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Maddie McCann, svolta choc sulla scomparsa: indagato un pedofilo tedesco

La bimba inglese svanì nel nulla nel maggio del 2007 durante una vacanza in Portogallo. Ma i genitori non hanno mai perso la speranza di ritrovarla. Il sospetto, già in carcere per altri reati, viveva all’epoca vicino al resort dei McCann

 

 

Nuova svolta nell’inchiesta sulla scomparsa della piccola Maddie McCann: gli inquirenti hanno indagato un pedofilo tedesco di 43 anni. Secondo l’ipotesi di lavoro la bimba sarebbe stata uccisa poco dopo la sua sparizione nel 2007.

LA SCOMPARSA – Accade il 3 maggio 2007. La bimba inglese Madeleine Beth McCann, detta Maddie, ha tre anni. Si trova con papà e mamma nel villaggio vacanze di Praia da Luz, in Algarve, Portogallo. I genitori Gerry e Kate, medici originari di Leicester, l’hanno lasciata a letto a dormire con i fratellini gemelli di due anni e fanno avanti e indietro dal ristorante in cui sono andati a mangiare con gli amici a pochi decine di metri. Finchè, all’ennesimo controllo, trovano la porta aperta (ma senza segni di effrazione) e il letto vuoto. Da allora, della bimba, non ci sarà più alcuna notizia. Le diverse segnalazioni non troveranno alcun riscontro. Dov’è andata Maddie?

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L’INCHIESTA – L’inchiesta porta ovunque. Inizialmente finiscono nel mirino le persone vicine all’hotel. Il primo è tale Robert Murat, indagato con un amico e la fidanzata. Due anni più tardi il Daily Star avanza l’ipotesi che Maddie sia stata vittima di Clermont Freud, discendente del padre della psicanalisi e residente nei pressi. Solo che all’epoca dei fatti era già morto. Tocca poi a due pedofili detenuti in Scozia, Charles O’ Neill e William Lauchlan, già condannati a 30 e 26 anni di reclusione: Scotland Yard li interroga sui loro frequenti viaggi in Portogallo fin dal 2006. Un buco nell’acqua. Le segnalazioni proseguono dal Paraguay al mercato di Leh, nell’India settentrionale. Fino alla più recente, a Roma, quando una clochard viene scambiata per Maddie: ma si tratta di una svedese di 21 anni, Embla Jauhojärvi ed è affetta dalla sindrome di Asperger.

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LA SPERANZA – La speranza di ritrovarla viva dei genitori non è mera illusione. L’ultima volta è accaduto appena qualche giorno fa, quando è stato ritrovato un cinese rapito alla famiglia e venduto a genitori adottivi nel lontano 1988. Ma in cronaca ci sono altre clamorose svolte: viva era ad esempio Natascha Kampusch, rimasta segregata otto anni dietro la porta blindata della casa di Wolfang Priklopil. E vive erano Gina De Jesus, Amanda Berry e Michelle Knight, tenute ostaggio per anni da un conducente di autobus, Ariel Castro.

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LA SVOLTA – Ora l’ipotesi choc: Maddie sarebbe stata rapita e uccisa da un pedofilo seriale tedesco di 43 anni. La Procura tedesca è chiara: “Crediamo che Madeleine McCann sia morta”. Ma i genitori della bimba sono ora pronti a qualsiasi verità: “Noi continuiamo a sperare di riabbracciarla, ma siamo grati alle autorità per queste nuove informazioni. Qualunque sarà il risultato finale dell’inchiesta, desideriamo che si arrivi a una conclusione per ritrovare la pace che abbiamo perduto”. Il sospettato è Christian Brueckner, condannato a sette anni per violenza sessuale su un’americana 73enne, violentata proprio a Praia da Luz diciotto mesi prima della scomparsa di Maddie. All’epoca Brueckner risiedeva lì, in una fattoria dalla quale si spostava in camper. Fu anche sfiorato inizialmente dall’inchiesta, ma poi finì nel mare di piste abbandonate. A riaccendere i riflettori su di lui, con numerosi precedenti per droga, furto e abusi sui minori, una chat intercettata nella quale si sarebbe vantato con un amico di sapere tutto sulla fine della bimba. Gli inquirenti. La polizia è convinta che possa aver avuto dei complici e ha lanciato un appello a chiunque possa fornire ulteriori notizie, diffondendo i suoi numeri telefonici e quelli di una persona con cui parlò per mezzora il giorno della scomparsa di Maddie. Ha diffuso anche il numero di targa di una Jaguar a cui il giorno dopo Brueckner cambiò la proprietà. Di certo, è ancora troppo presto per capire se stavolta sia stata imbeccata la strada giusta.

Manuel Montero

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Manuel Montero

Manuel Montero scrive da vent’anni per diversi settimanali nazionali. Ha pubblicato nel 2019, per Algama, Fenomeni Paranormali Italiani, in cui ha raccontato storie di cronaca, fatti ed eventi apparentemente incredibili, raccolti in prima persona negli anni sulla Penisola. In allegato a Il Giornale (e in ebook per Algama) sono invece usciti i volumi Telefilm Maledetti, dove l’autore narra la triste fine di alcuni dei più amati protagonisti di telefilm degli anni Settanta e Ottanta. E Wuhan - Virus, esperimenti e traffici oscuri nella città dei misteri.

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