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Matteo Messina Denaro arrestato con il suo autista: l’autista con le manette, il boss senza

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Matteo Messina Denaro è stato arrestato dopo 30 anni di latitanza. Due, forse tre tumori da curare, il capo dei capi di Cosa Nostra era in coda con il suo numerino alla clinica La Maddalena di Palermo per sottoporsi alla chemioterapia in day hospital con il falso nome di Andrea Bonafede, lo stesso – dicono – del nipote di un suo fedelissimo.

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Sopra, Matteo Messina Denaro all’uscita della caserma di San Lorenzo. Sotto, l’arresto del suo autista Giovanni Luppino

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Gli hanno chiesto come si chiamasse e non si è celato: «Sono Matteo Messina Denaro». Non ha opposto resistenza. Appare dimesso, più vecchio dei suoi 60 anni. Uno degli uomini in teoria più pericolosi del mondo, o almeno d’Italia, esce dalla clinica senza manette. I carabinieri che lo scortano poi all’uscita dalla caserma di San Lorenzo, un uomo e una donna, non indossano nemmeno il mefisto.

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Matteo Messina Denaro

Camminano, non sembra esserci fretta. Gli fanno spazio sul furgone, lo fanno accomodare, poi partono.

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Con il boss dei boss viene arrestato anche il suo autista, o almeno la persona che lo ha portato alla clinica per le cure.

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L’arresto di Giovanni Luppino

Si chiama Giovanni Luppino, commerciante di olive e agricoltore, incensurato. A lui le manette le mettono. E i due carabinieri che lo portano sulla macchina delle forze dell’ordine indossano il mefisto.

Edoardo Montolli

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Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Il suo ultimo libro è I diari di Falcone (Chiarelettere, 2018)

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