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La Juve in finale di Coppa Italia è punzecchiata da Piero Ausilio e bocciata da Zazzaroni

La società bianconera andrebbe rinforzata con dirigenti da Juventus tipo Alex Del Piero, no?

Il direttore sportivo del club Piero Ausilio, ai microfoni di Sky Sport, lunedì scorso non ha mancato di mandare una frecciata a chi ha conteso lo Scudetto all’Inter per buona parte di campionato: la Juventus di Massimiliano Allegri, che ieri dopo la fine della partita si è congratulata con i nerazzurri per il trionfo. Così ha parlato, verso il team bianconero, Ausilio: “Bisogna crederci per dare inizio al lavoro: noi, a differenza di altri, non ci siamo mai nascosti  dietro alla qualificazione Champions”. Intanto la Juve ha staccato il pass per la finale di Coppa Italia. Nonostante una grande Lazio e la sconfitta, la squadra di Massimiliano Allegri ha superato il turno grazie al 2-0 conquistato a Torino nel match d’andata. Il match è finito 2-1, coi ragazzi di Tudor che a inizio ripresa – grazie a una doppietta del Taty Castellanos – avevano già riequilibrato il discorso qualificazione.

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A fare la differenza nei 180 minuti i due protagonisti meno attesi: entrati solo nella ripresa, Weah e Milik all’85esimo hanno collezionato il gol che ha fissato il punteggio sul definitivo 2-1. E hanno permesso alla Juventus di guadagnarsi la finale. Ah, così, il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, sulle frequenze Mediaset ha commentato la vittoria bianconera: “Una delle peggiori Juve dell’anno obiettivamente, poi ha ottenuto il risultato e va bene così per gli juventini. La Lazio meritava di vincere, non dico di passare, non so nel doppio confronto, però  francamente…. Weah tira fuori, in Curva Tevere, ma c’era Milik che l’ha messa dentro. Ho visto che hanno festeggiato come se avessero vinto la Coppa dei Campioni, vuol dire che ci tenevano tanto, c’era tensione, però la prestazione non c’è stata”. Insomma, tutti attaccano la Juve, ma non è che al direttore sportivo Cristiano Giuntoli, in società servirebbe un vicepresidente alla Chiellini o Del Piero per potenziare l’organigramma societario? 

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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