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Il Sanremo emozionale di Tananai, artista la cui malinconia ricorda Tenco

L’autore Davide Simonetta:”Alberto è cresciuto tanto lavorando”

Domenica scorsa, dopo essersi classificato al quinto (Chapeau) posto al Festival di Sanremo con la popballata Tango: pezzo, più emozionale, emozionante, e commovente della kermesse festivaliera, ballata scritta dagli affiatati e lanciati Paolo Antonacci, Davide Simonetta e Alessandro Raina, (racconta di una storia di amore tra due ucraini vittime della guerra), ecco Tananai, in splendida forma, ospite del salotto televisivo di Mara Venier ha dichiarato in diretta: “Sono cambiato? Sì, hai ragione, ora sono più elegante ma sono lo stesso scemo dell’altra volta“.

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Il cantante, vero nome Alberto Cotta-Ramusino, lo stesso che l’anno scorso stonava sul palco dell’Ariston e festeggiava in allegria (non prendersi troppo sul serio è la sua forza) l’ultimo posto della sua Sesso occasionale (che poi comunque divenne un successone inaspettato), sì è cresciuto assai.

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Reduce da un anno pieno di successi, tra i quali la hit estiva ‘La dolce vita’, Tananai ha preso lezioni di canto per presentarsi … appunto, elegante e romantico al festival con ‘Tango’, storia commovente e struggente.

tananai
Un sunto, raccontato dallo stesso cantautore, del cambiamento vissuto tra un festival e l’altro, espresso ai media? Eccolo: “Ho vissuto Sanremo in maniera più serena, questo palco è imprevedibile. Negli ultimi dodici mesi ho fatto tante esperienze, un tour molto bello, ho conosciuto tanti addetti ai lavori. Al di là della spontaneità, che voglio mantenere, per continuare a fare musica ci devono essere etica del lavoro, serietà e professionalità che l’anno scorso non avevo. Bisogna meritarsele le cose, ci metti un attimo a perderle. Uno dei modi per tenerle è attraverso la dedizione, la passione e la serietà”.

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Parola ora al musicista, compositore, autore e vincitore (è co autore del pezzone di Mengoni trionfatore all’Ariston, nonché tra gli autori proprio di Tananai e Rosa Chemical), Davide Simonetta, amico, collega e … preziosissimo, collaboratore (da tempo e ha incisivamente contribuito alla crescita artistica del “Tana”), in vesti d’autore, del nuovo fenomeno della musica pop italiana…

“Ho vissuto appieno questo Sanremo con Alberto, vivendo passo per passo, attimi indimenticabili e scaramantici, tipo la sigaretta fumata al solito posto prima delle sue esibizioni, oppure lui nel camerino che faccia, faccia mi cantava di getto il pezzo prima di salire sul palco. La sua performance mi ha commosso. Probabilmente Tananai ha rappresentato la forma più emozionale dell’edizione del Festival appena conclusa. E’ una persona meravigliosa, un artista versatile con potenzialità enormi, più crescere ancora”.

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È davvero bravo e squarciante Tananai, cantante dal vario e premiante repertorio dalla vena malincomelodica che riporta, talvolta, all’immenso Tenco.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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