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Discorso pubblico nr.2 – IL COVID

Siamo prigionieri di un talent show dove non c'è neppure Mika a dirci “Bravi, siete sopravvissuti".

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Italiani!
Compaesani, comprimari, compagni e camerati di ogni ordine morale ed immorale. Tradizionalisti, rivoluzionari, assuefatti e circoscritti. E’ il vostro nuovo Presidente che vi parla.
Avete avuto il Covid quest’anno? Ben fatto. Le mammelle di mamma vi hanno nutrito facendovi sopravvivere. Le vostre tasse in camice bianco vi hanno pulito il culo mentre eravate in terapia intensiva. Vi hanno assistito, protetti. Hanno tagliato la corda del cappio che vi teneva appesi al lampadario sapendo che, visto come girano gli affari lordi nel nostro paese, avreste tirato giù il soffitto prima di riuscire a suicidarvi.
Sostenitori dei miei coglioni, avete votato un Dj da discoteca nonostante siate nati a Montelusa. Avete ascoltato Giorgia dire da Fazio “Non vorrei essere nei panni di Conte” e poi vi siete lamentati degli immigrati, dei negri, come al solito. Come se il problema fossero loro.
Il problema non sono loro e, in linea di massima, nemmeno voi. Il problema sono i vecchi che non capiscono un cazzo. I vecchi che si masturbano al bar, la domenica mattina sul presto, con un bianco nella destra e la Marlboro nella sinistra. La mascherina abbassata sull’inguine per proteggere gli starnuti e le chiacchiere sull’ultimo infortunio durante la partita.
E’ un anno infausto, cari sostenitori. Mentre Burioni sosteneva che il virus non sarebbe mai arrivato nel nostro paese eravate già tutti con il cappello in testa pronti ad emigrare al sud, da mamma e papà, incasinando l’ecosistema locale. Dove c’è il mare più bello del mondo, ovviamente.
Il precedente governo, quello del foggiano elegante per intenderci, ha sfornato regole a raffica, a cadenza irregolare, senza un reale senso pratico. Ha mandato a fare in culo ristoratori e baristi dando loro una mancia che nemmeno al senegalese davanti alla Conad ti sentiresti d’offrire. Ha maciullato il mondo dello spettacolo, dell’arte (che tanto ci fa divertire) chiudendo tutto. Il forum di Assago vanta diecimila posti, lo riducevi a duemila, ti facevi pagare le spese di gestione e basta, mantenevi tutte le famiglie dietro ad un concerto di Samuele Bersani e con zero rischi.
Ma c’è un comitato scientifico che spariglia le zone. Rosse, arancioni e gialle. Discriminando in tal modo i daltonici, che tanto ci fanno divertire.
Voglio tornare sull’argomento Covid, cari sostenitori. E lo voglio fare con una domanda che attanaglia tutti noi, spettatori incolpevoli della sagra dell’idiozia: ma dove stracazzo se ne vanno i vecchi?
Perché te li trovi tutti attorno al supermercato, ad ogni ora del giorno e della notte, aggrappati ad un bastone o ad un trolley, con la tessera dimenticata a casa, gli spiccioli nel portafoglio da contare e ricontare. Davanti al panettiere a discutere del governo, dal tabaccaio a giocare al lotto discutendo del governo, da quello che vende cornici, da quello che risuola le scarpe, nel negozio di elettronica, nel negozio di vestiti per neonati, nel cortile della scuola privata, nel centro massaggi cinese che dovrebbe essere chiuso.
Ma cosa stracazzo ci fanno in giro? Il Covid li sterminerà tutti, con una michetta in mano, con una scarpa risuolata in mano, con un quadretto in bianco e nero in mano, con un uccello moscio in mano, di una cinese. Dove vagano, perché? I morti sono quasi tutti over 70. Ci stiamo cagando addosso per loro e non ci arrivano.
E anche per Carlo Conti o Cattelan, sia chiaro. Siamo pur sempre italiani.
La verità, amici miei, è che non ne sappiamo nulla. Non sappiamo da dove sia nato questo virus né perché. Siamo in balia di complottisti, stregoni, virologi in cerca di fama, politici in cerca di fama, giornalisti in cerca di fama, tipo Porro. Siamo prigionieri di un talent show dove non c’è neppure Mika a dirci “Bravi, siete sopravvissuti.”
E se sopravviveremo, prima del vaccino o dell’immunità di gregge, sarà solo per i nostri cazzo di grigi eroi. I medici che ci puliranno il culo, i baristi ed i ristoratori sacrificabili, le maestranze che tanto ci hanno fatto e ci fanno divertire. A tal proposito, comodo esibire Proietti come trofeo nazionale dopo aver sminuito tutta la sua categoria reputandola sacrificabile.
In conclusione, fratelli elettori, ricordate che io sarò sempre qui per voi. Sul mio trono, chilometri sopra la vostra testa, con una corona di spine come monito ed un presentimento:
ve la prenderete nel culo o vi salverete nonostante e, comunque grazie, al sottoscritto.

 

Alex Rebatto

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Alex Rebatto

Alex Rebatto, classe 1979. Ha collaborato nei limiti della legalità con Renato Vallanzasca ed è stato coautore del romanzo biografico “Francis”, sulle gesta del boss della malavita Francis Turatello (Milieu editore), giunto alla quarta ristampa. Ha pubblicato il romanzo “Nonostante Tutto” che ha scalato per mesi le classifiche Amazon. Per Algama ha pubblicato il noir "2084- Qualcosa in cui credere"

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