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Quella volta (2010) che Pupo (Amadeus lo ha escluso dal prossimo Festival) vinse sanremo

Enzo Ghinacci da 14 anni non riesce a partecipare alla kermesse canora nazionalpopolare

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Pupo quindi ancora una volta è restato fuori dal festival di Sanremo, di cui è stato una delle stelle più luminose: una volta secondo, insieme a Emanuele Filiberto e Luca Canonici, una volta terzo, con uno dei suoi primi successi, Su di noi, una volta quinto, con una canzone sua (la celeberrima Sarà perchè ti amo), ma cantata dai Ricchi e Poveri. Stavolta il testo era del Cile, ossia Lorenzo Cilembrini, cantautore aretino nei mesi scorsi al centro dell’attenzione quando ha svelato pubblicamente la sua condizione di dipendenza dall’alcool, ma non ha incontrato il favore di Amadeus, il direttore artistico del festival, che non l’ha inserita fra quelle in gara.

Enzo Ghinazzi, in parte Pupo, 68 anni, è deluso ma non troppo come ha raccontato, ripreso da Dagospia, al Corriere della Sera, e ad altri media:

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“Il perché dell’esclusione bisognerebbe chiederlo ad Amadeus. Da parte mia posso soltanto immaginare i motivi, come ho già scritto nella mia rubrica del lunedì per La Nazione-Qn. Forse il testo era troppo forte per il grande pubblico di Sanremo, forse c’è stato il timore di certe allusioni su politica e religione. A settembre, il Cile mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Enzo, ho scritto una canzone per te. Perchè non proviamo a candidarla per Sanremo’? Io ho ascoltato e mi è piaciuta. E’ una canzone moderna, una contaminazione di due generi diversi come sono il mio e quello di Lorenzo. D’altronde che il pezzo non sia da buttare, lo dice il fatto che Dagospia, con quel geniaccio di Roberto D’Agostino, ha voluto pubblicarla in anteprima. Sul sito possono ascoltarla tutti e dare il loro giudizio. Manco dall’Ariston dal 2010 di ‘Italia amore mio’, la canzone che eseguimmo in trio con Emanuele Filiberto, il principe ereditario di Casa Savoia, e il tenore montevarchino Luca Canonici. Poi ho tentato altre volte di entrare fra i concorrenti ma è sempre andata male. Ah… sostengo da quattordici anni e nessuno mi ha mai smentito che quel Festival l’avevo vinto io. Nel voto popolare eravamo in vantaggio di 100 mila schede. Dal Quirinale, per quello che sono riuscito a ricostruire, ci fu un intervento per far capire che in una repubblica non poteva vincere un principe ereditario. Fu una bomba che esplose in mano agli organizzatori”. Così parlò Pupo, uno che a questo Festival di Sanremo, mah, non avrebbe sfigurato, no?

Stefano Mauri

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Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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