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Crimine infinito, i tentacoli della ‘ndrangheta sul nord italia

Intervista agli autori di "Crimine Infinito"

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Fulvio Benelli e Cristiano Barbarossa parlano del loro romanzo verità Crimine infinito, che offre uno spaccato impietoso sul preoccupante livello di penetrazione della più pericolosa organizzazione criminale calabrese nella società lombarda

 

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Cronaca Vera dedica due pagine al libro “Crimine infinito”, clicca sulla foto e vai al libro

 

Da Cronaca Vera

Fulvio Benelli e Cristiano Barbarossa sono due giornalisti e scrittori noti per le loro inchieste, anche televisive, sui più discussi casi di cronaca nera e giudiziaria.. Negli ultimi anni realizzato dei documentari per il programma “Tutta la verità”, trasmesso da Discovery Channel e Nove Tv. Il loro recente romanzo, “Crimine Infinito”, pubblicato lo scorso aprile da Fandango Libri è un thriller di ambientazione italiana, avvincente e pieno di colpi di scena, con tuttavia una precisa particolarità: i fatti in esso narrati sono tutti desunti, a parte i nomi dei personaggi e di taluni luoghi, dagli atti ufficiali di un’inchiesta sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste in Lombardia, durata dal 2003 al 2009 e conclusasi successivamente con la condanna di 200 persone per svariati, gravissimi reati.

Perché invece di un libro inchiesta giornalistico sull’indagine “Crimine Infinito”, avete scritto un “romanzo verità”?

La forma del romanzo è stata dettata dal fatto che abbiamo sentito la necessità di renderci testimoni non solo dei meri fatti ma anche degli altri livelli di lettura che tutta questa vicenda poteva offrire. L’aspetto interessante per noi non era la nuda cronaca, ovvero il “come” la ‘ndrangheta si sia impossessata e stia continuando a colonizzare ampi settori della società civile, dello Stato e del tessuto economico nel nostro paese, ma soprattutto il “perché”.

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Qual è la ragione delle infiltrazioni ‘ndranghetiste’?

Sono le debolezze nella quali si insinua, insiste e prolifera la criminalità organizzata. Perché un magistrato diventa organico alla ‘ndrangheta? Perché un imprenditore brianzolo finisce nelle sue maglie? Non è un caso, ad esempio, che la narrazione muova i primi passi nella produttiva Lombardia e non in Calabria. Ridurre tutto a dei fattori economici o di coercizione – che ovviamente ci sono – sarebbe stato riduttivo. C’è un problema culturale o, se vogliamo, di scelte.  Se la ‘ndrangheta è un cancro, l’Italia – e non solo, viste le tante ramificazioni all’estero – è un corpo molle, già malato. Predisposto alle sue metastasi.

A chi si rivolge il vostro libro?

A tutti, per questo abbiamo scelto la narrativa. È sì un noir, un poliziesco fitto di avvenimenti, ma racconta anche la realtà sociale del nostro paese. A noi interessa di più la verità storica rispetto alla cronaca, rappresentata dalle migliaia di pagine di atti d’indagine, che pure abbiamo letto e che segnano i passaggi e i tanti colpi di scena del romanzo. Il nostro è un libro pensato per i lettori, che hanno il diritto di essere informati, meglio se attraverso una storia intrigante e appassionante, ma è al tempo stesso anche un monito per i lettori che verranno. Crediamo che sia importante provare a lasciare una traccia per il futuro.

C’è un personaggio del vostro libro che colpisce particolarmente perché sembra davvero, per la sua straordinaria suggestività, una riuscita invenzione narrativa. Sto parlando di “Infinito”…

In realtà non è un’invenzione, perché è proprio vero che la realtà spesso supera la fantasia. Nel personaggio Infinito – che è invece il vero nome con cui viene designata una delle più alte cariche della ‘Ndrangheta- emerge con chiarezza la forma mentis delle più alte sfere del potere, la zona grigia che infesta questo Paese. Lui appare come un povero anziano attaccato a un respiratore artificiale che vive in un’anonima palazzina del nord Italia, ma in realtà -come lui stesso racconta- è il ponte segreto dove Stato e antistato si incontrano per fare affari, fino a divenire una cosa sola.

L’intervista di Rino Casazza a Fulvio Benelli e Cristiano Barbarossa sul nostro canale Youtube

 

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Che programmi avete per il futuro?

Stiamo preparando una serie di podcast, anzi delle vere e proprie docu-fiction, con più di venti attori coinvolti, tratti da un nostro format, “History noir”, sui grandi avvenimenti della storia riletti con gli stilemi del crime. L’idea è quella di far fruire la storia in un modo nuovo, più contemporaneo, meno ingessato. In contemporanea stiamo lavorando a un documentario su Daphne Caruana Galizia, la giornalista investigativa assassinata in un attentato a Malta. Poi cerchiamo nuovi produttori per realizzare altre stagioni di Tutta verità, abbiamo molti titoli in cantiere. In ultimo, stiamo mettendo a punto la sceneggiatura tratta del libro, per realizzare una grande serie tv di “Crimine Infinito”.

Rino Casazza 

Guarda gli ultimi libri di Rino Casazza – QUI

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IL LIBRO

Crimine infinito, di Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli – QUI

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Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si è trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora al Teatro alla Scala Di Milano. Ha pubblicato un numero imprecisabile di racconti e 15 romanzi che svariano in tutti i filoni della narrativa di genere, tra cui diversi apocrifi in cui rivivono come protagonisti, in coppia, alcuni dei grandi detective della letteratura poliziesca. Il più recente è "Sherlock Holmes tra ladri e reverendi", uscito in edicola nella collana “I gialli di Crimen” e in ebook per Algama. In collaborazione con Daniele Cambiaso, ha pubblicato Nora una donna, Eclissi edizioni, 2015, La logica del burattinaio, Edizioni della Goccia, 2016, L’angelo di Caporetto, 2017, uscito in allegato al Giornale nella collana "Romanzi storici", e il libro per ragazzi Lara e il diario nascosto, Fratelli Frilli, 2018. Nel settembre 2021, è uscito "Apparizioni pericolose", edizioni Golem. In collaborazione con Fiorella Borin ha pubblicato tre racconti tra il noir e il giallo: Onore al Dio Sobek, Algama 2020, Il cuore della dark lady, 2020, e lo Smembratore dell'Adda, 2021, entrambi per Delos Digital Ne Il serial killer sbagliato, Algama, 2020 ha riproposto, con una soluzione alternativa a quella storica, il caso del "Mostro di Sarzana, mentre nel fantathriller Al tempo del Mostro, Algama 2020, ha raccontato quello del "Mostro di Firenze". A novembre 2020, è uscito, per Algama, il thriller Quelle notti sadiche.

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