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Giallo di Arce: la porta non è l’arma del delitto. Ma quanti soldi pubblici spesi invano per dimostrarlo – VIDEO

Giallo di Arce: nuovo intervento del celebre criminologo Carmelo Lavorino su Fronte del Blog in merito al delitto di Serena Mollicone

giallo di arce

Dal 2018 dico che nel giallo di Arce “la porta non è l’arma del delitto” di Serena Mollicone. L’ho ribadito anche in quest’intervista video a Teleuniverso. Nel frattempo sono stati spesi soldi del contribuente per dimostrare la congettura degli inquirenti, cioè, che la porta era l’arma del delitto. Una congettura sciagurata figlia dell’intuizione senza basi logiche e investigative partorita dalla mente di un maresciallo e nutrita da qualche giornalista provincialotta, per poi insinuarsi come il veleno della vipera nella sedimentazione del pressappochismo.

Serena Mollicone, perchè due sindaci non rispettano la presunzione d’innocenza? – GUARDA

Poi arrivarono gli esperti del Labanof, decine di migliaia di euro: poi arrivarono tre militi dell’Arma che prestavano servizio presso i Ris: altri soldi…

blankIl Giallo di Arce – Omicidio Serena Mollicone: La Super-consulenza e la Super-difesa che hanno fatto assolvere la famiglia Mottola e impedito un terribile errore giudiziario.blank

 

Il sistema giudiziario di consulenti investigativi pretendeva la “porta arma del delitto”… e così fu. Morale della favola: Se  gli inquirenti avessero ascoltato il sottoscritto le cose sarebbero andate meglio!

Carmelo Lavorino

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Carmelo Lavorino

Carmelo Lavorino, criminologo investigativo e criminalista, profiler ed analista della scena del crimine, è fondatore e direttore del CESCRIN (Centro Studi Investigazione Criminale) e della rivista DetectiveCrime. Già docente universitario in "Tirocinio sopralluogo e scena del crimine" e in “Protezione delle istituzioni, persone ed eventi” presso l'Università di L'Aquila al Corso di Laurea Scienze dell'Investigazione. E' relatore presso Master Universitari e di alto livello. Si è interessato di oltre 200 casi d'omicidio, fra cui i delitti del Mostro di Firenze e del processo a Pietro Pacciani, di Via Poma vittima Simonetta Cesaroni, del serial killer Donato Bilancia, di Cogne vittima Samuele Lorenzi, di Arce (sia per la difesa di Carmine Belli, sia per la difesa della famiglia Mottola), del piccolo Tommaso Onofri, di morti equivoche e di omicidi camuffati da suicidi come le morti di Viviana Parisi e Gioele Mondello (Giallo di Caronia), di Glenda Alberti, di Claudia Agostini, di Marcella Leonardi, di Rodolfo Manno, del brig. Salvatore Incorvaia, di cold cases, rapine e violenze sessuali. È specializzato in investigazione criminale, esame ed analisi della scena del crimine e del modus operandi del soggetto ignoto autore del crimine, organizzazione e coordinamento di Pools tecnici e investigativi, management dell'investigazione criminale, BPA (Bloodstain Pattern Analysis – Analisi dello schema di formazione delle macchie di sangue), analisi criminali sistemiche. E' creatore del Metodo MOCCI (Modello Operativo Criminalistico Criminologico Investigativo) e dell'ACCISF (Analisi Criminalistica Criminologica Investigativa Sistemica Forense).

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