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Mister Max Allegri non può fare battute? Ah … come se la ‘tirano’ i nerazzurri dell’Inter, no?

"È come giocare a guardie e ladri, uguale! I ladri scappano e le guardie rincorrono"... così parlò il trainer juventino. E gli interisti si 'incacchiarono'

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“È come giocare a guardie e ladri, uguale! I ladri scappano e le guardie rincorrono”. L’uscita di mister Massimiliano Allegri nel post partita di Juventus-Sassuolo, a quanto pare, non è stata ben accolta dal mondo nerazzurro e ha aumentato la temperatura della lotta scudetto. Eh già, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, citare il gioco di “guardie e ladri” dopo settimane di polemiche arbitrali ha lasciato il sospetto che l’allenatore bianconero volesse dire qualcosa di più. E se l‘Inter (ah quanto se la tirano i nerazzurri) è rimasta infastidita dalla sua dichiarazione, dal fronte Juve (il deus ex machina Cristiano Giuntoli ha dato serenità al gruppo), indirettamente si è ribadito che dietro la battuta, livornese, istantanea di mister Max, non c’è alcun secondo fine.

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Ah … prima del match, vinto bene dalla Vecchia Signora sul Sassuolo, così Allegri aveva parlato dell’attualità tra bianconeri e interisti: Yildiz e Chiesa possono coesistere, in questo momento però abbiamo degli equilibri e dobbiamo mantenerli. Ci sono due differenze con l’Inter. Loro sono una squadra costruita per vincere lo Scudetto, mentre la Juve ha iniziato un percorso diverso. Dobbiamo lavorare senza metterci nella testa l’ossessione di vincere. Siamo la Juventus, dobbiamo ottenere il massimo di quello che possiamo. Importante però è essere consapevoli che il calcio non finisce il 25 maggio, la Juventus avrà cinque anni luminosi davanti. Finora abbiamo fatto 46 punti, che sono meritati perché abbiamo dei valori”.

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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