Culturesocietà

Illegalité, Sfraternité, Illiberté. La storia non insegna!

La storia non insegna, l’esperienza del proibizionismo americano con le mafie a gestire il flusso degli alcolici, feste e scommesse, e i cittadini diventati per la maggior parte fuorilegge per una pinta di birra, non è servito a capire che più si proibisce in totale chiusura più la gente si arrangia come può per vivere le proprie abitudini, sane o malsane che siano, ma senza le quali la vita perde di quel poco di senso che già ha.

In questo anno da lockdown intermittente dopo un primo momento di vero autoisolamento, abbiamo visto nascere la Carboneria della vitalità da una parte e la vigliaccheria della delazione dall’altra. È stato spronato l’animo umano a dare il peggio di sé: non ne usciremo migliori, ne usciremo più furbetti tutti. Chi salta la fila e passa davanti agli anziani per farsi vaccinare in nome della propria categoria e del proprio sal cazzo cosa. Chi è passato da essere no vax, posizione idiota come tutte le posizioni estremiste, a sostenitore indefesso di vaccini sperimentali che comunque sperimenteremo noi per vedere come va a finire. Chi da mamma si è trasformata in tenutaria di asili nido abusivi per consentire ad altre mamme di lavorare, chi ha rivenduto computer scassi per la didattica a distanza, chi ha cercato di riaprire il proprio bar o locale facendo entrare i clienti dalla cantina pur di tirare avanti la giornata.

L’Italia si riconferma il paese dell’illegale tollerato a volte e punito a caso.  Tutti delatori della vita altrui pronti a chiamare il 113 se dai balconi vediamo dei ragazzi giocare. Tutti fotoreporter d’assalto a fotografare nei parchi e sulle rive dei fiumi “gli altri” ma nessuno che posti foto delle realtà metropolitane, dei supermercati dove Tutti ci accalchiamo come gregge a far la spesa terrorizzati dal chiudiamo tutto. Un’altra trovata intelligente è la scelta di rendere differenti un negozio di sport e uno di abbigliamento per esempio, il primo aperto i secondi no, così affolliamo i negozi di sport per comprarci un paio di jeans o solo per passare il pomeriggio.  O l’idea di chiudere i negozi di giocattoli ma trovare aperti i grossi centri del giocattolo, stesso articolo, per esempio il giorno prima di Santa Lucia o Natale in modo che tutti là dobbiamo andare.

Non so come andremo avanti, tantomeno dove andremo a finire. Certo i soldi mi sono già finiti e la pazienza pure.  Questo lockdown è culturale; la leggerezza con cui vengono azzerate le libertà basilari e ignorata l’importanza dei bisogni individuali e sociali. Questo lockdown è proibizionista; ogni attività giocosa è condannata da una psicosi perbenista. Questo lockdown ci vuole colpevoli e disuguali, si diventa illegali perché non c’è nulla di ragionevole nel permettere a chi ha i soldi di raggiungere Tenerife o la seconda casa, a chi non può e non ha soldi impedisce una semplice e sana e magari in campagna in spiaggia o l’ungo l’argine di un fiume. Non si può passeggiare è illegale bisogna fingere di fare sport,

Questo lockdown è antisociale; aumenta le distanze ma non per motivi sanitari tra chi ha uno stipendio sicuro e chi si deve inventare la giornata tra ci ha le chiappe al caldo e chi cerca di fare fesso ma che viene fatto fesso.   Del coprifuoco vogliamo parlarne? No, meglio di no disturberemmo le mille attività illegali che si stanno sviluppando nella notte anche senza uscire dal palazzo. Basta uno scantinato, basta una consegna a domicilio, “non solo pizza” è la parola d’ordine dello spaccio. E intanto obblighiamo i nostri ragazzi a diventare illegali per frequentare la fidanzata e trovarsi con gli amici.

Meglio chiudere tutto, che regolarizzare che usare protocolli che usare la ragione, meglio chiudere gli occhi chiudere gli occhi anche di fronte al milione di irregolari che non si sa come vaccinare e controllare se si sono vaccinati. Il virus sempre per via aerea si trasmette! Bocca, naso, orecchie e orifizi vari e da lì entra sotto forma di gocciolina. Non vaga nell’aria di campagne o spiagge deserte e assolate.

Forse lo ferma la preghiera, che in chiesa si può andare anche in compagnia del non congiunto mentre non possiamo fare visita alla zia.

Che sogno sarebbe un ragionato utilizzare protocolli UGUALI PER TUTTI per vivere e convivere con il rischio anche di morire, che ricordiamolo è insito nella vita di ognuno dalla nascita, nulla è certo in questo mondo, nemmeno la stupidità. “La felicità consiste nell’ignoranza del vero” diceva il Leopardi e aggiungeva “La ragione è pigra come una tartaruga, e codarda come una lepre”. “Ho visto persone di costumi dolcissimi, innocentissimi, commettere azioni delle più atroci, per fuggire qualche danno grave”. E per finire vi cito una riflessione attualissima di Chuck Palahniuk: “La gente si innamora del proprio dolore al punto che non riesce più ad abbandonarlo. Lo stesso vale per le storie che racconta. Siamo noi stessi a tenerci in trappola.”

 

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Roberto Forti

Come sia arrivato a conoscere gli Angeli, o come lui le chiama le energie sottili, la coscienza degli elementi, Roberto Provenzano Forti, classe 1964, lo possiamo intuire da una vita fatta di esperienze e creatività, dove il banale è lasciato a chi ama il copia incolla, mentre la ricerca interiore lo ha condotto attraverso diverse esperienze vissute e accettate come una opportunità di crescita e di studio. Una laurea magistrale in Giurisprudenza, un master pluriennale in mediazione civile e Familiare, una vita dietro ad un microfono, due figli in età diverse, un padre generale che durante la guerra visse sei anni in India imparando i rudimenti dello Yoga dai maestri di strada. Sono solo alcuni degli ingredienti della vita di Roberto Provenzano Forti, divulgatore culturale e vicepresidente dell’Associazione di Promozione Sociale piacentina Epikurea che si occupa di benessere delle relazioni e in particolare di bambini contesi tra i genitori, o affidati al Tribunale dei minori. Gli Angeli sono dietro tutto questo, sia come presenze che lo hanno protetto in tre casi di incidenti automobilistici, sia come studio delle loro forme antropomorfe, sia come contatto con le energie sottili e la coscienza universale. Studioso del biocentrismo e delle energie positive della mente ha creato una forma di meditazione che ci permette il contatto con le nostre potenzialità inespresse rappresentate dal mondo angelico attraverso una forma di attenzione mentale che ha chiamato MedittAttivazione per svegliarci dal sonno continuo e vivere in ChiaraMens.

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