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La parola umiltà nasconde una trappola

zunco fuoco numero 2

 

Come tutti i luoghi comuni, l’espressione: “bisogna essere umili”, nasconde una trappola, che puoi benissimo evitare semplicemente osservando con attenzione.

Che cos’è l’umiltà?

L’etimologia della parola umiltà risale al latino humus = terra, perciò umile è colui il quale proviene dalla terra. Così come va ricordato che la parola uomo deriva dalla radice sanscrita bhu, che poi divenne hu, da cui humus, che di nuovo ci riporta al significato di creatura generata dalla terra.

In questo senso tutti gli esseri, non solo umani, sono umili, provenienti dalla terra.

Ma se viene distorto il significato di questa parola, sono guai.

Che significa infatti essere umili nell’accezione più comune del termine?

Significa semplicemente non alzare la cresta.

In questo modo, se si accetta questo significato, la prima cosa che accade è l’arroganza, poiché per stabilire se uno è umile o no occorre un altro che si erga a giudice e giudichi il sussistere o meno di uno stato di umiltà.

A questo punto la frittata è fatta.

Nel momento stesso in cui sorge un umile ecco sorgere un arrogante che si arroga il diritto di giudicarlo.

Non solo, in molti esseri il timore di apparire non umile genera distorsioni del comportamento, dovuti proprio al timore di quel giudizio, che in molti casi sfocia facilmente in un vero e proprio timore reverenziale. Fantozzi docet.

Se umile significa proveniente dalla terra, l’umiltà non è una virtù come l’umanità è stata portata a credere, soprattutto dalla religioni, ma una condizione naturale, estremamente naturale.

Tutti gli esseri provengono dalla terra, cosa c’è dunque di tanto speciale in questa condizione?

Per questo motivo amica mia ti dico: lascia perdere ogni idea che hai sull’umiltà e se proprio vuoi essere umile ricorda solo che vieni dalla terra, così come vengono dalla terra tutti i tuoi simili (e non) che non hanno affatto il diritto di stabilire se tu sia umile o no.

Nel momento in cui ti sforzi di essere umile crei un conflitto in te stessa, crei un giudice in te stessa e un giudice nel tuo prossimo.

Nel momento in cui senti di esprimerti esprimiti dunque liberamente, senza stare a pensare se puoi apparire umile o superba.

Sei tanto umile tu quanto chiunque altro per un fatto di nascita, visto che tutti proveniamo dalla terra. Lascia che te lo ripeta: esprimiti dunque in piena libertà, chiarezza, semplicità e senza alcun timore.

Così facendo non solo ti sentirai meglio, ma essendo più spontanea aiuterai anche l’altro a essere più spontaneo e a togliersi dalla testa idee prive di senso che, come per te, rappresentano solo un inutile fardello.

Ricorda: Gesù era umile perché proveniva dalla terra, non perché soffrisse di un impulso ad atteggiarsi in un modo o nell’altro per timore di essere giudicato, diversamente non si sarebbe nemmeno sognato di fare irruzione nel tempio e scacciare i mercanti.

Nelle relazioni sociali è più che sufficiente ricordare che tutti gli esseri provengono della terra e che questa comune origine risolve una volta per tutte il “problema” dell’umiltà, ponendo tutti nelle medesime condizioni di dignità, piante e animali compresi.

Il senso di rispetto che ne deriva è più che sufficiente in ogni tipo di relazione.

 

Ajad Akaam

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Chi è Ajad Akaam

Ajad Akaam significa “libero dai desideri”. Il suo vero nome è Daniele G. Genova e fino a qualche anno fa era un brillante scrittore di noir. E un abile investigatore privato. Con l’arrivo della crisi economica ha perso tutto: lavoro, casa e famiglia. Dopo aver pensato al suicidio, una mattina si è risvegliato. E ha riso per otto ore, cambiando completamente e lasciandosi alle spalle il peggio e perfino il proprio nome. Da allora fa il contadino. Per aiutare gli altri a superare i problemi quotidiani ha iniziato a raccontare le sue massime su come vivere meglio. Presto sono nati su Facebook ben sette gruppi di fans. A febbraio 2015 esce in libreria con “Il miracolo sei tu”, edito da Cordero. I ricavati andranno in beneficenza.

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