo.
Tra questa passione  e la sua formazione universitaria ed esperienza professionale c’è un legame diretto. Conan Doyle, creatore del personaggio di Sherlock Holmes, era infatti medico, e si è ispirato, nel caratterizzare la sua figura di detective divenuta leggendaria, al suo maestro, il chirurgo e professore universitario Joseph Bell, fautore di una diagnostica clinica basata su un’attenta osservazione dei pazienti, e su rigorose deduzioni (più propriamente “abduzioni”) ancorate ai dati empirici osservati.

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sherlock holmes

“Un medico non può che stravedere per Sherlock Holmes” afferma ” che, a conti fatti, applica all’investigazione il metodo che dovrebbe guidare ogni operatore nel campo della medicina, specie chi, come era per me, si occupa di prevenzione ed epidemiologia ed è chiamato a ricercare e contrastare le cause ambientali e sociali delle malattie. Posso dire che molte volte nella mia professione conoscere ed aver imparato ad applicare l’approccio logico-empirico di Holmes mi ha molto aiutato.”

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sherlock holmes

Quando hai incominciato a mettere insieme la tua collezione, oggi enorme?

“Fin dall’adolescenza. Il primo passo è stato recuperare tutti i testi “sherlockiani” di Doyle in traduzione italiana. Ho dovuto attendere di farmi una posizione lavorativa più solida per potermici dedicare sistematicamente: trovare cimeli holmesiani, infatti, per quanto l’avvento della rete abbia facilitato il compito, è piuttosto costoso per l’enorme popolarità del personaggio e la conseguente attrattiva che esercitano le cose che lo riguardano, su cui si aprono spesso vere e proprie aste. Aggiungo che mi hanno favorito due aspetti: l’aver bisogno di dormire poco per recuperare le fatiche di una professione dagli orari comunque estesissimi e la circostanza di non aver avuto figli. Ciò mi ha permesso di dedicare  tempo all’assidua  ricerca che richiede il collezionismo.”

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Com’è composta la collezione?

“Dei più di 50.000 pezzi, raccolti in un magazzino, visitabile a richiesta, nella mia città, la metà riguarda il cartaceo, in senso lato, ovvero non solo libri ( originali ed “apocrifi”) ma anche riviste e giornali. Bisogna tener presente che la narrativa di Holmes nasce su rivista e vi rimane per lungo tempo  prima di arrivare alla pubblicazione  in volume. Ovviamente ho messo insieme tutti i 78 numeri dello “Strand Magazine” in cui, tra fine dell’ottocento e inizio del 900, compaiono le storie del detective.

Anche in Italia la prima a pubblicare in serie i racconti holmesiani di Doyle è stata una rivista, “La Domenica del Corriere”, dal 1899 in avanti. Anche dopo che Holmes ha preso piede nell’editoria libraria, è rimasto un “prodotto” adatto alle riviste. Io conservo il numero uno della rivista “Play boy”, del 1954, con la famosa foto discinta di Marilyn Monroe: all’interno c’è un racconto di Holmes. Si tenga presente che dopo l’antologia “Il ritorno di Sherlock Homes” furono riviste americane (io le ho tutte) ad acquistare i diritti di prima pubblicazione, sottraendoli allo Strand.

Riguardo all’interesse dell’editoria americana per Conan Doyle c’è un aneddoto. Il capo redattore del Lippincott’s Monthly Magazine, nel 1890, venne a Londra per acquistare i diritti del romanzo di Doyle “Il segno dei quattro”, approfittandone per mettere sotto contratto un altro giovane scrittore inglese al suo primo romanzo. Si trattava di Oscar Wilde e del suo “Il ritratto di Dorian Gray”. 

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Quali sono gli altri settori della collezione?

 

“Una parte cospicua è dedicata al cinema di Sherlock Holmes: manifesti, locandine, fotografie ecc. Sul personaggio sono stati fatti oltre 300 film, e continuano a farsene. Molti risalgono all’epoca del muto, e purtroppo molte pellicole sono andate perdute. Di recente è stata recuperata , e riversata su dvd, la bobina di un film del 1916 interpretato da William Gillette, tratto dall’opera teatrale da lui scritta insieme a Conan Doyle, e messa in scena con successo in più di mille repliche.”

 

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Mi pare di capire che un’altra sezione importante della tua raccolta sia dedicata al teatro.

“Certo. Un mio amico collezionista americano, Howard Ostrom, si è preso la briga di censire tutti gli attori che hanno interpretato sullo schermo o sulla scena Holmes, ed è arrivato quasi a quota 10000! Io ho le foto originali autografate di 130 di loro. Quanto al teatro ho una vasta raccolta delle locandine e del programma di sala delle varie opere. Il fiore all’occhiello è la documentazione riguardante una delle prime rappresentazioni londinesi della piece, di cui ho parlato sopra, “Sherlock Holmes”, nel cui cast figura un giovanissimo debuttante nei panni di un ragazzino degli “Irregolari di Baker Street”, gli svegli monelli che collaborano con Holmes. Si tratta di un certo Charles Chaplin…”

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La tua collezione non si ferma qui, giusto?

“Assolutamente. Avendo uno spirito interdisciplinare, l’oggettistica, intesa in senso ampio, ha grande spazio. C’è di tutto. Ad esempio, sono riuscito a recuperare mazzi di carte “holmesiani” che risalgono addirittura alla fine dell’800, a dimostrazione che il “merchandising” sul personaggio fiorì immediatamente. Poi una bellissima scacchiera d’epoca coi pezzi che raffigurano i personaggi delle avventure del detective ( la signora Hudson, proprietaria dell’appartamento di Baker Street, è la regina bianca). Non mancano giochi di tutti i tipi, anche informatici, ispirati a Sherlock Holmes, provenienti da tutto il mondo, oriente compreso.

Ci sono anche statuine e suppellettili varie in ceramica, che spesso mi chiedono per mostre di questo tipo di oggetti. Pezzo forte una statuina di Holmes degli anni 50 in capodimonte. Particolare anche un vaso portatabacco tedesco di fine 800, a forma di cappello di Holmes. Credo poi di essere l’unico ad aver raccolto e catalogato diapositive di vetro che raffigurano i luoghi della londra vittoriana dove si svolgono le avventure di Holmes. Da appassionato di musica ( ho frequentato il Conservatorio studiando il pianoforte) non potevo non dedicarmi alla raccolta di dischi in vinile con musiche “sherlockiane” ( colonne sonore, canzoni ecc) Ne ho oltre 600, compresi audiolibri ante litteram con voce narrante.

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Sherlock Holmes, tutta la collezione di Gabriele Mazzoni

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Rino Casazza 

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Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si è trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora al Teatro alla Scala Di Milano. Ha pubblicato un numero imprecisabile di racconti e 15 romanzi che svariano in tutti i filoni della narrativa di genere, tra cui diversi apocrifi in cui rivivono come protagonisti, in coppia, alcuni dei grandi detective della letteratura poliziesca. Il più recente è "Sherlock Holmes tra ladri e reverendi", uscito in edicola nella collana “I gialli di Crimen” e in ebook per Algama. In collaborazione con Daniele Cambiaso, ha pubblicato Nora una donna, Eclissi edizioni, 2015, La logica del burattinaio, Edizioni della Goccia, 2016, L’angelo di Caporetto, 2017, uscito in allegato al Giornale nella collana "Romanzi storici", e il libro per ragazzi Lara e il diario nascosto, Fratelli Frilli, 2018. Nel settembre 2021, è uscito "Apparizioni pericolose", edizioni Golem. In collaborazione con Fiorella Borin ha pubblicato tre racconti tra il noir e il giallo: Onore al Dio Sobek, Algama 2020, Il cuore della dark lady, 2020, e lo Smembratore dell'Adda, 2021, entrambi per Delos Digital Ne Il serial killer sbagliato, Algama, 2020 ha riproposto, con una soluzione alternativa a quella storica, il caso del "Mostro di Sarzana, mentre nel fantathriller Al tempo del Mostro, Algama 2020, ha raccontato quello del "Mostro di Firenze". A novembre 2020, è uscito, per Algama, il thriller Quelle notti sadiche.

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