Delittisocietà

Il grande abbaglio: su Darkiside il controverso caso della strage di Erba

Ospiti della puntata Edoardo Montolli e l'avvocato Fabio Schembri

La strage di Erba: Edoardo Montolli e l’avvocato Fabio Schembri ospiti a Darkside, di Gianluca Zanelle e Marcello Altamura

 

Quando ho avuto l’idea di mettere in piedi un format come Darkside, la mia prima volontà è stata quella di affrontare argomenti per loro natura controversi, cercando di darne una lettura quanto più obiettiva possibile, senza pregiudizi o impostazioni di base, affidandomi a persone certamente più esperte di me e di comprovata professionalità. A chi ha seguito – e continua a farlo – le dirette che conduco assieme agli amici e colleghi Marcello Altamura e Andrea Piras, non sarà certamente sfuggito che in un palinsesto dominato da tematiche tutte gravitanti nell’orbita dei cosiddetti “Anni di Piombo”, c’è una puntata fuori dal coro. Sto parlando di quella che si terrà giovedì 18 giugno, dal titolo “Il grande abbaglio – controinchiesta della strage di Erba”. Per chi sta leggendo questo articolo, sarà molto facile ricollegare il nome dato a questa puntata al libro omonimo di Edoardo Montolli, che – tra l’altro – è il fondatore  di questo blog che mi ospita.

In molti – privatamente – mi hanno chiesto “cosa c’entra la strage di Erba con le Brigate rosse? Cosa c’entrano Olindo Romano e Rosa Bazzi con la Strage di piazza Fontana?”. La risposta è: Tutto e niente. Niente per ovvie ragioni. Tutto perché, come ho già spiegato all’inizio di questo articolo, la volontà che muove Darkside è quella di affrontare di petto temi controversi. E quale tema recente è più controverso se non quello della strage di Erba?

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Per molti potrà sembrare un controsenso. La strage di Erba è uno dei rari casi in cui gli assassini abbiano fornito una piena confessione guadagnandosi così un giusto ergastolo. Io stesso, appassionato come sono sempre stato di cronaca nera, seguendo la vicenda su noti programmi televisivi specializzati, mi ero fatto un’idea ben precisa di come fossero andate le cose. Un’idea – è bene sottolinearlo – veicolata dagli esperti di turno: giornalisti, psichiatri, criminologi, inquirenti. Un parterre che – insieme a tanti opinionisti più o meno degni di fiducia – ha fornito negli anni una sequela interminabile di prove a sostegno della colpevolezza dei vicini di casa che nessuno di noi vorrebbe mai avere.

Strage di Erba, l’amante di Rosa Bazzi era una bufala (l’ennesima)

Poi, come è naturale che sia, il clamore mediatico è scemato. Altre vicende si sono imposte all’attenzione mediatica e Olindo e Rosa, pur rimanendo nell’immaginario collettivo come icone del male, sono scivolati via, per lo meno dall’alveo della mia sfera d’interesse. Questo fino a quando m’imbatto casualmente in una puntata della trasmissione de Le Iene. Pur non seguendo con grande interesse questo programma, il servizio in cui incappo vede intervistato un giornalista – Edoardo Montolli – che racconta una storia talmente incredibile da farmi pensare a una bufala. Cambio canale.

Qualche giorno dopo, sfogliando non ricordo quale giornale, leggo un articolo dove si parla del programma Mediaset e dell’ipotesi ventilata dell’innocenza dei coniugi Olindo e Rosa. Sembrerà strano, detto da chi ha fondato Darkiside, ma il complottismo non mi è mai interessato. Ancora una volta passo oltre.

ESCLUSIVO/ Quando Mario Frigerio (dopo aver riconosciuto Olindo) non ricordava nulla

Settimane, forse mesi dopo, un noto programma d’inchiesta (o presunta tale, ma non è questa la sede per discuterne) tira fuori di nuovo questa vicenda: secondo un’inchiesta portata avanti da Le Iene, i veri autori della strage di Erba sarebbero ancora in libertà, mentre in carcere ci sarebbero due innocenti. Ancora una volta, a distanza di tempo, sento parlare di Edoardo Montolli. Faccio qualche ricerca e trovo i suoi articoli.

Non starò qui, adesso, a raccontare quello che Edoardo ha scoperto indagando sul caso. Lo farà lui di persona giovedì sera sulla mia pagina Gianluca Zanella Editing insieme all’avvocato Fabio Schembri (che difende Olindo Romano e Rosa Bazzi). Quella che mi piace condividere con voi che leggerete questo articolo è una considerazione sul potere immenso dei media, soprattutto dei media mainstream, quelli cioè che riescono a raggiungere milioni di persone, veicolando in questo modo l’opinione pubblica.

Quarto Grado e la strage di Erba: le verità non raccontate in tv

Nel caso della strage di Erba posso parlare in prima persona. Nessuno mi avrebbe mai potuto far cambiare idea riguardo la colpevolezza dei due satanici coniugi. Qualunque teoria non allineata con la verità propugnata su telegiornali, programmi tv, talk show, non era (ai miei occhi, sia chiaro) nemmeno degna di essere presa in considerazione. Eppure, oggi, mi trovo a ospitare Edoardo su Darkside e mi trovo – per la prima volta – ad aver radicalmente cambiato opinione su un fatto che davo per certo aprioristicamente, solo per averlo sentito da persone autorevoli, in programmi autorevoli, ospitati da reti televisive autorevoli. Ci sono anche dei libri di autori autorevoli pubblicati da case editrici autorevoli che certificano la colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, ma non li ho letti.

https://www.algama.it/2019/05/13/il-grande-abbaglio-controinchiesta-sulla-strage-di-erba/

Ecco, Darkside nasce con questo intento: analizzare i fatti. Non voglio far cambiare idea a nessuno, non penso di avere (e non voglio averlo) questo potere. Però vi chiedo di darvi una possibilità: seguite la diretta, fate tutte le domande che volete (il bello di Darkside è proprio questo: vi mettiamo a contatto quasi diretto con i relatori e le relatrici). Datevi, per una volta, la possibilità di mettere in discussione le vostre certezze e, magari, di cambiare idea.

Gianluca Zanella

https://www.frontedelblog.it/2019/05/17/la-foto-strage-di-erba-il-misterioso-uomo-dal-volto-coperto/

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Gianluca Zanella

Gianluca Zanella, giornalista, editor e agente letterario. Dal 2015 collabora con alcune tra le maggiori realtà editoriali del panorama italiano. Specializzato in libri d'inchiesta, tra i molti titoli su cui ha lavorato troviamo Nome in codice Siegfried di Adriano Monti e Alessandro Zardetto (Chiarelettere, 2016); Supernova e Il Sistema Casaleggio, di Nicola Biondo e Marco Canestrari (Ponte alle Grazie, 2018); Dietro il mephisto del Comandante Alfa (Longanesi, 2020). Per la narrativa, ha riscoperto il caso letterario Frieda, di Christophe Palomar, già pubblicato da una piccola casa editrice nel 2015 e ripubblicato da Ponte alle Grazie nel 2020. Collabora con Aise (Agenzia internazionale stampa estera) dal 2018. Per Ponte alle Grazie cura l'ufficio stampa del settore inchieste e nel 2018 ha fondato Gianluca Zanella Editing, service per case editrici e privati.

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