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Il medico Attilio Galmozzi: “Dopo l’emergenza coronavirus, sanità lombarda da riformare”

Il medico cremasco impegnato nella lotta al coronavirus non ha dubbi: “La sanità fondata sui numeri, sui DRG e sui tagli (in Lombardia soprattutto) ha fallito miseramente.  Adesso è il tempo di rifondare e ripensare globalmente un servizio che, altrimenti, muore vittima di se stesso”

 

La sanità lombarda? Totalmente da rifondare e il cambiamento deve partire dal basso, dalla base, questo in estrema sintesi il contenuto, di un post, pubblicato (vedi nello spazio sottostante), sulla sua pagina Facebook, nei giorni scorsi dal dottor Attilio Galmozzi, medico in trincea, coi suoi colleghi dell’ospedale Maggiore di Crema, nella lotta al maledetto virus.
Comunque la sanità fondata sui numeri, sui DRG e sui tagli (in Lombardia soprattutto) ha fallito miseramente. 
Adesso è il tempo di rifondare e ripensare globalmente un servizio che, altrimenti, muore vittima di se stesso .
Ogni idea per cambiare deve venire dal basso.. altrimenti sono solo chiacchiere e distintivo 
State sempre attenti e proteggetevi sempre, mi raccomando.
 
La Lombardia e in particolare la provincia di Cremona, ecco, dal Covid-19 sono state messe a ferro e fuoco. Qualcosa nella gestione della, per carità: straordinaria, emergenza non ha funzionato. E di conseguenza, magari ascoltando proprio i dottori di frontiera, inevitabilmente tante cose dovranno cambiare. Ah … in tempi da pre virus, le differenze tra sanità pubblica, in Lombardia, e non per colpa degli addetti ai lavori pubblici, e settore privato (poteva dare di più nella lotta al Coronavirus?), beh era abissale. E ciò non era cosetta da poco, vi pare?
Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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