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Il mostro di Firenze in un’insolita salsa: quella fantascientifica

 

Ebbene sì: è giunto il momento di rivelarlo.

Il romanzo breve “AL TEMPO DEL MOSTRO” (disponibile QUI in ebook e QUI  in cartaceo)  narra  il tentativo di catturare il celeberrimo “serial killer delle coppiette” riuscendo a prevederne, con un metodo fantascientifico, le azioni future, ma finisce per sconfinare, inevitabilmente,  nel suo naturale sviluppo :  i viaggi temporali.

Un volo di fantasia, ma fino a un certo punto.

Durante l’inchesta sul “Mostro”, alla determinazione matematica del futuro, con un modello che quantifichi e riesca a mettere in relazione le innumerevoli variabili in gioco,  si ricorse davvero.

Sto parlando delle cosiddette “equazioni di Volterra”, applicate in zoo-biologia per descrivere l’evoluzione di sistemi in cui interagiscono prede e cacciatori.

Su come l’Arma dei Carabinieri, dopo il “delitto degli Scopeti”, esasperata dal persistente fallimento delle indagini, decise di rivolgersi ad un esperto di tale modello matematico, già consultato nella lotta alle Brigate Rosse, ho scritto QUI.

Per quanto riguarda i viaggi nel tempo, oramai la loro possibilità è riconosciuta da tutte le più accreditate teorie fisico-cosmologiche. Solo, non è stata ancora inventata, almeno per il momento,  una tecnologia che ne consenta la realizzazione.

Perché escludere che, negli anni 80, qualcuno particolarmente geniale, nella fattispecie il giovane scienziato protagonista di “AL TEMPO DEL MOSTRO”, potesse esserci riuscito?

A rafforzare questo assunto è la sensazione, da spettatore della saga del “Mostro di Firenze” nel suo terribile dipanarsi, e poi negl’insoddisfacenti tentativi, investigativi e giudiziari, di far luce su di essa,  che per venirne a capo fosse e ancora sia necessario un approccio totalmente innovativo ed anzi straordinario.

Me lo dice  che, a cinquant’anni dal primo delitto del “Mostro”, una spiegazione convincente di chi fosse , e come e perché agisse, ancora manchi.

L’impreparazione degli inquirenti, la straordinaria astuzia dell’assassino, e la difficoltà oggettiva di indagare sui serial killer, che colpiscono vittime con le quali non hanno alcun legame diretto, non convincono del tutto.

Almeno non chi come me ha vissuto il tempo del Mostro.

Rino Casazza

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Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si è trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora al Teatro alla Scala Di Milano. Ha pubblicato una cinquantina di racconti e undici romanzi che svariano in tutti i filoni della narrativa di genere, tra cui diversi apocrifi che vedono rivivere come protagonisti i più grandi detective della letteratura di genere. Gli ultimi romanzi pubblicati sono Il serial killer sbagliato, Algama, 2018; Al tempo del Mostro, 2018, rivisitazione in chiave fantascientifica della vicenda del Mostro di Firenze; il libro per ragazzi Lara e il diario nascosto, Fratelli Frilli, 2018, scritto insieme a Daniele Cambiaso e, sempre in collaborazione con lo stesso autore, L’Angelo di Caporetto, 2017, uscito prima per Algama e poi in allegato a Il Giornale nella collana “Romanzi storici”, Gli enigmi di Don Patrizio, Algama, 2016. Per la collana Gli apocrifi di Algama sono usciti: Sherlock Holmes, Padre Brown e l’ombra di Dracula ; Padre Brown, Philo Vance e l’Angelo della Morte, ; Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata ; Sherlock Holmes, Auguste Dupin e il match del secolo ; Sherlock Holmes, Charlie Chan e il salvataggio del Titanic salutati con grande favore dalla critica per l’originalità delle trame. L'ultima fatica è un trittico di romanzi apocrifi su Auguste Dupin, l'investigatore inventato da Edgar Allan Poe Sempre per Algama ha pubblicato l’antologia Il trucco dei due poliziotti, 2019.

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