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Tra Simone Inzaghi e Max Allegri vince il primo. Troppa Inter per questa Juventus in rifondazione

Un playmaker come Calhanoglu manca alla Juve. E i nerazzurri giocano meglio dei bianconeri

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Quindi il big match tra Inter e Juventus va a Simone Inzaghi: trainer giustamente elogiato dall’opinionista Lele Adani, che scappa via e vola a +4 su Allegri con anche una partita da recuperare. Decisiva l’autorete di Gatti nel primo tempo. Il campionato non è finito, per carità, ma certo una bella fetta di scudetto si sposta a Milano, con i nerazzurri che ora hanno anche il vantaggio nello scontro diretto dopo l’1-1 ottenuto a Torino. Vittoria meritata anche ai punti da Lautaro e compagni, che a referto mettono un palo di Calhanoglu e due incredibili miracoli di Szczesny su Barella e Arnautovic. La vittoria, meritata, dei nerazzurri ha poi infiammato lo studio della Domenica Sportiva (Rai 2) dove tra i Pecci e i Collovati, beh è spiccata l’appassionata professionalità di Lele Adani, che spiega le differenze tra nerazzurri e bianconeri.

LELE ADANI
“L’Inter per la difesa prende Darmian e Acerbi, che non possono essere paragonati a Bremer e Danilo. A centrocampo l’Inter prende a parametro zero Mkhitaryan e Calhanoglu, che nessun’altra squadra voleva, e non possono essere paragonati a Locatelli pagato 40 milioni e Rabiot centrocampista della Francia alla finale dei Mondiali. In attacco l’Inter perde Lukaku e Dzeko e acquista Thuram, che nessuno considerava di quel livello. La Juve invece un anno e mezzo fa ha preso Vlahovic a 90 milioni. Come potete dire da queste cifre che l’Inter è superiore? Lo ha dimostrato sul campo col valore del lavoro. Alla Juve non vanno bene i Di Maria, i Kulusevski… l’Inter invece sa valorizzare i parametri zero. Purtroppo non si dà valore al lavoro”.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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