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L’oste Manuel Gimari: bar e ristoranti, nel prossimo Dpcm andrebbero trattati diversamente

Da Montodine arriva una proposta e da altre parti d'Italia si annunciano proteste

 

 

Il rischio, speriamo di no, per la Lombardia è di ripiombare nel prossimo weekend, in piena zona rossa, con nuove restrizioni pesanti per bar e ristoranti, locali questi già provati da chiusure e semi aperture causa emergenza sanitaria per il maledetto Coronavirus.

Nel frattempo adesso, in piena zona arancione non è che baristi, cuochi e ristoratori se la stiano spassando. Per questo all’orizzonte si annunciano proteste clamorose come aperture nonostante i Dpcm, sciopero fiscale e manifestazioni in tutta Italia. Da Montodine, nella Bassa Cremasca in provincia di Cremona, Manuel Gimari, Oste Dandy d’Italia lancia invece un proposta. Quale? Siamo andati a porre il quesito al titolare dell’Osteria Del Torre montodinese.

Soddisfatto degli aiuti ricevuti sin qui dalle istituzioni?

Lo ripeto dalla scorsa primavera e lo ribadisco: stiamo vivendo un complicato, tragico evento globale, per forza di cose abbiamo sofferto, soffriamo e soffriremo chiusi. I ristori governativi tuttavia, per carità pur non consentendo di salvare una stagione, qualcosina hanno apportato alla causa. E pure la possibilità dell’asporto ha giovato.

Ma posso avanzare a questo punto una proposta?

Prego…

La mia osteria funziona come bar e ristorante, ma i due settori sono diversi tra loro, quindi perché il prossimo Dpcm non tratta diversamente le due tipologie, sulla falsa riga di quanto fatto a novembre per parrucchieri ed estetisti, di esercizi? Con questo non voglio alimentare polemiche, per carità… Semplicemente ho formulato una riflessione partendo dal presupposto che un ristorante o una trattoria, dando per esempio un pasto caldo con questi freddi agli operai a mezzodì, beh in un certo senso svolgono per così dire un’accoglienza, un ristoro sociale che varrebbe la pena consentire, no?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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