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Riscaldare la casa gratis

bancali e stufa

 

Le bollette aumentano. Le tecnologie per risparmiare funzionano. Ma costano care e per rientrare della spesa occorrono diversi anni. Una specie di circolo vizioso per chi deve fare i conti a fine mese e riscaldare la casa per tutto l’inverno.  Tuttavia esistono sistemi antichi e troppo spesso ignorati che permettono addirittura di ridurre a zero i costi di riscaldamento e gas. Certo, dipende da dove vivete e da quanto è grande casa. Ma le foto che riportiamo dimostrano come ciò che stiamo per raccontarvi sia una realtà assolutamente consolidata. L’idea è, se vogliamo, perfino banale. Anche se gli unici a sfruttarla a pieno sono alcuni pensionati o chi ha un po’ di tempo libero nel weekend e, fondamentale, una stufa a legna con cui riscalda casa.

Bancali tagliati e accatastati in cartoni
Bancali tagliati e accatastati in cartoni

Chi vive in una grande città starà già storcendo il naso, perché è raro trovare qualcuno che abbia ancora la stufa a legna. Ma fuori dai grandi centri, il mercato delle stufe a legna si difende ancora bene rispetto alle più moderne, tecnologiche ed ecologiche stufe a pellets. Senza contare il rincaro che il pellets ha avuto negli ultimi anni, proprio perché il suo risparmio rispetto al metano è effettivo.

 

C’è poi chi ha installato incassi per i camini, che ottimizzano la combustione della legna. Ma il problema che tutti hanno è appunto il costo della materia prima: in questo caso, la legna da ardere. La scelta è ampia: faggio ed olmo sono i più gettonati, mentre pioppo e betulla i più indicati per l’accensione. Solo che costano in media dai 9-10 euro al quintale, quando sono in offerta. E in inverno se ne consumano molti, moltissimi, quintali.

 

L’idea sta qui. Diverse aziende hanno in magazzino centinaia di bancali che, usati una o più volte, vanno smaltiti. Vuoi perché rotti in parte, vuoi perché usurati. Smaltirli costa, come sempre. Questi bancali hanno il privilegio che, essendo in giro da molto tempo, sono secchi, non lasciano dunque resine e bruciano bene. Sicchè non è difficile trovare aziende che questi bancali li regalano a chi se li va a prendere, pur di non pagare lo smaltimento. Parliamo di decine di bancali per volta.

Fatevi un giro e cercateli. Recuperateli. Eliminate quelli verniciati o le sole parti verniciate.

Avrete ora due soli problemi. Il primo, ovviamente, è che dovrete tagliarli. E quindi avete bisogno di una sega elettrica, meglio una circolare. E soprattutto, di un po’ di tempo.

Il secondo problema è che la legna dei bancali dura meno delle altre.

Ma tanto è gratis. E ce n’è in quantità smisurate.

bancali in cestoC’è chi in primavera-estate ne taglia e mette da parte oltre 100 quintali per l’inverno, stipandoli in scatoloni di cartone, sempre recuperati gratis da alcune aziende o dai centri commerciali.

 

Quando parlo di questo argomento, a volte mi sento obiettare da qualcuno che questo tipo di legna potrebbe rovinare con le resine le canne fumarie. Fermo restando che le canne fumarie vengono intasate se sono piccole (nelle case più vecchie sono decisamente più larghe), come ho scritto, si tratta per contro di legna molto secca, che non lascia resina.

 

A chi la usa da oltre trent’anni ho chiesto quante volte fosse stata necessaria una pulizia straordinaria della canna fumaria, e cioè la chiamata di uno spazzacamino a casa per liberare eventuali ingorghi. La risposta, di tutti, è stata: «Ad oggi, mai». Mai, in oltre trent’anni, mi pare un’ottima garanzia di risultato.

Se si pensa che le stufe in ghisa di oggi riscaldano fino a 100 metri quadrati, e che sopra, si può pure cucinare, si può ben capire perché c’è gente che alla voce riscaldamento e gas in bolletta registri cifre vicino allo zero. È vero, ci vuole lavoro e tempo.

Ma vuoi mettere la soddisfazione di rendersi autonomi? E di non tremare all’arrivo della bolletta?

 

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Un commento

  1. Ciao, ottima soluzione. Ma come accennavi anche tu nell’articolo, non la vedo ideale per chi abita in città, ma anche per chi abita fuori città ma vive in case non troppo spaziose.
    Un appartamento o una bifamiliare non dispongono di tutto lo spazio delle case di una volta: spesso i garage sono piccoli, non c’è la possibilità di tenere una casetta o un ricovero per la legna e gestire quindi le scorte di legna per l’inverno diventa difficile, a meno che- come fa mio fratello- non si “sfrutti” la casa di campagna dei genitori come deposito e all’occorrenza 🙂
    In città la soluzione economica alternativa è il riscaldamento a GPL, che è un buon compromesso ad un buon prezzo.

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