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LE CAUSE DELLA PANDEMIA ALTERNATIVE AL CORONAVIRUS

Le teorie complottiste sul virus che terrorizza il mondo

Coronavirus, impazzano le teorie complottiste: tutte le nuove, folli, teorie della cospirazione sul Covid-19 che sta terrorizzando il mondo,

 

In tre recenti post, ho dato conto delle due principali teorie cospirazioniste fiorite non appena si è diffusa la pericolosa pandemia che ci sta tenendo col fiato sospeso.
Le ricordo brevemente.

La prima, che possiamo chiamare “fantarealistica” sostiene che l’epidemia ha un’origine artificiale, come nel romanzo di Stephen King “L’ ombra dello scorpione“.  Il coronavirus sarebbe un letale microrganismo creato in un laboratorio militare segreto per la guerra batteriologica. Da lì sarebbe fuggito accidentalmente, oppure potrebbe esser stato diffuso all’esterno a scopo ostile, per danneggiare nazioni avversarie sullo scacchiere mondiale. Hanno finito per crederci anche alcuni diplomatici cinese e americani, gli uni contro gli altri.

La seconda, che possiamo chiamare “negazionista”, sostiene che l’epidemia è un inganno propagandistico. Le fonti informative ufficiali, asservite a forze oscure, starebbero facendo credere all’opinione pubblica che un virus inesistente, o in realtà del tutto innocuo, stia mietendo vittime. Scopo di questa spregiudicata manipolazione sarebbe creare allarme per distribuire poi in tutto il mondo uno pseudo vaccino, già pronto, con astronomici guadagni per le colluse multinazionali del farmaco.

Negli ultimi giorni, entrambe queste teorie stanno perdendo credito agli occhi degli stessi che le hanno avanzate.
La prima è minata dal diffondersi del contagio ovunque, con danno di tutti. Ciò lascia spazio  solo all’ipotesi della catastrofe accidentale, che ai cospirazionisti, da sempre sostenitori che nelle vicende della storia c’è la mano di un “Grande vecchio” , non può piacere.
La seconda è smentita da un fatto incontrovertibile, drammaticamente confermato dall’immagine della colonna di camion dell’esercito che trasferiscono altrove le troppe bare che il cimitero di Bergamo non riesce a gestire: l’epidemia non è un inganno dei media, esiste eccome.
Così, stanno prendendo piede spiegazioni complottiste diverse.
Le più suggestive sostengono che l’ondata di malati e di morti non sarebbe provocata dal coronavirus, ma da altri fattori scatenanti che si vogliono nascondere.
Inevitabile che torni in ballo lo spauracchio dei cospirazionisti: i vaccini.

Secondo taluni l’imperversare del virus nella provincia bergamasca sarebbe in stretta relazione con una vasta campagna di vaccinazioni contro la meningite, coinvolgente oltre 30000 persone, condotta recentemente in quelle zone.
Molti ricorderanno che lo scorso anno, in alcuni paesi vicino alla costa bergamasca del lago d’Iseo, si erano verificati casi di meningite fulminante, provocando una corsa alla vaccinazione che aveva debellato il fenomeno.
I complottisti sostengono che quell’improvvida vaccinazione di massa avrebbe favorito lo svilupparsi, questo inverno, della pericolosa polmonite bilaterale interstiziale che l’informazione ufficiale starebbe artatanente additando come complicazione dell’influenza da coronavirus.

È appena il caso di indicare il punto debole di questa teoria: come mai quel tipo di polmonite si è diffuso in altre parti d’Italia e del mondo dove non risulta essere avvenuta alcuna recente vaccinazione a tappeto contro la meningite?
Così, ecco che si scomodano altre cause più diffuse della malattia.

La prima è la famigerata rete informatica “5 G”, un altro dei bersagli preferiti dei complottisti. Questa tecnologia, in grado di far fare un salto di qualità al sistema delle comunicazioni, è  in fase di sperimentazione. I colossi mondiali  che portano avanti il progetto, con enormi investimenti, stanno premendo perché l’innovazione venga realizzata. Sono stati eseguiti numerosi test, controversi per i presunti  effetti nocivi che le radiazioni elettromagnetiche sviluppate dalla nuova rete avrebbero sulla salute umana.
I complottisti denunciano che sarebbero in corso, all’insaputa dell’opinione pubblica, test sempre più spinti in tutto il mondo.
Ebbene: l’ondata anomala di polmoniti interstiziali, con significativa mortalità, registratasi all’inizio del 2020 non si dovrebbe al coronavirus, ma all’estesa sperimentazione della rete 5 G.

Le multinazionali coinvolte nel progetto sarebbero interessate, per evitare le ingenti perdite derivanti dal suo fallimento, a nascondere i gravi danni alla salute causati dalla sua realizzazione.
Così, pagherebbero governi e media per depistarci con la falsa notizia di una pandemia virale.
Assai singolare è la tesi sostenuta in alcune interviste da un medico che si presenta come specialista  in psichiatria e pneumologia.

Secondo costui, il coronavirus causerebbe una normale influenza, e forse neanche quella.
A causa del clima di panico creato dai media i pazienti, ricoverati con sintomi respiratori non preoccupanti, subirebbero un tale contraccolpo al loro morale, apprendendo di essere positivi al coronavirus, da sviluppare, per effetto psicosomatico, una polmonite letale…

La teoria alternativa più curiosa si deve ad Adriano Panzironi, giornalista da tempo nell’occhio del ciclone per aver ideato una dieta rivoluzionaria e lanciato sul mercato un integratore alimentare che la supporterebbe.

Panzironi sostiene che per migliorare la nostra salute e aumentare la nostra longevità  dovremmo rifuggire assolutamente dai carboidrati, alimento principe della dieta mediterranea.
La teoria di Panzironi viene considerata unanimemente destituita di fondamento scientifico, tanto che l’Agicom è intervenuta per sanzionare alcune trasmissioni televisive in cui il singolare ancorman la divulgava, pubblicizzando l’integratore da lui brevettato.

Ebbene: Panzironi  in questi giorni ha dato altro lavoro all’Agcom, per aver sostenuto, via etere, che l’insorgere e lo svilupparsi del contagio da coronavirus sarebbe dovuto al consumo di carboidrati, improvvidamente non scoraggiato dai dietologi ufficiali…

Rino Casazza

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Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si è trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora al Teatro alla Scala Di Milano. Ha pubblicato una cinquantina di racconti e undici romanzi che svariano in tutti i filoni della narrativa di genere, tra cui diversi apocrifi che vedono rivivere come protagonisti i più grandi detective della letteratura di genere. Gli ultimi romanzi pubblicati sono Il serial killer sbagliato, Algama, 2018; Al tempo del Mostro, 2018, rivisitazione in chiave fantascientifica della vicenda del Mostro di Firenze; il libro per ragazzi Lara e il diario nascosto, Fratelli Frilli, 2018, scritto insieme a Daniele Cambiaso e, sempre in collaborazione con lo stesso autore, L’Angelo di Caporetto, 2017, uscito prima per Algama e poi in allegato a Il Giornale nella collana “Romanzi storici”, Gli enigmi di Don Patrizio, Algama, 2016. Per la collana Gli apocrifi di Algama sono usciti: Sherlock Holmes, Padre Brown e l’ombra di Dracula ; Padre Brown, Philo Vance e l’Angelo della Morte, ; Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata ; Sherlock Holmes, Auguste Dupin e il match del secolo ; Sherlock Holmes, Charlie Chan e il salvataggio del Titanic salutati con grande favore dalla critica per l’originalità delle trame. L'ultima fatica è un trittico di romanzi apocrifi su Auguste Dupin, l'investigatore inventato da Edgar Allan Poe Sempre per Algama ha pubblicato l’antologia Il trucco dei due poliziotti, 2019.

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